2012/07/12

TERME DI SCIACCA E LA PRIVATIZZAZIONE INFINITA. IL SINDACO AD ARMAO "UN RUOLO PER IL COMUNE"



La prima pagina del sito di RMK il 09/07/2012 si occupa di TERME. Riproponiamo di seguito l'articolo della redazione.






La battuta circola con insistenza, soprattutto sul web. Dopo il tribunale toccherà alle Terme. Sì, se le porteranno via da qui. Tribunale e Terme sono situazioni diverse, intendiamoci. L’atteggiamento della gente, tuttavia, la dice lunga sulla rassegnazione che ormai pervade una città sempre più in caduta libera su diversi fronti: economia, società, politica, prestigio delle istituzioni.
Ma andiamo con ordine. Era il 1999 quando il governo regionale allora guidato da Angelo Capodicasa approvò la legge che stabiliva un processo di privatizzazione delle Terme di Sciacca. Anni dopo sarebbe nata una Spa prima per affiancare, poi per sostituire la vecchia azienda regionale. Il tutto nell’ottica di una futura cessione a privati delle strutture. La Regione imprenditrice aveva fallito, occorreva far entrare chi fosse in possesso del cosiddetto “know-how”, insomma: chi ci sapesse fare.
Ne venne fuori un consiglio d’amministrazione che avrebbe dovuto consegnare le Terme ad acquirenti che però non si sono mai materializzati. Cda che dopo un bel po’ di anni fu graziosamente mandato a casa. A deciderlo il governo Lombardo. Tutto da rifare, dunque. Tanto più che le Terme nel frattempo hanno perso smalto, soldi, lavoratori, funzione, prestigio. E mentre si malignava che il deprezzamento obbedisse a precise scelte volte a consegnare una risorsa straordinaria per un piatto di lenticchie, la Regione ha cambiato strategia. Non più privatizzazione ma affidamento a privati della sola gestione delle strutture. Forse sono cambiati i termini, ma non la sostanza. E a cercare il partner privato dovrà essere Italia Turismo.
In questo quadro è successo di tutto. Sono perfino piovute le accuse politiche, soprattutto a Lombardo e a Di Mauro, di aver fatto diventare le Terme di Sciacca una segreteria politica, una autentica succursale dell’MPA. Accuse respinte al mittente con la spiegazione che se le Terme di Sciacca hanno ancora una speranza di sopravvivenza è grazie al risanamento operato dall’attuale amministratore unico, Carlo Turriciano, nominato proprio dal governo regionale in carica.
E il Comune di Sciacca? I fatti degli ultimi anni hanno dimostrato che non ha avuto alcun potere decisionale nella condizione generale in cui le Terme di sono venute a trovare. Fabrizio Di Paola sta tentando di invertire la rotta. Ed è per questa ragione che è tornato a chiedere alla Regione “Un ruolo nel futuro delle Terme”.
Il sindaco ne ha parlato con l’assessore all’Economia Gaetano Armao e con il direttore generale di Sviluppo Italia Sicilia Vincenzo Paradiso.
“Non è possibile – ha detto Di Paola – rinviare ogni decisione sul rilancio e sul futuro delle Terme di Sciacca”. L’incontro con Armao e Paradiso si è svolto nella sede dell’Assessorato Regionale all’Economia.
E’ qui che il sindaco ha appreso che Sviluppo Italia Sicilia è prossima a consegnare lo studio commissionatogli dalla Regione Siciliana per la predisposizione del bando a evidenza pubblica per la selezione del partner privato. Un appuntamento più volte slittato ma che, evidentemente, finalmente è sul punto di vedere l’approdo finale. E dire che non c’è stato assessore regionale al turismo che non ha fatto una capatina a Sciacca per venire a dire che tutto era a posto, che tutto era in regola, che il cronoprogramma seguiva regolarmente il suo corso, che le Terme sarebbero tornate quelle di un tempo.
Di Paola ha chiesto per il Comune una funzione di indirizzo, vigilanza e controllo”. “Sarà mia cura – dice ancora oggi il sindaco Fabrizio Di Paola – seguire il processo di privatizzazione fino alla sua conclusione affinché le Terme di Sciacca abbiano un ruolo strategico proporzionato al loro valore”.
E in una fase in cui il turismo termale è in crisi ovunque, i tagli dello Stato e la crisi occupazionale, i saccensi non aspirano a granché: fitness o turismo del benessere. Vorrebbero solo che le Terme tornassero alla normalità. Anche questa purtroppo sembra essere diventata un lusso.

