2015/09/30
Terme e vendita spezzatino: la Regione ora cerca acquirenti per le piscine Molinelli
30 settembre 2015
Alle Terme di Sciacca continua la vendita col metodo dello spezzatino. Dopo l’ex Motel Agip siamo alle piscine dei Molinelli. Regione siciliana che deve recuperare tre milioni di euro di debiti e che, dunque, appare sempre più impegnata a uscire di scena dalla proprietà. Quindi, altro che rilancio o speranze di riapertura, Palermo vuole che qualcuno si compri le Terme. Ieri l’ex motel Agip, oggi le piscine dei Molinelli, domani probabilmente le stesse stufe termali.
Alla riunione di stamattina in Commissione Attività Produttive dell’ARS ha partecipato anche il Comitato Salviamo le Terme di Sciacca, oltre al sindaco Di Paola e ad altri soggetti tra cui il suo predecessore Ignazio Cucchiara che, com’è noto, intende promuovere un comitato per il ritorno all’azionariato popolare e all’acquisizione delle Terme e della loro storia da parte della città. Ma non è apparso un tema, neanche quest’ultimo, a cui il responsabile delle società partecipate Grazia Terranova o l’assessore regionale alle finanze Alessandro Baccei abbiano mostrato grande interesse. A loro preme solo fare cassa, per cercare di risolvere i problemi finanziari delle Terme. Tutto congelato, dunque, dai minibandi per la gestione provvisoria (ormai è chiaro che non sembrano esserci le condizioni, anche perché l’Asp non sembra intenzionata a gestire lo stabilimento termale, quando Crocetta in persona aveva dato disposizioni ben specifiche in materia), né per il bando pubblico che l’assessore Li Calzi quando venne a Sciacca nella sua passerella si era impegnata a pubblicare entro il mese di marzo, mentre stiamo ancora aspettando.
“Ma noi faremo di tutto per scongiurare la vendita delle piscine Molinelli”, dice oggi al nostro Telegiornale il Parlamentare pentastellato Matteo Mangiacavallo, che però non può non far notare al tempo stesso che un problema economico finanziario esiste.
Prossimo appuntamento il 5 ottobre, quando il sindaco Di Paola e il presidente del consiglio comunale Calogero Bono riceveranno al comune parlamentari e altri addetti ai lavori per rifare il punto sulle Terme di Sciacca.
Fonte: rmk.it
Le Terme di Sciacca devono urgentemente cambiare proprietario passando dalle mani della Regione direttamente ai cittadini saccensi
Vertenza Terme di Sciacca, questa mattina l’audizione all’Ars convocata dal deputato M5S Mangiacavallo alla presenza dell’assessore Baccei.
30 Settembre 2015
Si è svolta questa mattina, in III commissione Attività produttive all’Ars, l’audizione convocata dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo avente come oggetto la vertenza Terme di Sciacca. Così il parlamentare Cinquestelle a margine dell’audizione di oggi:
Si è svolta questa mattina, in III commissione Attività produttive all’Ars, l’audizione convocata dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo avente come oggetto la vertenza Terme di Sciacca. Così il parlamentare Cinquestelle a margine dell’audizione di oggi:
“Il nostro intento nel convocare la seduta odierna era quello di ottenere un momento di confronto tra i cittadini saccensi e i funzionari della Regione Siciliana che si stanno occupando della questione Terme di Sciacca. Abbiamo trovato al tavolo anche un altro interlocutore principale, ovvero l’assessore Baccei”.
“Soluzioni? – continua Mangiacavallo – Come al solito nessuna. Ci troviamo di fronte una Regione che ha chiuso le Terme per non appesantirne il bilancio e che adesso vuole vendere parte del patrimonio per far cassa e ripianarne i debiti. L’Asp di Agrigento, che doveva gestire lo stabilimento, è ferma al palo perché chiede all’assessore alla Sanità di essere autorizzata a sforare il proprio bilancio. Il mini bando per l’affidamento del Grand Hotel congelato fin quando le sorti dello stabilimento non siano definite, e il bando principale bloccato da una serie di procedure che vorrebbero che la Regione tornasse dapprima nella disponibilità totale dei beni, oggi gestiti dalle Terme di Sciacca S.p.A in liquidazione. Insomma, per chi non se ne fosse accorto, le terme di Sciacca sono finite nel pantano della burocrazia regionale”.
