2015/09/16
Abbracciamo le Terme di Sciacca, sabato prossimo. Le Terme sono anche nostre!
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare alla manifestazione “Abbracciamo le Terme” che si svolgerà a Sciacca il prossimo sabato, 7 febbraio 2015.
L’appuntamento e’ in Piazza Angelo Scandaliato alle ore 10:00, dove i componenti del Comitato cittadino “Salviamo le Terme di Sciacca” si raduneranno per dare vita ad un corteo che attraverserà il centro della città per giungere sino alla zona termale, dove si formerà una lunga catena umana per coinvolgere in un abbraccio simbolico le Terme di Sciacca dimostrando il legame indissolubile che ci lega a questa struttura e a quello che rappresenta per scongiurarne la chiusura.
Le Terme sono parte integrante del patrimonio economico, storico e culturale della nostra città. In futuro, se correttamente valorizzate e sfruttate potrebbero essere fonte di lavoro per molti saccensi e una grande occasione per un’ulteriore crescita turistica ed economica della nostra Sciacca. Stringiamole forte a noi perché sono un bene preziosissimo, soprattutto per i nostri figli, e annotiamoci i nomi di politici e partiti che con strafottenza e menefreghismo cercano di distruggerlo, cosi da evitarli accuratamente quando li vedremo stampati sulle schede elettorali.
Il corteo partirà da Piazza A. Scandaliato, si snoderà lungo C.so Vittorio Emanuele, Via P. Gerardi, Via Incisa, C.so Vittorio Emanuele, Piazza S. Friscia e Via Agatocle per giungere fino al lungomare delle Terme, come raffigurato nell’immagine sottostante.
Fonte: laltrasciacca.it
Disincanto e diffidenza accoglieranno l’assessore Li Calzi venerdì alle Terme
4 febbraio 2015
Venerdì la visita dell’assessore regionale al turismo Cleo Li Calzi, sabato il corteo cittadino. Sarà un fine settimana intenso quello che si avvicina per la battaglia tuttora in corso in difesa del patrimonio termale. Una due giorni che riaccenderà i riflettori, anche se ormai a prevalere è ormai il disincanto, per non dire la vera e propria diffidenza.
Ieri pomeriggio il comitato Salviamo le Terme di Sciacca ha annunciato il corteo di sabato, auspicando una partecipazione significativa da parte dei cittadini.
Prosegue intanto la protesta dei lavoratori, che in vista del Carnevale hanno deciso di garantire l’apertura del Grand Hotel delle Terme.
Sulla visita di venerdì dell’assessore Cleo Li Calzi il sindaco Fabrizio Di Paola oggi dice che questa sarà l’occasione per parlare di privatizzazione delle Terme e futuro dei lavoratori, ma anche di Teatro Samonà, Carnevale e altre iniziative per lo sviluppo turistico.
Intanto il Comitato ha raccolto 6.500 firme e l’adesione di 25 associazioni e movimenti cittadini.
Fonte: rmk.it
VERRO' A SCIACCA A VEDERE IL TEATRO GRECO-ROMANO, COSI' PARLO' L'ASSESSORE AL TURISMO CLEO LI CALZI
Gaffe o poca conoscenza da parte dell'assessore al turismo Cleo Li Calzi, quando questa mattina ad Agrigento al Polo Universitario, intervistata dai giornalisti sulle terme di Sciacca, ha riferito: sarò venerdì in città per vedere la situazione e proporre il rilancio dell'azienda termale e anche per vedere il teatro greco-romano. Un teatro-greco romano a Sciacca e nessuno lo sa, che sia la nuova annunciazione per salvare le terme, oppure ha scambiato quello di Taormina che esiste davvero, per quello moderno di Sciacca che come sappiamo i lavori sono iniziati alla fine degli anni settanta e ancora incompleto.
Ovviamente nessuno dei giornalisti presenti gli ha fatto notare l'errore, che anche loro fossero convinti che a Sciacca ci sia un teatro greco-romano? E a Sciacca nessuno sa che esiste un teatro greco-romano. Se le premesse sono queste, allora venerdì non vorremmo che la presenza dell'assessore fosse come tutte le altre in questi anni, tanti annunci ma niente soluzioni. Ovviamente ci auguriamo di sbagliarci e che invece le soluzioni che verranno proproste siano fattibili.