Fonte: RMK

2012/07/11

9 LUGLIO, IL GIORNO DOPO. LE REAZIONI SULLA STAMPA AI RITARDI SULLA PRIVATIZZAZIONE

 

Gli articoli apparsi il 10 luglio 2012 su La Sicilia (a firma di Antonio Carreca) e Giornale di Sicilia (a firma di Raffaele Musumeci)


GIORNALE DI SICILIA - Gestione Terme, insorge Garozzo: a che punto è la privatizzazione?

LA SICILIA - Privatizzazione Terme, l'iter resta in alto mare



Fonte: termediacireale.wordpress.com

TERME: PERCHE' IL COMUNE DEVE VIGILARE


L'EDITORIALE DI FILIPPO CARDINALE DEL 10/07/2012 SUL CORRIERE DI SCIACCA.IT 

Vi è un clima che denota tutta l’incertezza in cui il Paese Italia vive. Sciacca non può esimersi, certamente, da tale contesto. Stiamo vivendo un momento delicato che avrà indubbie conseguenze sul futuro assetto della nostra Città. Terme e Tribunale sono due strutture, certamente diverse per il loro scopo, ma fortemente radicate sul territorio. La prima rappresenta lo snodo cruciale per lo sviluppo sociale-economico e turistico della nostra Città. La seconda, è il presidio della legalità, necessario a dare spinta allo sviluppo sociale ed economico della nostra Città. Non vi è sviluppo economico se non vi è, sul territorio, ancorato il rispetto del diritto, della legalità, appunto. La classe politica deve rappresentare la cerniera che lega il territorio con le istituzioni centrali del nostro Paese, cioè il Parlamento e il Governo. Sede nelle quali i rappresentanti del popolo devono difendere gli interessi irrinunciabili della comunità.
Ma non basta. La classe politica ha necessità di essere spinta, a sua volta, dalla comunità stessa. Insomma, è un dovere dei cittadini far valere le necessità di un territorio, anche con enfasi. E’ qui che si apre una falla, proprio in quella paratia dovrebbe fare da scudo alle necessità del territorio. La falla appare in tutta la sua evidenza quando a difendere gli interessi del territorio deve essere la collettività a scendere in piazza. Alcuni esempi sono significativi. Difesa delle Terme e del Tribunale. In ambedue i casi, quando c’è stato bisogno di far sentire la solidarietà concreta in una battaglia intrapresa, non è stata, certamente, massiccia l’adesione della gente.
Al di là dell’impegno dei giovani, delle associazioni, la partecipazione popolare è stata deludente. Diciamocelo chiaro. Così non è stato, ad esempio, per protestare contro il mancato svolgimento del carnevale. In questa occasione, si è svolto un partecipato “funerale”, con tanto di seguito popolare e, addirittura, con la creazione di un inno. Qui sta la contraddizione. Se la classe politica merita severe critiche, non vi pare il caso che sia necessario un esame di coscienza da parte nostra, della cosiddetta gente, sul fatto che dimentichiamo che è nostro primo dovere difendere i nostri interessi? E’ la base che dovrebbe spingere la classe politica, l’impeto del dovere civico, del bisogno di difendere la collettività. Spesso, invece, è più comodo praticare uno sport comune: criticare al bar, ma mai impegnarsi con un atto di presenza quando vi è bisogno. Quanti cittadini hanno sentito bisogno di scendere in piazza, al seguito delle manifestazioni che sono state organizzate? Si è sentito il Tribunale come una “cosa di altri” e non del territorio, quindi da difendere, sacrificando un po’ del proprio impegno. Così è anche per la questione delle Terme. Quante invettive sono rivolte ai politici? Tante, e spesso giuste. Ma quando c’è stato il referendum per aggiungere al nome della nostra Città la sua risorsa principale, cioè Terme? Pochissimi elettori sono andati alle urne. Infatti, non si è raggiunto il quorum. E’ colpa, in questo caso, della politica? Non mi pare.
Le Terme stanno vivendo una fase molto delicata che è prossima alla stesura del bando di evidenza pubblica , da parte della Regione, per affidare a terzi la gestione delle strutture termali. Le Terme sono di proprietà della Regione e non del Comune. Questo è un dato di fatto. L’unica proprietaria ha il diritto di scegliere cosa e come fare. DI fronte questo muro, questo dato, rimane un percorso “diplomatico” da compiere. Bisogna trovare una corsia che porti il Comune di Sciacca ad avere un ruolo che gli consenta di avere percezione di ciò che succede. Parliamoci chiaro, il Comune non ha quote di partecipazione, seppure minoritarie, che gli consentono di fare la voce grossa. E’ amara verità, ma è la verità. Su questa scia, trovano credito e spazio le istituzioni della nostra Città, il Sindaco e il Consiglio comunale. Sono queste ad essere accreditate in modo incisivo. L’esito del bando per l’affidamento delle strutture termali sarà positivo tanto più i privati saranno sciolti da vincoli “politici”. Ossia presenza poco qualificate e imposte nel Consiglio di Amministrazione, assunzioni senza criteri basati sul merito e sulle esperienze. E’ chiaro che quando il privato si trova di fornte ai lacci della politica, preferisce dirottare gli investimenti altrove.
Il sindaco Fabrizio Di Paola sta seguendo l’unica strategia oggi possibile: il buon senso e il rispetto delle istituzioni cittadine. Il sindaco della città di Sciacca deve far valere il ruolo, ma soprattutto l’interesse della collettività. Cosa può ottenere? Di certo non la partecipazione diretta, anche se in piccole quote, nella gestione. Può, invece, ottenere, insieme alla Regione, un ruolo, di supervisione delle strategie che portino alla selezione del privato, un ruolo che consenta al Comune di vigilare se le linee aziendali di chi gestirà le strutture termali sono in linea con l’interesse del territorio. In parole povere, il Comune deve avere chiaro il percorso sul quale verrà incanalato lo sviluppo della Città, del territorio. La classe politica deve fare passi indietro rispetto alle ingerenze clientelari, questo è ovvio. E allora, su questa scorta, le istituzioni cittadine, sindaco e consiglio comunale, debbono lavorare all’unisono, a testa bassa nella consapevolezza di rappresentare davvero l’interesse legittimo di un territorio.
Ma bisogna fare chiarezza: non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena. Se si ritiene giusto che le istituzioni cittadine difendino le nostre strutture termali bisogna che la comunità offra il sostegno. Diversamente, è davvero paradossale che si pratichi lo sport del gettare fango, comunque. Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre, qualunque cosa fai....  Vi ricordate la canzone di Antoine?

