Diciamoci la verità: per la Regione Siciliana il futuro delle Terme di
Sciacca è solo uno dei mille problemi che tutti i giorni governo e Ars
devono affrontare. Non sarebbero trascorsi invano quattordici anni della
nostra storia se così non fosse stato. Ne consegue che senza le dovute
pressioni del territorio non si muoverebbe foglia.

Una lettera in tal senso è stata indirizzata al governatore Crocetta,
all’assessore all’Economia Luca Bianchi, a Sviluppo Italia Sicilia e,
per conoscenza, all’amministratore della società Carlo Turriciano e ai
deputati Cascio, Cimino, Di Mauro, Firetto, Fontana, La Rocca Ruvolo,
Mangiacavallo e Panepinto.
“Chiusa positivamente la vicenda dell’apertura del Grand Hotel delle
Terme e quella dell’assunzione del personale stagionale, grazie
all’emendamento approvato all’Ars con l’ultima legge finanziaria, –
scrive il sindaco Fabrizio Di Paola – si ritiene opportuno riprendere il
più importante ragionamento complessivo sulla futura gestione del
patrimonio termale della Città di Sciacca”.
Alla fine di marzo è scaduto il termine per la presentazione delle
manifestazioni di interesse a seguito del bando emesso dalla Regione nel
dicembre 2012 per “l’affidamento a soggetti privati della gestione e
valorizzazione dei complessi cremotermali e idrominerali di Sciacca
nonché le attività accessorie e complementari.
“Solo da notizie di stampa – rileva il sindaco Di Paola – apprendo che
sarebbe stata presentata una sola istanza, e addirittura solo per la
gestione delle piscine”.
Della questione Di Paola si era occupato chiedendo (ma non ottenendola,
sulla base di un impedimento burocratico) una proroga alla pubblicazione
del bando in questione. Aveva chiesto anche una superiore diffusione
soprattutto a livello internazionale. Anche perché le proposte e gli
eventuali progetti preliminari devono essere sottoposti all’esame di una
commissione di valutazione, ancora da nominare.
Insomma: Di Paola teme che si perda altro tempo. E nella fase che stiamo
attraversando Sciacca non se lo può permettere. Così come non può
interessare nessuno una proposta del privato che sia mirata ad una
gestione delle sole piscine termali. Occorre un progetto ben più ampio e
strategico.
La nostra emittente nei mesi scorsi è venuta a conoscenza di
un’iniziativa di un grosso imprenditore straniero, che ha elaborato un
progetto di primo livello. Un progetto che, tuttavia, al momento ha
deciso di sospendere, non ritenendo opportuno effettuare investimenti in
Italia, ritenuto paese economicamente a rischio, dove non è conveniente
spendere soldi.
Resta il rammarico di un territorio depresso, dove ogni giorno i
visitatori (che in questo periodo stanno comunque affollando la città)
ci dicono che se quello che abbiamo noi in termini di patrimonio e di
paesaggio lo avessero avuto altrove, da quelle parti sarebbero riusciti a
renderlo fruttuoso e redditizio. E invece noi non ci siamo riusciti.
L’obiettivo più o meno sottotraccia del nuovo confronto chiesto dal
sindaco Di Paola con la Regione è chiaro: ottenere una nuova
pubblicazione del bando con un’accelerazione netta anche in termini di
contatti con investitori in possesso del necessario know-how. A meno che
gli imprenditori interessati davvero non abbiano l’esigenza, invocata,
lo ricordiamo, dallo stesso advisor Sviluppo Italia Sicilia, di decidere
loro durata del contratto di concessione ed importo del canone di
affitto da versare nelle casse della Regione Sicilia. Sarebbe
imbarazzante essere costretti ad arrivare a questo risultato.
Fonte: http://rmk.italiabit.net
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