Notizia del: 3/2/2015 15:16 di MICHELE TERMINE
Fonte: teleradiosciacca.it
Riapre il Grand Hotel delle Terme di Sciacca ma solo a Carnevale
La struttura ospiterà una ottantina di persone nel periodo compreso fra il 13 e il 17 febbraio.
di Giuseppe Pantano— 01 Febbraio 2015
SCIACCA. Riapre il Grand Hotel delle Terme. Per sei giorni, da venerdì 13 a mercoledì 17, in occasione del Carnevale di Sciacca, ospiterà un'ottantina di persone. Lo ha annunciato ieri il commissario liquidatore, Carlo Turriciano, al quale, invece, non sono ancora arrivare notizie sull'accreditamento degli 800 mila euro stanziati dalla Regione per saldare i debiti con Enel, Girgenti Acque e Inps e per realizzare interventi di manutenzione necessari per avviare la stagione 2015.
Dalla Regione, invece, è arrivato il decreto che, accogliendo la richiesta del commissario, sospende il comando per 13 delle 23 unità impegnate negli uffici e nello stabilimento. Questo personale, fino al 30 aprile prossimo, opererà presso altri uffici della Regione che si trovano a Sciacca e la società in liquidazione non dovrà accollarsi il pagamento del loro stipendio. Quest'iniziativa aveva provocato la protesta dei sindacati, ma il commissario è andato avanti, facendo notare che non ci sarà alcun disagio per i lavoratori che continueranno ad operare a Sciacca e che la società avrà un risparmio di circa 300 mila euro. Intanto, il comitato civico «Salviamo le terme di Sciacca», con i giovani di ControCorrente e della Consulta Giovanile, è riuscito a coinvolgere ben 25 associazioni cittadine. La raccolta di firme che ha avviato ha toccato quota 6000 e dopo gli incontri nelle scuole e l'attività di sensibilizzazione della cittadinanza adesso ha organizzato un corteo che si svolgerà sabato 7 febbraio, con raduno alle 10 in piazza Scandaliato.
Fonte: agrigento.gds.it
di Giuseppe Pantano— 01 Febbraio 2015
SCIACCA. Riapre il Grand Hotel delle Terme. Per sei giorni, da venerdì 13 a mercoledì 17, in occasione del Carnevale di Sciacca, ospiterà un'ottantina di persone. Lo ha annunciato ieri il commissario liquidatore, Carlo Turriciano, al quale, invece, non sono ancora arrivare notizie sull'accreditamento degli 800 mila euro stanziati dalla Regione per saldare i debiti con Enel, Girgenti Acque e Inps e per realizzare interventi di manutenzione necessari per avviare la stagione 2015.
Dalla Regione, invece, è arrivato il decreto che, accogliendo la richiesta del commissario, sospende il comando per 13 delle 23 unità impegnate negli uffici e nello stabilimento. Questo personale, fino al 30 aprile prossimo, opererà presso altri uffici della Regione che si trovano a Sciacca e la società in liquidazione non dovrà accollarsi il pagamento del loro stipendio. Quest'iniziativa aveva provocato la protesta dei sindacati, ma il commissario è andato avanti, facendo notare che non ci sarà alcun disagio per i lavoratori che continueranno ad operare a Sciacca e che la società avrà un risparmio di circa 300 mila euro. Intanto, il comitato civico «Salviamo le terme di Sciacca», con i giovani di ControCorrente e della Consulta Giovanile, è riuscito a coinvolgere ben 25 associazioni cittadine. La raccolta di firme che ha avviato ha toccato quota 6000 e dopo gli incontri nelle scuole e l'attività di sensibilizzazione della cittadinanza adesso ha organizzato un corteo che si svolgerà sabato 7 febbraio, con raduno alle 10 in piazza Scandaliato.
Fonte: agrigento.gds.it
TERME IN ANSIA: CONFERMATO CHE NELLA FINANZIARIA VIENE CANCELLATA LA LEGGE REGIONALE CHE LA TIENE IN VITA
Ma Crocetta afferma che la bozza predisposta dall'assessore Baccei è incompleta.