L’assessore Baccei ha preso quindi atto di due proposte pervenute al tavolo: il sindaco di Sciacca che ha offerto la sua disponibilità per la stesura del bando e il comitato cittadino che ha rilanciato l’azionariato popolare per l’acquisizione delle Terme.
“Adesso aspettiamo un cenno, lo stesso atteso ormai da mesi. Nel frattempo – conclude il deputato M5S – abbiamo chiesto, nell’immediato, di provvedere alla tutela dei beni per non farne perdere il valore”.
E così in chiusura Mangiacavallo afferma: “Rimango convinto che le Terme debbano urgentemente cambiare proprietario; passare dalle mani di una Regione siciliana che le considera un peso, un problema, ai cittadini saccensi, che invece, come me, lo ritengono un patrimonio da valorizzare e salvaguardare. Come gruppo parlamentare faremo di tutto affinché questo avvenga”.
Fonte: sicilia5stelle.it
2015/09/27
TERME: LO SCANDALO DEL BANDO DI EVIDENZA PUBBLICA CHE “DORME” SERENAMENTE SENZA IMPUNITA’
Da cinque anni la Regione deve pubblicarlo. Perché non lo fa? Negligenza, imperizia, omissioni di atti d’ufficio, interessi privati in atti d’ufficio, danno erariale?
28/09/2015
Editoriale di Filippo Cardinale
Sono tanti gli interrogativi che da cinque anni rimangono senza risposta La questione delle terme, ritornata alla ribalta dopo le vacanze estive, è diventata una sorta di campo di battaglia dove, purtroppo, si spara sul mucchio senza più distinzione. E’ il segnale di uno sbandamento che fa sviare il tema centrale conducendolo su un terreno che diventa sempre più un pantano dove ognuno prende il fango e lo getta a caso.
Nei prossimi giorni si svolgeranno degli incontri a Palermo che, ne siamo certi, produrranno solo fumo. Sono incontri nei quali ognuno reciterà la sua parte. La parte più sconcertante, ma anche ridicola, sarà quella che reciterà la Regione nell’espressione della sua dirigenza, pagata a peso d’oro, e del Governo regionale, vera delusione di un elettorato che pensava, votando l’ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta, di “rivoltare” una Sicilia offesa e umiliata da una classe politica inadeguata, scarsa, impreparata ad amministrare una Regione dal potenziale enorme. Ma non è solo colpa del Governo Crocetta.
Per amor del vero bisogna compiere passi indietro, passando da Lombardo, da Cuffaro, fino ad arrivare al 1999, anno in cui l’Ars approvò la legge sulla privatizzazione. Da allora, si è perso tempo prezioso e l’inoperosità di una classe dirigente e politica ha provocato un danno economico-erariale-sociale di grosse dimensioni.
Siamo d’accordo con il sindaco Di Paola quando dice che è “sbagliato sparare nel mucchio”, come lo siamo con la Cgil quando afferma che “la battaglia non ammette solisti e che bisogna unificare tutti gli sforzi, a partire dai cittadini, per raggiungere risultati positivi”. Ma a tutti sfugge un particolare, poiché l’attenzione si è concentrata sulla chiusura delle attività termali. E’ giusto, per carità, ma non va deviato il dito che deve essere, invece, puntato su un fatto di straordinaria importanza e che ha tracciato il solco per arrivare alla chiusura delle terme deliberata dall’unico socio: la Regione.
E’ dal 2010, cioè cinque anni fa, che la Regione, o qualche dirigente della Regione, deve stilare e pubblicare il bando di evidenza pubblica per l’affidamento a terzi delle strutture termali. Il 2010 segna la partenza di un percorso che, di fatto, esalta l’incapacità della superpagata classe dirigente della Regione e l’inadeguatezza di una classe politica e dei Governi che si sono succeduti. In questi cinque anni i presidenti sono stati Lombardo e attualmente Crocetta.
