2012/10/13

CONOSCERE MEGLIO PER APPREZZARE DI PIU' LE TERME DI SCIACCA

Proponiamo un estratto del periodico "Archivio Storico Messinese" n° 82-2001. Nello scritto, a cura di Maria Luisa Bonica Santamaria, vengono ripercorse le tappe fondamentali del termalismo saccense, certamente da contestualizzare al 2001, anno in cui viene pubblicato lo studio. Dopo più di 10 anni gli scenari sono diversi, ma l'elaborato risulta sicuramente utile per capire quale risorsa preziosa ed eccezionale ci scorre letteralmente "sotto i piedi".

Il complesso termale di Sciacca 

Il bacino di Sciacca rappresenta nell'ambito delle zone termali siciliane uno dei luoghi più interessanti per le caratteristiche geologico-strutturali e per le acque calde affioranti. Recenti studi (Alaimo R., 1987) hanno permesso di evidenziarne alcune caratteristiche idrogeologiche: si tratta di un'area non sottoposta a sovrascorrimenti, che, assieme al settore ibleo, costituisce l'avampaese stabile nella quale la circolazione idrogeologica sembra differenziarsi nettamente da quella della Sicilia Occidentale, dove le acque calde emergenti sono acque meteoriche che raggiungono il serbatoio profondo e poi risalgono senza notevoli modificazioni. A Sciacca si individua nettamente una componente meteorica nella parte più superficiale del circuito termale ed un rapporto ancora più generico di un'acqua madre con acqua di origine marina nella parte più profonda. Il tutto è modificato anche dalle interazioni con le rocce degli acquiferi caldi. Secondo i geologi l'area circostante le sorgenti di Sciacca è costituita da calcari marnosi bianchi, calcareniti marne e calcari argillosi bianchi, marne e argille sabbiose arenacee, sabbie e argille calcareniti del terrazzo marino superiore, sabbie e argille del terrazzo marino medio (Carapezza M. et al., 1987).
L'area ove si registrano maggiormente le manifestazioni termali si colloca ad est di Sciacca; in questa zona il fenomeno più importante è costituito dalle "Vecchie terme Selinuntine". In periodi antecedenti al 1906 il bacino di Sciacca godeva di ben l0 polle: l'acqua delle Palme, l'acqua dei Molinelli, la Fontana Calda, l'acqua degli Occhi, la Salmastra, la Solfurea, l'acqua Santa, l'acqua Ferrata, l'acqua del dr. Molinari, l'acqua del Carabollace. Già nel 1906, però, era scomparsa l'acqua del dr. Molinari, a seguito di movimenti tellurici e di interventi poco corretti sulle opere di presa. Nel 1968 erano rimaste soltanto cinque polle: l'acqua dei Molinelli, la Fontana Calda, la Salmastra (detta anche "Antiche Terme"), l'acqua Santa e l'acqua del Carabollace. Attualmente soltanto tre sorgenti vengono sfruttate: la salso-bromo-iodica dei Molinelli ipotermale (32° C), che scaturisce in una grotta naturale a 40 m. di altitudine; e la sulfurea-salso-solfato-alcalino-terrosa, ipertermale (56° C), radioattiva, incolore, odorante di idrogeno solforato, che sgorga a 25m. s. l. m. e viene incanalata verso gli stabilimenti, ove è impiegata per le cure termali e l'Acqua Santa che sgorga a breve distanza dalla precedente, ma ha caratteristiche diverse: 32° C di temperatura, bicarbonato sodica poco mineralizzata, serve per la cura idropinica. Fenomeni d'intenso termalismo si riscontrano a nordest di Sciacca nel monte Cronio (m. 386), costituito da calcari secondari e terziari e da calcari bianchi triassici, che formano la parte inferiore della parete meridionale, incombente sulla Valle dei Bagni.

Alla base della parete esiste una faglia nel senso parallelo, intersecata da faglie trasversali, a cui si riconnettono i fenomeni sorgentiferi. Le stufe vaporose sulla cima del monte Cronio sono varie cavità carsiche, delle quali la maggiore è la Stufa di S. Calogero, detta anche "Antro di Dedalo". "La temperatura varia da un punto all'altro fra i 19° e 38° C, ed il soffio d'aria calda che si avverte ovunque non proviene da un solo poro o meato, ma emana da tutti gli interstizi fra gli strati della roccia" (Giampiccolo E., 1922, p. 128). Reperti archeologici attestano che "l'Antro di Dedalo", così denominato dal mitico eroe greco autore del labirinto, il quale secondo la leggenda fuggì da Creta e cercò rifugio in questa altura, potrebbe rappresentare la più antica area termale di Sciacca. Le terme, dunque, costituirono un'importante risorsa per l'antico centro, i cui toponimi "Thermae Selinuntinae" e "Aquae Alabodes" in epoca romana, e "Ash-Shaqqah", che deriva dall'arabo syac (bagno), ne attestano la rilevanza nel passato. Nel Medioevo le terme ebbero soltanto un interesse locale e successivamente caddero in disuso, tanto che nel Settecento l'Acqua Solfurea era scomparsa per l'incuria e lo stato di abbandono delle opere di presa.

