2012/07/27

PRIVATIZZAZIONE TERME: IL SINDACO DI PAOLA FORMALIZZA ALLA REGIONE LA PROPOSTA DEL COMUNE


Il sindaco Fabrizio Di Paola ha formalizzato la proposta al governo della Regione Siciliana riguardante il futuro assetto delle Terme di Sciacca di cui si attende l'ultimo atto del processo di privatizzazione. Una lettera è stata inviata al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, all'assessore regionale per l'Economia Gaetano Armao e al direttore generale di Sviluppo Italia Sicilia Vincenzo Paradiso a cui il governo regionale ha commissionato uno studio per la predisposizione del bando per la selezione del partner privato.
Il sindaco Fabrizio Di Paola ha ufficialmente proposto la costituzione di un comitato che garantisca l'interesse pubblico interfacciandosi con il futuro gestore privato. Un organismo leggero, con funzioni di indirizzo, controllo e vigilanza, costituito da un rappresentante della Regione, un rappresentante del Comune di Sciacca e da un esperto del settore termale.
La formalizzazione della proposta fa seguito alle note che il sindaco ha inviato nelle scorse settimane al presidente della Regione Siciliana e all'incontro che lo stesso sindaco Fabrizio Di Paola ha avuto lo scorso 6 luglio a Palermo con l'assessore Gaetano Armao e con il direttore generale di Sviluppo Italia Sicilia Vincenzo Armao.
"Il Comune di Sciacca – ribadisce il sindaco Fabrizio Di Paola – deve avere un ruolo ben definito nella prossima struttura delle Terme, da prevedere espressamente nel bando che scaturirà dallo studio di Sviluppo Italia di cui ancora non si conoscono i contenuti. Nell'attesa, l'Amministrazione comunale si fa parte attiva formalizzando una proposta che rappresenta una garanzia per le Terme, per la Regione e per la città di Sciacca".
"Se nel futuro delle Terme, così come nelle intenzioni del governo regionale, ci sarà un gestore privato, – conclude il sindaco Fabrizio Di Paola – l'Amministrazione comunale di Sciacca propone che al gestore privato venga affiancato un organismo pubblico che indirizzi e vigili affinché ci sia una gestione oculata improntata al rilancio produttivo, alla valorizzazione, all'integrità, alla fruizione pubblica del patrimonio termale e alle ricadute positive sul territorio".

2012/07/26

COMUNE DI SCIACCA: DI PAOLA FORMALIZZA LA SUA PROPOSTA ALLA REGIONE

DAL COMUNICATO STAMPA COMUNE DI SCIACCA DEL 26 luglio 2012 
 
Privatizzazione Terme, il sindaco Di Paola formalizza alla Regione la proposta del Comune
Il sindaco Fabrizio Di Paola ha formalizzato la proposta al governo della Regione Siciliana riguardante il futuro assetto delle Terme di Sciacca di cui si attende l’ultimo atto del processo di privatizzazione. Una lettera è stata inviata al presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, all’assessore regionale per l’Economia Gaetano Armao e al direttore generale di Sviluppo Italia Sicilia Vincenzo Paradiso a cui il governo regionale ha commissionato uno studio per la predisposizione del bando per la selezione del partner privato.
Il sindaco Fabrizio Di Paola ha ufficialmente proposto la costituzione di un comitato che garantisca l’interesse pubblico interfacciandosi con il futuro gestore privato.  Un organismo leggero, con funzioni di indirizzo, controllo e vigilanza, costituito da un rappresentante della Regione, un rappresentante del Comune di Sciacca e da un esperto del settore termale.  
La formalizzazione della proposta fa seguito alle note che il sindaco ha inviato nelle scorse settimane al presidente della Regione Siciliana e all’incontro che lo stesso sindaco Fabrizio Di Paola ha avuto lo scorso 6 luglio a Palermo con l’assessore Gaetano Armao e con il direttore generale di Sviluppo Italia Sicilia Vincenzo Armao.
“Il Comune di Sciacca – ribadisce il sindaco Fabrizio Di Paola – deve avere un ruolo ben definito nella prossima struttura delle Terme, da prevedere espressamente nel bando che scaturirà dallo studio di Sviluppo Italia di cui ancora non si conoscono i contenuti. Nell’attesa, l’Amministrazione comunale si fa parte attiva formalizzando una proposta che rappresenta una garanzia per le Terme, per la Regione e per la città di Sciacca”.
“Se nel futuro delle Terme, così come nelle intenzioni del governo regionale, ci sarà un gestore privato, – conclude il sindaco Fabrizio Di Paola – l’Amministrazione comunale di Sciacca propone che al gestore privato venga affiancato un organismo pubblico che indirizzi e vigili affinché ci sia una gestione oculata improntata al rilancio produttivo, alla valorizzazione, all’integrità, alla fruizione pubblica del patrimonio termale e alle ricadute positive sul territorio”

SVILUPPO ITALIA SICILIA, TERME DI ACIREALE: NON E' PERCORRIBILE LA PRIVATIZZAZIONE. PER SCIACCA ... CONTINUA IL SILENZIO.