29/01/2015 07:34
29/01/2015 07:34
L’assessore regionale all’economia Alessandro Baccei nella bozza di Finanziaria regionale in tema di società partecipate si sarebbe limitato a recepire le ultime leggi nazionali in materia: la 190 del 2014 che regola le liquidazioni e la 147 del 2013 che detta le procedure per il personale. Ma applicare queste norme in Sicilia è una rivoluzione rispetto ai piani più volte annunciati dal governo.
Viene cancellata la legge regionale che impone di tenere in vita 11 delle 33 attuali partecipate: Irfis, Parco scientifico e tecnologico, Mercati agroalimentari, Terme di Sciacca e Acireale, Seus 118, Sicilia e Servizi, Sas, Ast, Riscossione Sicilia e Siciliacque. Se la Finanziaria verrà approvata, non ci sarà alcuna società «blindata» ma il principio guida è che verranno chiuse quelle che non sono in equilibrio di bilancio, quelle che hanno più amministratori che dipendenti e quelle che hanno doppioni nell’amministrazione. Inoltre le nuove norme imporranno di individuare gli esuberi di personale da gestire attraverso mobilità verso altre partecipate, contratti di solidarietà o ammortizzatori sociali. Nelle partecipate oggi ci sono oltre 7 mila dipendenti, troppi anche secondo la Corte dei Conti.
La norma sulle partecipate è una delle poche novità della bozza che l’assessore e il presidente Crocetta hanno consegnato ieri ai partiti convocati a Palazzo d’Orleans.
Sempre oggi, il presidente Crocetta apre comunque uno spiraglio sostenendo che la bozza di Finanziaria presentata all’assessore regionale Baccei ai partiti è molto incompleta. Il governatore dice che “La norma sulle partecipate va riscritta e si sta discutendo su quali settori di attività individuare come strategici e dunque quali partecipate mantenere in vita. Fra quelle rimaste in vita – dice Crocetta - penso che non si possa rinunciare a Sicilia e Servizi, Riscossione Sicilia, Ast”.
Fonte: corrieredisciacca.it
Terme, Commissione reg.le Antimafia: "Possibili speculazioni"
"Vanno individuate responsabilità amministrative e coperture politiche del passato, ma occorre anche neutralizzare possibili tentativi di speculazione messi in atto per favorire interessi privati". Lo ha dichiarato il presidente della Commissione regionale Antimafia, Nello Musumeci.
"Sulla gravissima crisi delle Terme di Acireale e di Sciacca vanno individuate responsabilità amministrative e coperture politiche del passato, ma occorre anche neutralizzare possibili tentativi di speculazione messi in atto per favorire interessi privati". Lo ha dichiarato il presidente della Commissione regionale Antimafia, Nello Musumeci, secondo il quale "almeno negli ultimi quindici anni la gestione delle due strutture termali non appare finalizzata ad obiettivi di efficienza e di efficacia, ed è stata contrassegnata da irregolarità contabili, sprechi ed atti clientelari. Una gestione irresponsabile, resa possibile dalla assenza pressochè costante di controllo da parte della Regione, preoccupata più ad effettuare nomine improntate a criteri di fiducia invece che di competenza".
Fonte: agrigentonotizie.it
"Sulla gravissima crisi delle Terme di Acireale e di Sciacca vanno individuate responsabilità amministrative e coperture politiche del passato, ma occorre anche neutralizzare possibili tentativi di speculazione messi in atto per favorire interessi privati". Lo ha dichiarato il presidente della Commissione regionale Antimafia, Nello Musumeci, secondo il quale "almeno negli ultimi quindici anni la gestione delle due strutture termali non appare finalizzata ad obiettivi di efficienza e di efficacia, ed è stata contrassegnata da irregolarità contabili, sprechi ed atti clientelari. Una gestione irresponsabile, resa possibile dalla assenza pressochè costante di controllo da parte della Regione, preoccupata più ad effettuare nomine improntate a criteri di fiducia invece che di competenza".
Fonte: agrigentonotizie.it
TERME, QUATTRO PARADOSSI IN ATTESA DI RISPOSTE
Utile lettura per chi parla di terme senza sapere di cosa parla
23/01/2015 16:37
Di paradossi la vicenda delle Terme, specie ad iniziare dalla nascita della Terme di Sciacca Spa (2005), abbonda. Il tempo scorre, come l’acqua dei fiumi sotto i ponti, la memoria è assai labile e gioca brutti scherzi. Allora diventa necessario rinverdire i fatti. Specie in un periodo in cui in molti, specie tra la politica, lasciano in libertà parole sulle Terme che offendono, a dir poco, la realtà dei fatti.