Il 2010 è stato pubblicato un bando che era la concretezza di una farsa. Capito il grave errore, la Regione si mette al lavoro per pubblicarne un altro. Ebbene, sono passati cinque anni e la superpagata dirigenza regionale non riesce a portare a termine il compito. E’ qui, allora, che bisogna fare luce. E i fari devono essere accesi dalla magistratura ordinaria e contabile. Quella ordinaria deve accenderli per dare risposte agli interrogativi che abbiamo posto: il tempo di cinque anni ci sembra uno scandalo enorme.
Uno scandalo che ha prodotto la conclusione amara della chiusura delle terme, del degrado del suo patrimonio, dell’immagine alla città, del danno all’economia del territorio. Allora nasce spontanea la domanda: negligenza, imperizia, omissioni di atti d’ufficio, interessi privati in atti d’ufficio, danno erariale? Noi siamo contrari a sparare nel mucchio; lo siamo perché non crediamo alla storia del “tutti responsabili”. L’esperienza insegna che quando “tutti sono responsabili”, alla fine nessuno lo è.
La Cgil ha depositato negli Uffici della procura di Sciacca un esposto. E’ già una buona partenza per approfondire e dare risposte agli interrogativi che abbiamo scritto.
Fonte: corrieredisciacca.it
28/09/2015
Editoriale di Filippo Cardinale
Sono tanti gli interrogativi che da cinque anni rimangono senza risposta La questione delle terme, ritornata alla ribalta dopo le vacanze estive, è diventata una sorta di campo di battaglia dove, purtroppo, si spara sul mucchio senza più distinzione. E’ il segnale di uno sbandamento che fa sviare il tema centrale conducendolo su un terreno che diventa sempre più un pantano dove ognuno prende il fango e lo getta a caso.
Nei prossimi giorni si svolgeranno degli incontri a Palermo che, ne siamo certi, produrranno solo fumo. Sono incontri nei quali ognuno reciterà la sua parte. La parte più sconcertante, ma anche ridicola, sarà quella che reciterà la Regione nell’espressione della sua dirigenza, pagata a peso d’oro, e del Governo regionale, vera delusione di un elettorato che pensava, votando l’ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta, di “rivoltare” una Sicilia offesa e umiliata da una classe politica inadeguata, scarsa, impreparata ad amministrare una Regione dal potenziale enorme. Ma non è solo colpa del Governo Crocetta.
Per amor del vero bisogna compiere passi indietro, passando da Lombardo, da Cuffaro, fino ad arrivare al 1999, anno in cui l’Ars approvò la legge sulla privatizzazione. Da allora, si è perso tempo prezioso e l’inoperosità di una classe dirigente e politica ha provocato un danno economico-erariale-sociale di grosse dimensioni.
Siamo d’accordo con il sindaco Di Paola quando dice che è “sbagliato sparare nel mucchio”, come lo siamo con la Cgil quando afferma che “la battaglia non ammette solisti e che bisogna unificare tutti gli sforzi, a partire dai cittadini, per raggiungere risultati positivi”. Ma a tutti sfugge un particolare, poiché l’attenzione si è concentrata sulla chiusura delle attività termali. E’ giusto, per carità, ma non va deviato il dito che deve essere, invece, puntato su un fatto di straordinaria importanza e che ha tracciato il solco per arrivare alla chiusura delle terme deliberata dall’unico socio: la Regione.
E’ dal 2010, cioè cinque anni fa, che la Regione, o qualche dirigente della Regione, deve stilare e pubblicare il bando di evidenza pubblica per l’affidamento a terzi delle strutture termali. Il 2010 segna la partenza di un percorso che, di fatto, esalta l’incapacità della superpagata classe dirigente della Regione e l’inadeguatezza di una classe politica e dei Governi che si sono succeduti. In questi cinque anni i presidenti sono stati Lombardo e attualmente Crocetta.