Dal Forum Terme di Acireale apprendiamo e riportiamo. Ricordiamo ai nostri lettori che il Forum Terme di Acireale è in sinergia con il Forum delle Terme di Sciacca, cui fanno parte il Corriere di Sciacca, l'AltraSciacca e diverse Associazioni. Ribadiamo la considerazione che sulla questione che riguarda le Terme di Sciacca, nulla è dato sapere. Il silenzio continua. Siamo in attesa che il sindaco Fabrizio Di Paola incontri il presidente di Sviluppo Italia-Sicilia.


Abbiamo appreso da un deputato regionale, ed è stato confermato da un comunicato stampa del PD di Acireale al settimanale I Vespri che nel numero 29 di sabato dedicherà un ampio speciale alla notizia, che Sviluppo Italia Sicilia ha ultimato la “due diligence” sulle Terme di Acireale e di Sciacca, completando le valutazioni di tipo tecnico, economico-finanziario, patrimoniale e giuridico preliminari alla redazione del bando di gara internazionale per la privatizzazione dei due complessi termali.
Secondo l’advisor, ad Acireale non sussisterebbero i margini per procedere all’affidamento della gestione ai privati attraverso una gara internazionale ad evidenza pubblica, perché l’attuale situazione non è compatibile con gli standard previsti da tale modalità di privatizzazione. Il Report è già stato consegnato all’Assessorato all’Economia e i tecnici lo stanno esaminando attentamente. Alla luce della notizia, in attesa di conferme ufficiali da parte degli uffici competenti all’Assessorato all’Economia, il Forum permanente sulle Terme di Acireale, promosso dal Lions, confermando quanto sostiene ormai da quattordici mesi, ribadisce che ora più che mai è necessaria la via del dialogo, non quella del muro contro muro tra la comunità di Acireale e gli uffici regionali.
Solo la via del dialogo consentirebbe alla Regione e ai suoi consulenti di conoscere più da vicino come la città di Acireale vede il proprio futuro sviluppo turistico e di comprendere per quali motivi rinunciare alle Terme, funzionanti come stabilimenti di medicina termale e di termalismo del benessere, costituirebbe un grave nocumento all’intera comunità di Acireale. Dall’altro lato, anche amministratori e politici di Acireale, nel confronto con la Regione, avrebbero modo di capire che la situazione è pervenuta ad un tale livello di gravità per cui non è possibile più indugiare, rendendosi necessario “blindare” l’area termale all’interno degli strumenti di programmazione urbanistica cittadina per arrestare, sul nascere, possibili tentazioni di speculazione, e rendendo più attrattiva l’area stessa per i potenziali investitori privati interessati a proseguire sulla strada del termalismo.


2012/07/25

RASSEGNA STAMPA SU PERLA JONICA E TERME DI ACIREALE

Proponiamo di seguito gli articoli pubblicati nei gioni scorsi sui giornali siciliani riguardanti la situazione attuale della Perla Jonica e delle Terme di Acireale.



LA SICILIA del 21-07-12: Lo sceicco non decide, ora si riaprono i giochi di Tony Zermo



LA SICILIA del 22-07-12: Acireale è delusa del tira e molla sulla Perla Jonica



L’editoriale del 23-07-12 de L’Eco delle Aci di Saro Faraci

TERME E PERLA JONICA: IL COMPITO DELLA POLITICA
Settimana di passione per la città di Acireale e il suo futuro sviluppo economico turistico.
Prima il “niet” di Sviluppo Italia Sicilia alla privatizzazione delle Terme di Acireale, poi il parziale disimpegno dello sceicco arabo dall’acquisto della Perla Jonica. Non sono decisioni irrevocabili, nel senso che nell’uno e nell’altro caso rimangono ulteriori margini per tornare sui propri passi, ma di sicuro bisognerà lavorare sodo nelle prossime settimane per rimuovere alcuni importanti ostacoli sulla via sia della privatizzazione che dell’acquisizione.
Tali decisioni, tuttavia, non dipendono dalla comunità di Acireale. Dunque, ancora una volta, il futuro sviluppo turistico della città è etero-diretto, cioè è legato a ciò che decidono e fanno gli altri. Questo vale sia per le Terme che per la Perla Jonica, ovvero due risorse, distanti pochi chilometri l’una dall’altra, che in qualunque altra parte del mondo avrebbero fatto la fortuna di un territorio, della sua gente e delle imprese che vi insistono, ed invece ad Acireale sono due questioni spinose, due brutte faccende che allargano sempre di più il solco fra politica e società civile.
Alla politica non possono addebitarsi più colpe di quante non ne abbia effettivamente. Su Perla Jonica e Terme si decide altrove, non ad Acireale. Ma alla politica, quella locale, una ben precisa responsabilità la si può e la si deve attribuire. Quella di non aver saputo in tempo utile delineare e discutere con la comunità locale il modello di sviluppo economico più consono al futuro della città e delle giovani generazioni. Né si può dire, in tutta onestà, che tale modello si possa ricavare dalle scarne e approssimative indicazioni contenute negli strumenti di programmazione negoziata (Pit 30, Patto delle Aci), dalla mission della Fondazione per il Carnevale o dall’alleanza che ha dato il via al distretto turistico Mare dell’Etna, di cui Acireale è capofila.
In assenza di una chiara programmazione che provenga dalla città, dai suoi amministratori, dai suoi rappresentanti politici, dalla sua comunità locale, Acireale è e rimarrà un “muretto basso” facilmente superabile. In queste condizioni, chiunque, dall’esterno, a Bruxelles come a Roma, a Palermo come a Catania, potrà permettersi di fare e disfare senza tener conto di ciò che realmente vuole e desidera l’intera città.