Possiamo avere una serie di osservazioni sulle stufe naturali e sulle acque termali di Sciacca nel 1778 dalla diretta testimonianza di Dominique Vivant Denon "Andammo fuori città per visitare i bagni che non presentano di antico che la sorgente. Questa sorgente è calda da scottare, sulfurea, d'un limo giallastro, con una leggera tinta di acido solforico. Esce da una roccia che ha il biancore e la leggerezza del gesso e che è una pietra denaturata dall'acido solforico .... Proprio lì vicino c'è un'altra sorgente di acqua fredda che si usa per curare la scabbia .... Salimmo sulla montagna dove ci sono le stufe vaporose immaginate, si dice da Dedalo, ... queste stufe sono situate sulla cima di una montagna che domina Sciacca. Si tratta di una grotta di circa otto piedi quadrati di apertura da cui esce un vento caldo che copre di umidità e fa sudare" (Denon D. v., 1979, pp. 271-272).
Nel 1873 Bourquelot e Reclus lasciarono una descrizione della città e delle terme "Sciacca s'alza sopra un'altura da cui sgorgano copiose fonti termali sulfuree, essa domina il porto, e propriamente è sita nel luogo ove in passato stavano le Thermae Selinuntinae " patria di Agatocle" (Bourquelot F. e Reclus E., 1980, p.31). Nel XIX secolo un modesto stabilimento venne realizzato dall'Amministrazione comunale nella Valle dei Bagni, così denominata perché in essa sgorgavano le acque curative. L'edificio delle vecchie terme, restaurato di recente nel rispetto dell'architettura primitiva, consta di 6 camerini per la balneo terapia e di 6 beverini per l'idropinoterapia, per la quale si utilizza l'Acqua Santa; inoltre l'acqua solfurea alimenta delle vasche nella quali viene posto a maturare il fango che viene utilizzato per la fangoterapia. Nel 1902 fu edificato in prossimità del mare lo stabilimento Molinelli, denominazione data all'antico uso dell'acqua termale che serviva per azionare due mulini. Nel 1938 fu eretta sulla rupe di Cammordino un'imponente struttura termale, fornita di attrezzature tecniche ed igieniche per le varie applicazioni terapeutiche. Successivamente alla demanializzazione del bacino idrotermale fu realizzato il Grande Albergo che ricade nel complesso delle Stufe termali, dotato di attrezzature per le cure balneofangoterapiche la nebulizzazione e la aerosolterapia. Nel 1993 è stato ripristinato lo Stabilimento dei Molinelli, ove in grandi vasche per la balneazione vengono convogliate le acque salso-bromo-iodiche (34° C), indicate per le affezioni dermatologiche. Nella gestione dell'Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca, istituita con D. L. P. n° 12 del 20 dicembre 1954, attualmente in regime commissariale, rientrano gli Stabilimenti termali con le strutture ricettive ed un Centro Congressuale polifunzionale.

Lo stabilimento "Nuove Terme" è costituito da un monumentale edificio in stile Liberty, funzionale e ben tenuto, dove si praticano la fangoterapia e la balneoterapia con vasche di idromassaggio e docce; cure per l'apparato respiratorio con aerosolterapia, humage e nebulizzazione; cure angiologiche, dermatologiche e ginecologiche, cure di otorinolaringoiatria, quali inalazioni nasali con utilizzazione di acqua solfurea alla temperatura di 35° C. Di recente è stato aperto il reparto di fisiochinesiterapia, dove viene eseguita la riabilitazione dell'apparato muscolare-scheletrico e dell'apparato respiratorio. La notevole richiesta di questa terapia è attestata dall'elevato numero di curandi, infatti nel 2000 su 8.349 presenze per le cure termali si sono registrate 6.326 presenze per cure fisioterapiche. Rientra nel plesso termale un grande parco con vegetazione mediterranea, una piscina con acqua solfurea aperta tutto l'anno per una particolare copertura in legno che ne consente la fruizione anche nei mesi invernali; il complesso del Convento di S. Francesco, le cui origini risalgono al '400, di recente adibito a Centro Congressuale polifunzionale è dotato di un Auditorium con 300 posti ed una sala concerti con 120 posti, oltre uno spazio espositivo; infine il Grand Hotel delle Terme (77 camere), che ospita gli utenti dello stabilimento. Le altre strutture, sempre gestite dall'Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca, comprendono lo stabilimento detto Antiche Terme, nella valle dei Bagni, ove sgorga l'acqua della sorgente più antica del bacino termale, la cosiddetta "Acqua Santa"; le vasche termali dei Molinelli, il più grande complesso di piscine pubbliche termali dell'area di Sciacca, composto da tre vasche alimentate con acqua termale alla temperatura di 34° C. e con acqua salsoiodica; lo stabilimento con le stufe vaporose sul monte Cronio a 400 m. s.l.m. e le due strutture alberghiere in fase di ristrutturazione, ma di prossima apertura: il Grand Hotel S. Calogero, che ricade nel complesso delle grotte termali, e l'Alberghetto dei lavoratori.

