2012/09/01

TERME DI SCIACCA: FASE DECISIVA PER IL FUTURO

Terme di Sciacca al centro dell'attenzione. Non certo da oggi. Anche se forse siamo nella fase decisiva per deciderne il futuro. Ma se i partiti (non la politica) non si tolgono di torno, sarà dura risalire la china. La nota di Massimo D'Antoni. 


L'ultimo assalto lo sta dando una società intenzionata ad estrarre energia geotermica dal sottosuolo. Troppo appetibile, e non occorre essere scienziati per capirlo, il calore sprigionato dal bacino idrotermale. E' uno dei capitoli più drammatici di una saga che negli anni ha reso le Terme di Sciacca una autentica terra di conquista, spremuta come un limone da politici a dir poco invadenti, e non certo appartenenti ad una sola fazione.
Negli anni si sono rincorse le più svariate tesi e le più bizzarre antitesi. A chi sospettava che si stesse deprezzando ad hoc il patrimonio termale per cederlo  a qualche imprenditore amico al prezzo di un piatto di lenticchie, c'era chi rispondeva che i tempi delle vacche grasse erano finiti da tempo, e che se qualcuno aveva potuto fare il bravo amministratore, ciò era stato possibile solo grazie ai contributi a pareggio che mamma Regione erogava tutti gli anni.
E senza i quali non ci sarebbe stato alcun prestigio, non sarebbero state inaugurate le piscine Molinelli, e altro che parco termale. Ma sono passati 13 anni dall'approvazione della legge regionale che ha sancito il via libera alla privatizzazione. Pur sapendo che il bacino idrotermale è una risorsa non privatizzabile. Ma di cosa ci si sorprende, nella terra in cui la semplice acqua di sorgente è considerata il petrolio degli anni duemila?
Ma quanti pasticci, nel frattempo, compiuti da una classe politica regionale assolutamente inadeguata. Un contesto dove nessuno può accusare nessuno, perché la corresponsabilità copre l'intero arco costituzionale. Insomma: non si salva nessuno. E conosciamo già la risposta piccata del politico offeso: questa è demagogia.
Sarà pure demagogia, eppure la nomina di una società per azioni, con annessa inevitabile lottizzazione politica del consiglio d'amministrazione, non ha risolto alcun problema. Anzi: la Spa è stata liquidata dopo una convivenza giuridicamente assurda tra società e azienda regionale.
Nel frattempo un centinaio di lavoratori qualificati sono usciti dalle Terme e collocati in un ruolo unico speciale. Obiettivo: tutelarne i diritti acquisiti. Con la conseguenza che tante, tantissime professionalità specifiche (dai fanghini ai fisioterapisti) bivaccano, non certo per loro colpa, nei corridoi di uffici diversi, in attesa di compiere le cosiddette otto ore giornaliero. Se fossero rimasti alle Terme avrebbero reso i servizi al pubblico ben più efficienti. E' meglio che non facciano un altro mistero tra i misteri, di gestioni approssimative.
Siamo adesso nella fase della pubblicazione del bando per la ricerca del partner privato, dopo che l'advisor Sviluppo Italia ha fornito le linee guida per rilanciare le terme. Ed è qui che ancora una volta il comune di Sciacca, autentico parente povero di questa vicenda, tenta di reinserirsi. Per chiedere rispetto istituzionale e superiore coinvolgimento. Perché le scelte non possono essere fatte sopra la testa del comune.
Di Paola ha chiesto un nuovo incontro alla Regione. Il punto è che in questa fase si rischia di non concludere granché, perché si avvicinano le elezioni, e il rischio che qualcuno torni a prendere in giro con false promesse la città di Sciacca è piuttosto elevato. Giusto comunque procedere, perché non c'è alternativa. E dire che nei mesi scorsi Armao aveva annunciato tempi brevi.
Ogni ulteriore commento è superfluo. L'ultima accusa all'attuale gestione è stata quella di aver trasformato le Terme in una succursale politica dell'Mpa. La replica dell'attuale amministratore è stata: da che pulpito viene la predica. Non certo da oggi esiste un triste binomio terme-politica. Il segretario provinciale della Cgil Massimo Raso ha chiesto opportunamente di tutelare finalmente gli interessi della città di Sciacca, non nascondendo la sua preoccupazione che la prossima campagna elettorale per le regionali trasformi le Terme in terreno di lotta politica.
Preoccupazione giusta, ma forse purtroppo ancora una volta si rischia di parlare al vento. E il declino appare sempre più inevitabile.

Fonte: sciaccaonline.com

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