Fonte: Termediacireale.wordpress.com

2012/07/24

SVILUPPO ITALIA SICILIA: NON E' PERCORRIBILE LA PRIVATIZZAZIONE DELLE TERME DI ACIREALE MEDIANTE GARA AD EVIDENZA PUBBLICA

Abbiamo appreso da un deputato regionale, ed è stato confermato da un comunicato stampa del PD di Acireale (clicca qui per leggere) al settimanale I Vespri che nel numero 29 di sabato dedicherà un ampio speciale alla notizia, che Sviluppo Italia Sicilia ha ultimato la “due diligence” sulle Terme di Acireale e di Sciacca, completando le valutazioni di tipo tecnico, economico-finanziario, patrimoniale e giuridico preliminari alla redazione del bando di gara internazionale per la privatizzazione dei due complessi termali. Secondo l’advisor, ad Acireale non sussisterebbero i margini per procedere all’affidamento della gestione ai privati attraverso una gara internazionale ad evidenza pubblica, perché l’attuale situazione non è compatibile con gli standard previsti da tale modalità di privatizzazione. Il Report è già stato consegnato all’Assessorato all’Economia e i tecnici lo stanno esaminando attentamente.

Alla luce della notizia, in attesa di conferme ufficiali da parte degli uffici competenti all’Assessorato all’Economia, il Forum permanente sulle Terme di Acireale, promosso dal Lions, confermando quanto sostiene ormai da quattordici mesi,  ribadisce che ora più che mai è necessaria la via del dialogo, non quella del muro contro muro tra la comunità di Acireale e gli uffici regionali. Solo la via del dialogo consentirebbe alla Regione e ai suoi consulenti di conoscere più da vicino come la città di Acireale vede il proprio futuro sviluppo turistico e di comprendere per quali motivi rinunciare alle Terme, funzionanti come stabilimenti di medicina termale e di termalismo del benessere, costituirebbe un grave nocumento all’intera comunità di Acireale. Dall’altro lato, anche amministratori e politici di Acireale, nel confronto con la Regione, avrebbero modo di capire che la situazione è pervenuta ad un tale livello di gravità per cui non è possibile più indugiare, rendendosi necessario “blindare” l’area termale all’interno degli strumenti di programmazione urbanistica cittadina per arrestare, sul nascere, possibili tentazioni di speculazione, e rendendo più attrattiva l’area stessa per i potenziali investitori privati interessati a proseguire sulla strada del termalismo.

 
Fonte: termediacireale.wordpress.com

2012/07/23

I VESPRI: LE TERME NON ANDRANNO (PER IL MOMENTO) AI PRIVATI


L'articolo di Saro Faraci sul n° 29 del settimanale I Vespri, da sabato scorso in edicola.

I VESPRI: Tutto sbagliato, tutto da rifare. Le Terme non andranno ai privati.


Fonte: Termediacireale.wordpress.com


SINDACO DI SCIACCA ELOGIATO AD ACIREALE


Ad elogiare l'attivismo del primo cittadino saccense sulla questione delle Terme è un servizio apparso sul giornale locale di Acireale "I vespri".
"Nella cittadina dell'agrigentino - scrive il cronista - ci stanno provando in tutti i modi a difendere il patrimonio termale. Il neo sindaco Fabrizio Di Paola si è mostrato molto attivo sul fronte delle interlocuzioni".
Infatti, il servizio giornalistico riportando l'atteggiamento poco chiaro avuto dalla Regione sul processo di privatizzazione delle terme di Sciacca ed Acireale, pone a confronto il ruolo assunto dalla politica della cittadina catanese e il dinamismo del primo cittadino di Sciacca. "Il neo sindaco - continua ancora l'articolo giornalistico -  ci prova a far valere fino in fondo le sue prerogative istituzionali".
Sebbene il sindaco Di Paola abbia assunto un ruolo particolarmente dinamico sulla questione delle Terme, tema così delicato che al momento della composizione della Giunta ha trattenuto nelle sue mani la delega al termalismo per assicurare un impegno ben preciso, il governo  regionale invece continua a rimanere inerte.
Così il nove luglio è scaduto il termine per la presentazione dello Studio di Sviluppo Italia Sicilia preliminare al bando di privatizzazione di cui non si sa al momento nulla. Nessuna notizia neanche per  la liquidazione delle aziende autonome e delle società di gestione il cui bilancio doveva essere approvato entro il 30 giugno.  


Fonte: controvoce