L'apertura delle terme è annuale, ma il periodo nel quale si registra un'affluenza maggiore è tra giugno e ottobre; ciò attesta la caratterizzazione termale-balneare di Sciacca (Grafico 3). Dai dati forniti dall'Azienda Autonoma delle Terme si rileva che nell'arco degli ultimi cinque anni il numero dei curandi ha subito un lieve decremento, che è stato più marcato nell'anno 2000, dovuto in parte ai lavori di ripristino degli impianti, ma soprattutto per la chiusura per restauro delle Stufe di S. Calogero. Nell'ultimo anno il trend è stato però positivo (Grafico 4).
Le terme hanno una variegata capacità curativa: L'acqua sulfurea salso-solfato-alcalino-ferrosa ipertermale (56° C) radioattiva è indicata per l'apparato respiratorio, l'otorinolaringoiatria e le malattie cutanee.
Le acque sulfuree esercitano azione cheratoplastica (regolatrice della cute), azione anticatarrale sulle mucose, azione eccito motrice sull'apparato digerente, riducono, inoltre, l'uricemia. Esse vengono utilizzate per bagni e fanghi.
L'acqua salso-bromo-iodica detta dei Molinelli, per l'apparato respiratorio, l'apparato genitale femminile, l'apparato osteoarticolare, le malattie del ricambio, le vasculopatie.
L'acqua salso-iodica-solfato-alcalino-ferrosa, detta Santa, è indicata per l'apparato digerente.
La fangoterapia antireumatica si avvale del fango, che nasce dal contatto prolungato, per circa tre anni, di queste acque sulfuree con un tipo particolare di argilla. Al fango, infine, si aggiunge il "lippu," che si trova nei canali di scarico dell'acqua sulfurea. Il meccanismo d'azione si espleta attraverso la reazione generale di adattamento (stress-syndrome), intesa come risposta dell'organismo alle variazioni ambientali indotte dal mezzo termale; attraverso la profusa sudorazione che comporta imponenti mobilitazioni e reintegrazioni di masse idricosaline; attraverso l'iperemia attiva indotta dal fango e le reazioni caratteristiche dei tessuti interessati dal processo infiammatorio: esaltazioni di molteplici attività enzimatiche, attivazione degli scambi metabolici, correzione di alterazioni trofiche locali o di situazioni alogene. Il fango viene spalmato sulla parte del corpo da curare per uno spessore di circa 10 centimetri. L'impacco viene poi protetto con un lenzuolo e tre coperte, per evitare la rapida dispersione del calore. Dopo 20-30 minuti il fango viene rimosso e per 30-60 minuti c'è la fase della sudorazione e della reazione, nella quale continua l'azione biologica indotta dalla fangatura. La balneoterapia si basa sull'immersione completa o parziale in vasca o in piscina di acqua sulfurea ad una temperatura di 37°-39° C e per 5-10 minuti e sul riposo durante il periodo di reazione.
L'aerosoluzione prevede il trattamento farmacologico che, mediante un apposito apparecchio, nebulizza il composto formato di particelle solide o liquide.
L'insufflazione è l'applicazione dei gas liberati dall'acqua minerale nell'interno dell'orecchio medio tramite catetere tubarico.
L'irrigazione è l'introduzione di sostanze medicamentose in cavità mucose. Può essere nasale e vaginale.
La cura essudatoria è effettuata nello Stabilimento "Stufe S. Calogero" al cui interno sono comprese due grotte naturali dette Antro di Dedalo e Grotta degli Animali, riscaldate fino a 40° C da vapori solfurei. La terapia è indicata nel trattamento delle affezioni articolari croniche, nei postumi di reumatismo articolare acuto, nel reumatismo muscolare cronico, nelle mialgie nevralgie reumatiche, nelle malattie del ricambio, nelle artrosi croniche, nell'ipertensione essenziale.

Negli anni Ottanta la S.I.T.A.S. (Società Italiana Termale Abano-Sciacca) ha creato sulla cimosa costiera a 4 chilometri da Sciacca, in contrada Sovareto, un Complesso idrotermale, denominato Sciaccamare, su un area di 300 ettari, adiacente allo stabilimento Molinelli. In seguito il polo termale con le quattro strutture ricettive è stato acquisito dalla Aeroviaggi S.p.a. e tutt'ora viene gestito dalla stessa società. Gli alberghi Alicudi (175 camere), Cala Regina (188 camere), Lipari (209 camere) e Torre del Barone (231 camere) sono dotati di attrezzature termali per le terapie inalatorie e la fangobalneoterapia, inoltre dispongono di un centro estetico, di saune e vasche per il trattamento termale e di piscine coperte ed esterne,alimentate con acqua termale alla temperatura di 30° C. Le acque curative, che provengono dal bacino idrotermale di Sciacca, vengono convogliate nelle strutture di Sciaccamare da apposite condutture. Il complesso rimane aperto dal 25 gennaio al 30 novembre con un'affluenza turistico-termale che per il 2001 è stata di 380.000 presenze. 



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