In verità, sembra esserci in atto un tentativo di depistaggio. Molti parlano senza avere coscienza e conoscenza della realtà termale. Una realtà impantanatasi, man mano negli ultimi anni grazie a scelte della politica regionale, e resa ancora più ingarbugliata da errori commessi. Il più grave e irreparabile è stato il trasferimento delle passività dall’Azienda Autonoma delle Terme alla Terme di Sciacca Spa. Errore fatale che ha costretto la risorsa termale ad incagliarsi tra le rigide norme comunitarie in materia di aiuti di Stato, fatto che è un attentato alla libera concorrenza.
Ma prima di procedere a rinverdire i quattro paradossi che evidenzieremo, è necessario fare un poco di chiarezza sulla situazione del personale per mettere in condizioni il lettore di capirci qualcosa. Anzitutto è assolutamente importante tenere saldamente in mente che l’Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca esiste ancora. Già, in molti non lo sanno. Più avanti ci torneremo.
Nella Terme di Sciacca Spa prestano servizio due categorie di dipendenti: la prima è quella dei dipendenti che erano in forza all’Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca e che secondo la previsione del famoso articolo 119 (più volte modificato) sono transitati nel ruolo speciale ad esaurimento della Regione. Sono transitati in quel ruolo, ma poiché sono stati richiesti dalla Terme di Sciacca Spa per garantire i servizi all’utenza sono rimasti presso di questa. I soldi degli stipendi di questi dipendenti del ruolo speciale sono stati anticipati dalla Regione, ma (attenzione) con l’obbligo del rimborso da parte della società termale che li ha effettivamente utilizzati. Sono somme iscritte nel bilancio. Anzi, in un bilancio (prima che arrivasse Carlo Turriciano da amministratore dopo il Consiglio di Amministrazione fortemente di natura politica) la voce è saltata. In questi nove anni quindi la Terme di Sciacca Spa ha avuto anticipati dalla Regione i soldi delle loro retribuzioni, circa sei milioni di euro. Soldi che nei bilanci della società termale compaiono infatti come debiti nei confronti della Regione.
C’è stato il recente tentativo, presso la Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana di cancellare questi debiti, tentativo stoppato subito perché se la Regione rinuncia ad un suo credito, anche se in favore di una sua partecipata fotto forma di società per azioni e interamente posseduta (che è un’altra cosa rispetto alla Regione stessa) si assume una gravissima responsabilità davanti alla Corte dei Conti, oltreché davanti al giudice penale. Ma passiamo, ora, ad esaminare i quattro paradossi.
Primo paradosso: ma se la Terme di Sciacca Spa in otto anni ha tenuto 23 dipendenti del ruolo speciale, considerandoli necessari, com’è che improvvisamente il liquidatore dichiara che di questi 23 gliene servono solo 13? Come mai prima servivano ed oggi improvvisamente no? O non servivano neanche prima? Ma se non servivano neanche prima perché sono stati tenuti con la conseguenza di aver aumentato a dismisura il debito nei confronti della Regione?
Secondo paradosso: come sono stati scelti i 13 dipendenti del ruolo speciale che restano presso la Terme di Sciacca Spa? Il primo dato è che sono stati scelti nominativamente. Una gravità contestata dagli stessi lavoratori e dai sindacati (tutti?). Sarebbe stato utile verificare, attraverso l’analisi dei fatturati, quali sono quei reparti che in bassa stagione comunque producono di più; fatto questo, il secondo passo sarebbe stato quello di individuare i profili professionali (e non i nomi) che si ritengono eccedenti. Terzo passo, aprire un tavolo di concertazione con i sindacati. Questo è il meccanismo che deve essere seguito, il resto è qualcosa di altro. Bisognerebbe quindi che il liquidatore spiegasse meglio questa vicenda dato che i sindacati sono insorti anche se con diversi distinguo.
