2015/10/05
TERME DI SCIACCA, PANEPINTO SI "ARRABBIA" E LASCIA LA RIUNIONE
05/10/2015
La riunione di stamattina dedicata alle terme lascia strascichi e polemiche. Lo scenario non è nuovo, in verità, e l'attrice principale, la politica, fa di tutto per dare il cattivo esempio.
Nel corso della riunione è successo, mentre parlava Mario Turturici, che il deputato regionale del Pd, Giovanni Panepinto, ha lasciato la sala consiliare. “Pensavo di partecipare a un tavolo tecnico che proponesse soluzioni, non ad un processo contro il Pd e contro questo governo”- ha detto Panepinto a Tele Radio Monte Kronio.
Il parlamentare e sindaco di Bivona non nega le responsabilità di Crocetta, ma ritiene che sia sbagliato prendersela solo con lui alla luce di un abbandono delle Terme che parte da lontano. “Mi sembra che qualcuno in questi anni abbia vissuto alle Hawaii”, ha detto Panepinto che, però, il governo lo attacca eccome. Per Panepinto Palazzo d’Orleans ha tenuto due orientamenti contrapposti: da un lato quello dell’assessore al turismo Li Calzi, teso a costruire il rilancio, dall’altro quello della presidenza e dell’assessore dei tagli Baccei, che mandando in avanscoperta la dirigente delle partecipate Grazia Terranova ha distrutto tutto.
Fonte: corrieredisciacca.it
BELLANCA: "SE LA REGIONE NON PUO' FARE IL BANDO SULLE TERME DI SCIACCA, SI RIPRENDA I BENI"
05/10/2015
"Non avremmo mai immaginato che ogni procedimento riguardante la pubblicazione dei bandi per la manifestazione di interesse, sia quello ad evidenza europea che quello per la gestione provvisoria, fosse praticamente congelato e che la Regione non stava facendo assolutamente nulla per rendere produttivo un bene che negli ultimi anni ha prodotto perdite".
Così ha parlato oggi il consigliere comunale Filippo Bellanca nell'aula consiliare del Municipio di Sciacca nel corso dell'assemblea con la deputazione regionale e nazionale del territorio, organizzata dal sindaco Fabrizio Di Paola.
Bellanca ha proposto una soluzione;: "Se il patrimonio delle Terme di Sciacca non è nella disponibilità della Regione e non è tecnicamente possibile affidarlo a qualcuno (così ha detto il funzionario regionale addetto alle società partecipate) allora la Regione può riaverlo indietro dalla società Terme di Sciacca Spa attraverso un accordo che individui tale patrimonio come compensazione dei debiti che la Spa vanta nei confronti della stessa Regione".
Fonte: corrieredisciacca.it
RIUNIONE TERME DI SCIACCA: PER ZAMMUTO GRAVE NON FARE PARLARE ASSOCIAZIONI E LAVORATORI
05/10/2015
Il segretario della Camera del lavoro di Sciacca, Franco Zammuto, era presente oggi alla riunione sulle Terme in Municipio. Zammuto, lo ricordiamo, alcune settimane fa si era fatto portavoce dell'esigenza che si chiamasse a raccolta tutta la deputazione parlamentare regionale e nazionale del territorio.
“Sindaco e Presidente del Consiglio comunale hanno fatto diventare propria un'iniziativa che io ho suggerito – commenta oggi Zammuto – ma questa l'ho assorbita e mi sono presentato lo stesso alla riunione. Ma è stata una sorpresa – aggiunge il sindacalista - apprendere che associazioni, comitati e lavoratori erano solo spettatori senza titolo ad intervenire”.
“Se l’amministrazione protesta e contesta chi affigge manifesti “ingenerosi” sul loro impegno – continua - noi, rappresentanti di lavoratori, comitati e cittadini possiamo protestare e contestare “l’ingenerosità” dell’amministrazione che con il suo modo di procedere si erge a unico paladino difensore delle Terme, mancando di rispetto e sottovalutando il peso e l’importanza di quanti si battono, da sempre e non dal 6 marzo, per le Terme”.