Il 2010 è stato pubblicato un bando che era la concretezza di una farsa. Capito il grave errore, la Regione si mette al lavoro per pubblicarne un altro. Ebbene, sono passati cinque anni e la superpagata dirigenza regionale non riesce a portare a termine il compito. E’ qui, allora, che bisogna fare luce. E i fari devono essere accesi dalla magistratura ordinaria e contabile. Quella ordinaria deve accenderli per dare risposte agli interrogativi che abbiamo posto: il tempo di cinque anni ci sembra uno scandalo enorme.
Uno scandalo che ha prodotto la conclusione amara della chiusura delle terme, del degrado del suo patrimonio, dell’immagine alla città, del danno all’economia del territorio. Allora nasce spontanea la domanda: negligenza, imperizia, omissioni di atti d’ufficio, interessi privati in atti d’ufficio, danno erariale? Noi siamo contrari a sparare nel mucchio; lo siamo perché non crediamo alla storia del “tutti responsabili”. L’esperienza insegna che quando “tutti sono responsabili”, alla fine nessuno lo è.
La Cgil ha depositato negli Uffici della procura di Sciacca un esposto. E’ già una buona partenza per approfondire e dare risposte agli interrogativi che abbiamo scritto.
Fonte: corrieredisciacca.it
2015/09/26
Emendamento per salvare gli 800 mila euro. Di Paola: «Dubito che cambierà qualcosa»
26 settembre 2015
“La Regione ha avuto ben un anno di tempo per impiegare questi ottocentomila euro e non l’ha fatto, non credo che dopo l’emendamento approvato ieri cambierà qualcosa, spero di sbagliarmi”.
Così Fabrizio Di Paola commenta oggi al nostro Telegiornale l’approvazione all’ARS dell’emendamento (presentato, tra gli altri, da Margherita La Rocca Ruvolo) che ha bocciato l’idea del Governo Crocetta di azzerare la posta di bilancio prevista nel dicembre del 2014 per il termalismo siciliano.
Di Paola guarda poi con disincanto all’audizione in Commissione Attività produttive all’Ars in programma mercoledì: “So già cosa ci verranno a dire sia la dirigente delle partecipate Grazia Terranova, sia il liquidatore Carlo Turriciano”.
Il Sindaco attacca il Governo della Regione: “Sulle Terme ha sbagliato tutto”, ha detto, ricordando che il 5 ottobre al Comune ci sarà un nuovo incontro con i parlamentari. Sindaco ancora deluso anche dall’atteggiamento dei lavoratori, che hanno attaccato anche la sua amministrazione: “Sono deluso, hanno sparato nel mucchio, io mi sono impegnato allo stremo, ma la responsabilità delle Terme non era del Comune ma della Regione, eppure se la sono presa anche con me”.
Fonte: rmk.it
2015/09/25
UN EMENDAMENTO DELL'ON. MARGHERITA LA ROCCA RUVOLO RECUPERA GLI 800 MILA EURO PER LE TERME
L'emendamento è passato contro il parere del Governo Crocetta, sempre più ostile alla questione termale.
25/09/2015
La caparbia dell'onorevole margherita La Rocca Ruvolo (Udc) porta a segno un obiettivo importante, quello del recupero degli 800 mila euro che con delibera di giunta il presidente della Regione Rosario Crocetta aveva cancellato nei gioni scorsi.
E' passato nella tarda mattinata. Il recupero degli 800 mila euro, metà dei quali per Sciacca, è di vitale importanza almeno per effettuare quella manutenzione necessaria per non compromettere definitivamente gli impianti degli stabilimenti. Impianti che con il fermo prolungato rischierebbero di non poter essere più utilizzati.
"Sono soddisfattta per questo piccolo passo avanti- dice Margherita La Rocca Ruvolo - mirato soprattutto a non distruggere il sistema impiantistico delle terme di Sciacca. Ma sono anche amareggiata per il parere contrario del Governo Crocetta. Per il recupero dei soldi è stato utilizzato il fondo intermedio dell'assessorato all'Economia".