Terzo paradosso: riprendiamo il fatto dell’esistenza dell’Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca. Ha ancora un Commissario Straordinario, uffici, utenze, consumi, e dipendenti del ruolo speciale assegnati, in una parola costi. Ma se beni non ne ha più perché sono diventati della Terme di Sciacca Spa, se non ha più personale perché assegnato tutto al ruolo speciale, se non svolge alcuna attività, perché esiste ancora? Mistero! E attenzione, la vecchia Azienda Autonoma delle Terme esiste ancora nonostante un parere dell’Ufficio Legale della Regione, nel lontano 2004, aveva detto chiaramente che costituita la società per azioni l’Azienda pubblica regionale doveva cessare immediatamente!
Quarto paradosso: sono arrivate notizie che entro febbraio, o all’inizio di marzo, sarà pronto il bando. Quale? Quello pieno di errori che abbiamo presentato lo scorso mese nel nostro giornale? E se non quello, quale altro? Lo potremmo leggere prima? Il Sindaco, l’Amministrazione Comunale, il Consiglio Comunale, le Associazioni di cittadini, i partiti, le deputazioni, i cittadini stessi, hanno interesse a verificare preliminarmente che un affitto trentennale, addirittura c’è chi dice cinquantennale, venga fatto con un po’ di criterio, trattandosi di un patrimonio dell’intera Città di Sciacca e non di pochi intimi?
Non sarebbe il caso di farne oggetto di una assemblea cittadina aperta al contributo di tutti? Conclusioni: questi quattro paradossi confermano quale sia l’interesse che tutti mostrano nei confronti delle Terme. Banalizzare il problema riducendolo ad una raccolta di firme è non soltanto inutile ma anche fuorviante, perché distrae dai veri problemi. Ed i veri problemi sono l’incapacità di un Governo regionale di trovare soluzioni serie, legittime e percorribili, l’incapacità d una rappresentanza cittadina (tutta insieme Sindaco, Amministrazione e Consiglio) di essere interlocutori credibili del Governo regionale, il disinteresse della deputazione del territorio che parla senza conoscere i problemi.
La notte è fonda.
Di paradossi la vicenda delle Terme, specie ad iniziare dalla nascita della Terme di Sciacca Spa (2005), abbonda. Il tempo scorre, come l’acqua dei fiumi sotto i ponti, la memoria è assai labile e gioca brutti scherzi. Allora diventa necessario rinverdire i fatti. Specie in un periodo in cui in molti, specie tra la politica, lasciano in libertà parole sulle Terme che offendono, a dir poco, la realtà dei fatti.
In verità, sembra esserci in atto un tentativo di depistaggio. Molti parlano senza avere coscienza e conoscenza della realtà termale. Una realtà impantanatasi, man mano negli ultimi anni grazie a scelte della politica regionale, e resa ancora più ingarbugliata da errori commessi. Il più grave e irreparabile è stato il trasferimento delle passività dall’Azienda Autonoma delle Terme alla Terme di Sciacca Spa. Errore fatale che ha costretto la risorsa termale ad incagliarsi tra le rigide norme comunitarie in materia di aiuti di Stato, fatto che è un attentato alla libera concorrenza.
Ma prima di procedere a rinverdire i quattro paradossi che evidenzieremo, è necessario fare un poco di chiarezza sulla situazione del personale per mettere in condizioni il lettore di capirci qualcosa. Anzitutto è assolutamente importante tenere saldamente in mente che l’Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca esiste ancora. Già, in molti non lo sanno. Più avanti ci torneremo.
Nella Terme di Sciacca Spa prestano servizio due categorie di dipendenti: la prima è quella dei dipendenti che erano in forza all’Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca e che secondo la previsione del famoso articolo 119 (più volte modificato) sono transitati nel ruolo speciale ad esaurimento della Regione. Sono transitati in quel ruolo, ma poiché sono stati richiesti dalla Terme di Sciacca Spa per garantire i servizi all’utenza sono rimasti presso di questa. I soldi degli stipendi di questi dipendenti del ruolo speciale sono stati anticipati dalla Regione, ma (attenzione) con l’obbligo del rimborso da parte della società termale che li ha effettivamente utilizzati. Sono somme iscritte nel bilancio. Anzi, in un bilancio (prima che arrivasse Carlo Turriciano da amministratore dopo il Consiglio di Amministrazione fortemente di natura politica) la voce è saltata. In questi nove anni quindi la Terme di Sciacca Spa ha avuto anticipati dalla Regione i soldi delle loro retribuzioni, circa sei milioni di euro. Soldi che nei bilanci della società termale compaiono infatti come debiti nei confronti della Regione.