Alla fine Zammuto auspica comunque una battaglia unitaria per riaprire le terme.
Fonte: corrieredisciacca.it
TERME DI SCIACCA, I DEPUTATI COME UN EPISODIO DE "LE PARROCCHIE DI REGALPETRA" DI SCIASCIA
05/10/2015 - Editoriale di Filippo Cardinale
Ascoltando gli interventi dei deputati che stamattina hanno partecipato all'incontro sulle terme, convocato dal sindaco Di Paola, non ho potuto fare a meno di ricordare un magnifico episodio scritto da Leonardo Sciascia nel libro "Le Parrocchie di Regalpetra".
Lo cito, perchè è la fotografia di una realtà che dura nel tempo. Cambiano i luoghi, le occasioni, ma la sostanza rimane sempre e duramente la stessa.
"...Una volta al circolo dei minatori venne un deputato nazionale, ascoltò i salinari, raccontavano miseria e l'onorevole chiudeva gli occhi come in preda a indicibile sofferenza, infine diede un calcio al tavolo dicendo che perdio, bisognava far qualcosa; dal tavolo cadde una lampada e andò a pezzi, l'onorevole promise grandi cose, ai minatori toccò comprare una lampada nuova...."
Da anni ascoltiamo il dolore di parlamentari, nazionali e regionali, assessori dei vari governi regionali che si sono succeduti nel tempo. Ognuno di loro si indigna, rimane sconcertato dal mancato sviluppo delle terme e della recente chiusura. Promettono, si impegnano...ma poi fanno come quell'onorevole citato da Sciascia.
Ognuno che viene qui a mostrare "dolore indicibile" per la questione termale promette e nella foga rompe sempre qualcosa. Rompe la fiducia dei cittadini, rompe la speranza dei lavoratori, rompe la dignità della nostra Sciacca. Rompe lo sviluppo del nostro territorio.
E non solo le loro promesse sono parole al vento come nella citazione di Sciascia, ma ognuno di loro non paga neanche la lampada fatta cadere e rotta nella foga. E come nella citazione, sono sempre i cittadini a pagare.
Fonte: corrieredisciacca.it
TERME DI SCIACCA, SCENDE IN CAMPO L'ANCI SICILIA: "INGIUSTA ED INCOMPRENSIBILE LA CHIUSURA"
05/10/2015
“Mantenere una prestigiosa struttura, come le Terme di Sciacca, ancora chiusa costituirebbe, oggi più che mai, una decisione ingiusta ed incomprensibile, che produrrebbe esclusivamente l’effetto di danneggiare un territorio e la sua comunità, sprecando contestualmente tempo prezioso e occasioni di sviluppo per un sito che merita di essere adeguatamente valorizzato in quanto patrimonio dell’intera Sicilia, sia sotto il profilo naturale, storico e culturale, che sotto il profilo economico e occupazionale.”
Lo ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia intervenendo a sostegno della riapertura della prestigiosa struttura termale ed alberghiera siciliana. “Auspichiamo che vi sia un impegno tempestivo di tutte le istituzioni interessate – continua Orlando – finalizzato alla riapertura e al rilancio di una struttura che merita di tornare a ricoprire il suo ruolo di propulsore di sviluppo per il territorio saccense”.
Fonte: corrieredisciacca.it
2015/10/03
Terme. Solo di lavanderia nel 2014 sono stati spesi più di 82 mila euro!
3 Ottobre 2015
Nel 2014 le Terme di Sciacca Spa hanno speso la bellezza di 82.599,23 euro di solo servizio lavanderia. Tanto è costata la pulizia periodica di lenzuola e indumenti di lavoro a disposizione del personale dell’albergo e dello stabilimento, ma anche lo stesso tovagliato per il servizio ristorante effettuato al Grand hotel o per i catering organizzati al Convento di San Francesco. Un costo non certo di poco conto, indicato nero su bianco nel bilancio della società che Carlo Turriciano sta liquidando. La lavanderia industriale beneficiaria è la ditta La Rosa di Agrigento. Regolarmente pagata, insieme ad altri fornitori e professionisti (tra cui il collegio dei revisori). Servizio affidato ad una ditta esterna malgrado le Terme disponessero di un vano lavanderia. Evidentemente non c’era il personale necessario per poterlo gestire. Di certo c’è che con costi così elevati, come quello per la lavanderia, la strada delle Terme di Sciacca non poteva che essere impervia.