Fonte: corrieredisciacca.it
25/09/2015
La caparbia dell'onorevole margherita La Rocca Ruvolo (Udc) porta a segno un obiettivo importante, quello del recupero degli 800 mila euro che con delibera di giunta il presidente della Regione Rosario Crocetta aveva cancellato nei gioni scorsi.
E' passato nella tarda mattinata. Il recupero degli 800 mila euro, metà dei quali per Sciacca, è di vitale importanza almeno per effettuare quella manutenzione necessaria per non compromettere definitivamente gli impianti degli stabilimenti. Impianti che con il fermo prolungato rischierebbero di non poter essere più utilizzati.
"Sono soddisfattta per questo piccolo passo avanti- dice Margherita La Rocca Ruvolo - mirato soprattutto a non distruggere il sistema impiantistico delle terme di Sciacca. Ma sono anche amareggiata per il parere contrario del Governo Crocetta. Per il recupero dei soldi è stato utilizzato il fondo intermedio dell'assessorato all'Economia".
Fonte: corrieredisciacca.it
TERME DI SCIACCA, CGIL: "DA SOLI NON SI VA DA NESSUNA PARTE"
"Una sola istituzione, una sola associazione o comitato o parte sociale, da sole non saranno mai capaci di riuscire a riaprire le terme".
25/09/2015
Dopo la pausa estiva, come era prevedibile, si risveglia la "tensione" sulla questione terme. La chiusura delle strutture termali è stato n danno gravissino e uno spettacolo terrificante offerto non solo ai saccensi ma anche ai turisti.
Prima il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale, poi il M5S, hanno spezzato il silenzio dei mesi estivi. Ma le iniziative "singole" non convincono la Cgil.
Per Massimo Raso e Franco Zammuto, la qestione termale si affronta coralmente. Pur apprezzando il risveglio e il riavvio delle azioni tendenti a riaprire le terme tuttavia "non nascondono la preoccupazione che le varie iniziative avviate, ora da una parte ora dall’altra, possano creare e ingenerare confusioni e contrapposizioni capaci solo di ghettizzare nel recinto ristretto del nostro territorio un dibattito fatto solo di polemiche al fine di etichettare e marcare con la identità propria di ciascuno la possibile riuscita dell’azione".
"Un solo partito, una sola istituzione, una sola associazione o comitato o parte sociale- aggingono- da sole non saranno mai capaci di riuscire a riaprire le terme".
La Cgil invitano tutte le forze politiche, istituzionali, sociali, lavoratori, associazioni e comitati cittadini a fare "fronte comune ed evitare che le iniziative avviate e da avviare vengano fortemente etichettate e marcate".
Fonte: corrieredisciacca.it
25/09/2015
Dopo la pausa estiva, come era prevedibile, si risveglia la "tensione" sulla questione terme. La chiusura delle strutture termali è stato n danno gravissino e uno spettacolo terrificante offerto non solo ai saccensi ma anche ai turisti.
Prima il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale, poi il M5S, hanno spezzato il silenzio dei mesi estivi. Ma le iniziative "singole" non convincono la Cgil.
Per Massimo Raso e Franco Zammuto, la qestione termale si affronta coralmente. Pur apprezzando il risveglio e il riavvio delle azioni tendenti a riaprire le terme tuttavia "non nascondono la preoccupazione che le varie iniziative avviate, ora da una parte ora dall’altra, possano creare e ingenerare confusioni e contrapposizioni capaci solo di ghettizzare nel recinto ristretto del nostro territorio un dibattito fatto solo di polemiche al fine di etichettare e marcare con la identità propria di ciascuno la possibile riuscita dell’azione".
"Un solo partito, una sola istituzione, una sola associazione o comitato o parte sociale- aggingono- da sole non saranno mai capaci di riuscire a riaprire le terme".
La Cgil invitano tutte le forze politiche, istituzionali, sociali, lavoratori, associazioni e comitati cittadini a fare "fronte comune ed evitare che le iniziative avviate e da avviare vengano fortemente etichettate e marcate".
