
Noi de L’AltraSciacca ce ne siamo occupati recentemente (link post),
lamentandoci dell’inerzia Regionale e del mancato rispetto degli
impegni che per l’ennesima volta l’amministratore regionale di turno
aveva assunto con la città. Siamo stati tacciati, ma non è una novità,
di essere polemici per aver sollevato un argomento che invece, per sua
natura, per l’importanza che riveste e per l’incredibile opportunità che
costituisce per Sciacca, dovrebbe essere costante oggetto
dell’attenzione di tutti i nostri amministratori.
La lettura del comunicato stampa ci lascia letteralmente basiti: “Si sta cercando di capire quale sia la formula migliore per selezionare il privato”!?! In
estrema sintesi e con parole chiare, dopo tutto il tempo trascorso e
gli errori, taluni madornali, commessi sino a oggi, non si è arrivati ad
alcuna utile conclusione. Alla faccia delle recentissime precisazioni
dell’assessore Michela Stancheris che evidenziavano che gli impegni
assunti due mesi fa sono stati affatto disattesi e che con il collega
dell’Economia sono pienamente coinvolti, ognuno per le proprie
competenze, nelle procedure relative al bando per la manifestazione di
interesse.
Rimaniamo pure allibiti nell’apprendere che altro elemento di
“ritardo” è la questione dell’allaccio fognario delle Terme. Scopriamo ,
dunque, solo oggi che la soluzione da trovare era strettamente legata
all’ATO Idrico e al suo gestore, il quale da ben 5 anni fa il bello il
cattivo tempo in questo settore.
Se questi sono gli esiti del “summit” palermitano, dobbiamo prendere
atto che non ci siamo per nulla sbagliati! Non ci siamo sbagliati
nell’evidenziare le poche idee molto confuse sul percorso della
privatizzazione delle Terme, né sulla superficialità e sul disinteresse
con cui la Regione si sta occupando della redazione del bando, prova ne è
l’evidente segnale che ha voluto dare l’assessore all’Economia Luca
Bianchi disertando la riunione. Non ci siamo sbagliati nell’aver
rilevato la concreta volontà di voler prendere ancora tempo perché non
sanno cosa fare con la questione “Terme” e come farlo.
Una grossa fetta del futuro economico-turistico di questa città
passa, piaccia o non piaccia, per la strada del termalismo. Non possiamo
più permetterci l’inerzia della politica, tanto meno la sua incapacità.
Il nostro patrimonio termale si sta svalutando giorno dopo giorno e di
questo passo saremo costretti a svenderlo per nulla o quasi. Ci sorge un
dubbio: non è che a qualcuno potrebbe convenire così?
30/11/2013laltrasciacca.it
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