Fonte: rmk.it
TERME, L'NCD INVOCA UNA LOTTA BIPARTISAN
"Lasciamo da parte, per una volta, interessi di singoli o di partito”.
3 Ottobre 2015
Sulla questione delle terme, Il gruppo consiliare dell’Ncd intende proseguire le iniziative in direzione del recupero e del rilancio. Al di là della riunione indetta dall’Amministrazione comunale per lunedì prossimo, l’Ncd intende promuovere “nuove e più forti iniziative al fine di ottenere dal Governo regionale il mantenimento dell’impegno a riavviare le attività termali”.
Un intendimento che mira a raggiungere l’obiettivo “lasciando da parte, per una volta, interessi di singoli o di partito”. Per l’Ncd, intanto, bisogna “prendere atto che è finita un’epoca storica in cui la Regione siciliana interveniva ad appianare i debiti accumulati nei bilanci ed in cui si inauguravano strutture alberghiere come l’albergo di San Calogero finanziato con soldi pubblici per poi affidarlo in gestione a privati, ben sapendo che era impossibile un’apertura dello stesso per mancanza di fognature comportando soltanto dispendiosi contenziosi”.
Per il gruppo consiliare Ncd, bisogna anche comprendere che con la crisi del termalismo “era impossibile continuare con assunzioni a go-gò solo per accaparrarsi consensi elettorali e che il processo di privatizzazione andava fatto molti anni addietro”. “Sono stati persi sette anni” accusa l’Ncd, “coincidenti con i Governi Lombardo e Crocetta, governi caratterizzati dal Partito Democratico.
“Noi saremo in prima linea come amministrazione e gruppo consiliare augurandoci che tutti diano il loro contributo mettendo da parte inutili posizione politiche e sterile demagogia per il conseguimento di un risultato che è di vitale importanza per lo sviluppo del nostro territorio”, conclude il gruppo consiliare.
Fonte: corrieredisciacca.it
3 Ottobre 2015
Sulla questione delle terme, Il gruppo consiliare dell’Ncd intende proseguire le iniziative in direzione del recupero e del rilancio. Al di là della riunione indetta dall’Amministrazione comunale per lunedì prossimo, l’Ncd intende promuovere “nuove e più forti iniziative al fine di ottenere dal Governo regionale il mantenimento dell’impegno a riavviare le attività termali”.
Un intendimento che mira a raggiungere l’obiettivo “lasciando da parte, per una volta, interessi di singoli o di partito”. Per l’Ncd, intanto, bisogna “prendere atto che è finita un’epoca storica in cui la Regione siciliana interveniva ad appianare i debiti accumulati nei bilanci ed in cui si inauguravano strutture alberghiere come l’albergo di San Calogero finanziato con soldi pubblici per poi affidarlo in gestione a privati, ben sapendo che era impossibile un’apertura dello stesso per mancanza di fognature comportando soltanto dispendiosi contenziosi”.
Per il gruppo consiliare Ncd, bisogna anche comprendere che con la crisi del termalismo “era impossibile continuare con assunzioni a go-gò solo per accaparrarsi consensi elettorali e che il processo di privatizzazione andava fatto molti anni addietro”. “Sono stati persi sette anni” accusa l’Ncd, “coincidenti con i Governi Lombardo e Crocetta, governi caratterizzati dal Partito Democratico.
“Noi saremo in prima linea come amministrazione e gruppo consiliare augurandoci che tutti diano il loro contributo mettendo da parte inutili posizione politiche e sterile demagogia per il conseguimento di un risultato che è di vitale importanza per lo sviluppo del nostro territorio”, conclude il gruppo consiliare.
Fonte: corrieredisciacca.it
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