Fonte: corrieredisciacca.it
2015/09/24
TERME DI SCIACCA, PRIMA DI NUOVE AZIONI INCONTRO CON RAPPRESENTANTI POLITICI E ISTITUZIONALI DEL TERRITORIO
24 SETTEMBRE 2015
“È nostra ferma intenzione promuovere nuove e più forti iniziative, anche eclatanti, al fine di ottenere dal Governo regionale il mantenimento dell’impegno ad avviare le attività termali. Preliminarmente, si è ritenuto opportuna una nuova interlocuzione con tutti i rappresentanti politici e istituzionali del territorio”. È quanto affermano il sindaco Fabrizio Di Paola e il presidente del Consiglio comunale Calogero Bono nell’indire un incontro per lunedì, 5 ottobre 2015, con inizio alle ore 10,30, nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino” del Comune di Sciacca. La lettera di invito all’incontro è stata indirizzata ai parlamentari regionali e nazionali della provincia di Agrigento, ai consiglieri comunali, e anche al presidente della Regione, agli assessori regionali al Turismo, all’Economia e alla Salute, al presidente dell’Ars, al presidente dell’Anci Sicilia. L’iniziativa, si evidenzia, nasce d’intesa con i comitati civici per la difesa delle Terme.
Scrivono il sindaco Fabrizio Di Paola e il presidente del Consiglio nella lettera di convocazione dell’incontro: “Torniamo ad appellarci alla vostra autorevolezza e al vostro senso di responsabilità dopo le innumerevoli iniziative, andate finora a vuoto, tese a sbloccare la vicenda delle Terme di Sciacca, inattive ormai da sei mesi da quando a marzo l’assemblea dei soci ha deciso di chiudere tutto. Iniziative che erano finalmente culminate con un incontro col presidente della Regione Siciliana, on. Rosario Crocetta, lo scorso 26 maggio a Palermo, durante il quale avevamo avuto precise rassicurazioni sulle azioni del Governo. Registriamo, purtroppo, ancora oggi, con profonda e dolorosa amarezza, che quell’impegno del presidente non ha avuto seguito. È una situazione inaccettabile e non possiamo permettere che vada in rovina un bene, una risorsa, il simbolo della nostra Città, un ingranaggio fondamentale del suo sviluppo. Così come non possiamo permettere che un silenzio incomprensibile accompagni un disegno che non può in alcun modo avere un disastroso esito”.
“Non ci rassegniamo – proseguono il sindaco Di Paola e il presidente Bono -. Le Istituzioni locali, da marzo, sono in campo per trovare uno sbocco in un muro di gomma. Affinché la nostra non diventi una voce solitaria che grida nel deserto, è fondamentale che ognuno, ogni rappresentante del territorio, si assuma in pieno la propria responsabilità e si superi questo stato di torpore. Le Terme di Sciacca devono riaprire. La stagione estiva è da poco trascorsa, infruttuosamente. Speravamo, così come ci era stato rassicurato, che si mettessero in atto le soluzioni-ponte prospettate dal Comune di Sciacca per rimettere in attività lo Stabilimento Termale e il Grand Hotel delle Terme in attesa dell’emissione dell’avviso per la gestione pluriennale dell’intero e inestimabile patrimonio (bando di cui non si ha ancora alcuna notizia)”.
“L’obiettivo, ora, è la prossima stagione – concludono il sindaco Di Paola e il presidente Bono – . Bisogna fare il possibile affinché la Regione, proprietaria dei beni, con i suoi assessorati, con i suoi uffici, si occupi concretamente delle nostre Terme non rinviando colpevolmente le soluzioni. Le Terme sono una risorsa produttiva e tenerle chiuse è davvero un delitto. Questa estate il Comune di Sciacca ha ricevuto non so quante telefonate da tutt’Italia da persone che avevano prenotato per le terapie. Persone che, non riuscendo a mettersi in contatto con gli uffici delle Terme, chiedevano informazioni preoccupati da quanto letto sulla stampa. Il danno all’immagine, all’economia locale, all’occupazione è incalcolabile”.