C’è stato il recente tentativo, presso la Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana di cancellare questi debiti, tentativo stoppato subito perché se la Regione rinuncia ad un suo credito, anche se in favore di una sua partecipata fotto forma di società per azioni e interamente posseduta (che è un’altra cosa rispetto alla Regione stessa) si assume una gravissima responsabilità davanti alla Corte dei Conti, oltreché davanti al giudice penale. Ma passiamo, ora, ad esaminare i quattro paradossi.
Primo paradosso: ma se la Terme di Sciacca Spa in otto anni ha tenuto 23 dipendenti del ruolo speciale, considerandoli necessari, com’è che improvvisamente il liquidatore dichiara che di questi 23 gliene servono solo 13? Come mai prima servivano ed oggi improvvisamente no? O non servivano neanche prima? Ma se non servivano neanche prima perché sono stati tenuti con la conseguenza di aver aumentato a dismisura il debito nei confronti della Regione?
Secondo paradosso: come sono stati scelti i 13 dipendenti del ruolo speciale che restano presso la Terme di Sciacca Spa? Il primo dato è che sono stati scelti nominativamente. Una gravità contestata dagli stessi lavoratori e dai sindacati (tutti?). Sarebbe stato utile verificare, attraverso l’analisi dei fatturati, quali sono quei reparti che in bassa stagione comunque producono di più; fatto questo, il secondo passo sarebbe stato quello di individuare i profili professionali (e non i nomi) che si ritengono eccedenti. Terzo passo, aprire un tavolo di concertazione con i sindacati. Questo è il meccanismo che deve essere seguito, il resto è qualcosa di altro. Bisognerebbe quindi che il liquidatore spiegasse meglio questa vicenda dato che i sindacati sono insorti anche se con diversi distinguo.
Terzo paradosso: riprendiamo il fatto dell’esistenza dell’Azienda Autonoma delle Terme di Sciacca. Ha ancora un Commissario Straordinario, uffici, utenze, consumi, e dipendenti del ruolo speciale assegnati, in una parola costi. Ma se beni non ne ha più perché sono diventati della Terme di Sciacca Spa, se non ha più personale perché assegnato tutto al ruolo speciale, se non svolge alcuna attività, perché esiste ancora? Mistero! E attenzione, la vecchia Azienda Autonoma delle Terme esiste ancora nonostante un parere dell’Ufficio Legale della Regione, nel lontano 2004, aveva detto chiaramente che costituita la società per azioni l’Azienda pubblica regionale doveva cessare immediatamente!
Quarto paradosso: sono arrivate notizie che entro febbraio, o all’inizio di marzo, sarà pronto il bando. Quale? Quello pieno di errori che abbiamo presentato lo scorso mese nel nostro giornale? E se non quello, quale altro? Lo potremmo leggere prima? Il Sindaco, l’Amministrazione Comunale, il Consiglio Comunale, le Associazioni di cittadini, i partiti, le deputazioni, i cittadini stessi, hanno interesse a verificare preliminarmente che un affitto trentennale, addirittura c’è chi dice cinquantennale, venga fatto con un po’ di criterio, trattandosi di un patrimonio dell’intera Città di Sciacca e non di pochi intimi?
Non sarebbe il caso di farne oggetto di una assemblea cittadina aperta al contributo di tutti? Conclusioni: questi quattro paradossi confermano quale sia l’interesse che tutti mostrano nei confronti delle Terme. Banalizzare il problema riducendolo ad una raccolta di firme è non soltanto inutile ma anche fuorviante, perché distrae dai veri problemi. Ed i veri problemi sono l’incapacità di un Governo regionale di trovare soluzioni serie, legittime e percorribili, l’incapacità d una rappresentanza cittadina (tutta insieme Sindaco, Amministrazione e Consiglio) di essere interlocutori credibili del Governo regionale, il disinteresse della deputazione del territorio che parla senza conoscere i problemi.
La notte è fonda.
Fonte: corrieredisciacca.it
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