Fonte: comune.sciacca.ag.it
“È nostra ferma intenzione promuovere nuove e più forti iniziative, anche eclatanti, al fine di ottenere dal Governo regionale il mantenimento dell’impegno ad avviare le attività termali. Preliminarmente, si è ritenuto opportuna una nuova interlocuzione con tutti i rappresentanti politici e istituzionali del territorio”. È quanto affermano il sindaco Fabrizio Di Paola e il presidente del Consiglio comunale Calogero Bono nell’indire un incontro per lunedì, 5 ottobre 2015, con inizio alle ore 10,30, nella Sala Consiliare “Falcone e Borsellino” del Comune di Sciacca. La lettera di invito all’incontro è stata indirizzata ai parlamentari regionali e nazionali della provincia di Agrigento, ai consiglieri comunali, e anche al presidente della Regione, agli assessori regionali al Turismo, all’Economia e alla Salute, al presidente dell’Ars, al presidente dell’Anci Sicilia. L’iniziativa, si evidenzia, nasce d’intesa con i comitati civici per la difesa delle Terme.
Scrivono il sindaco Fabrizio Di Paola e il presidente del Consiglio nella lettera di convocazione dell’incontro: “Torniamo ad appellarci alla vostra autorevolezza e al vostro senso di responsabilità dopo le innumerevoli iniziative, andate finora a vuoto, tese a sbloccare la vicenda delle Terme di Sciacca, inattive ormai da sei mesi da quando a marzo l’assemblea dei soci ha deciso di chiudere tutto. Iniziative che erano finalmente culminate con un incontro col presidente della Regione Siciliana, on. Rosario Crocetta, lo scorso 26 maggio a Palermo, durante il quale avevamo avuto precise rassicurazioni sulle azioni del Governo. Registriamo, purtroppo, ancora oggi, con profonda e dolorosa amarezza, che quell’impegno del presidente non ha avuto seguito. È una situazione inaccettabile e non possiamo permettere che vada in rovina un bene, una risorsa, il simbolo della nostra Città, un ingranaggio fondamentale del suo sviluppo. Così come non possiamo permettere che un silenzio incomprensibile accompagni un disegno che non può in alcun modo avere un disastroso esito”.
“Non ci rassegniamo – proseguono il sindaco Di Paola e il presidente Bono -. Le Istituzioni locali, da marzo, sono in campo per trovare uno sbocco in un muro di gomma. Affinché la nostra non diventi una voce solitaria che grida nel deserto, è fondamentale che ognuno, ogni rappresentante del territorio, si assuma in pieno la propria responsabilità e si superi questo stato di torpore. Le Terme di Sciacca devono riaprire. La stagione estiva è da poco trascorsa, infruttuosamente. Speravamo, così come ci era stato rassicurato, che si mettessero in atto le soluzioni-ponte prospettate dal Comune di Sciacca per rimettere in attività lo Stabilimento Termale e il Grand Hotel delle Terme in attesa dell’emissione dell’avviso per la gestione pluriennale dell’intero e inestimabile patrimonio (bando di cui non si ha ancora alcuna notizia)”.
“L’obiettivo, ora, è la prossima stagione – concludono il sindaco Di Paola e il presidente Bono – . Bisogna fare il possibile affinché la Regione, proprietaria dei beni, con i suoi assessorati, con i suoi uffici, si occupi concretamente delle nostre Terme non rinviando colpevolmente le soluzioni. Le Terme sono una risorsa produttiva e tenerle chiuse è davvero un delitto. Questa estate il Comune di Sciacca ha ricevuto non so quante telefonate da tutt’Italia da persone che avevano prenotato per le terapie. Persone che, non riuscendo a mettersi in contatto con gli uffici delle Terme, chiedevano informazioni preoccupati da quanto letto sulla stampa. Il danno all’immagine, all’economia locale, all’occupazione è incalcolabile”.
Fonte: comune.sciacca.ag.it
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