2012/07/10

TERME, SINDACO DI PAOLA INCONTRA ASSESSORE ARMAO E DIRETTORE DI SVILUPPO ITALIA SICILIA


“Un ruolo al Comune di Sciacca nel futuro delle Terme”. Il sindaco Fabrizio Di Paola ha formulato la sua richiesta al governo regionale nel corso di un incontro che lo scorso venerdì (06/07/2012) ha avuto a Palermo con l’assessore all’Economia Gaetano Armao e il direttore generale di Sviluppo Italia Sicilia Vincenzo Paradiso, in cui si è discusso del processo di privatizzazione delle Terme di Sciacca.
L’incontro fa seguito alle recenti prese di posizione pubbliche che il sindaco Fabrizio Di Paola ha assunto sulla questione terme e alla richiesta di incontro inoltrata alcune settimane fa al governo della Regione.
“Non è possibile – ha ribadito a Palermo il sindaco Fabrizio Di Paola – rinviare ogni decisioni sul rilancio e sul futuro delle Terme di Sciacca”.
L’incontro con Armao e Paradiso si è svolto nella sede dell’Assessorato Regionale all’Economia.
Il sindaco Fabrizio Di Paola ha appreso che Sviluppo Italia Sicilia è prossima a consegnare lo studio commissionatogli dalla Regione Siciliana per la predisposizione del bando a evidenza pubblica per la selezione del partner privato.
“Ho richiesto fortemente alla Regione Siciliana – dice oggi il sindaco Fabrizio Di Paola – la disponibilità a ritagliare nella prossima struttura delle Terme un ruolo al Comune di Sciacca. Il Comune di Sciacca dovrà avere una funzione di indirizzo, vigilanza e controllo”.
Dopo l’incontro di Palermo, il sindaco Fabrizio Di Paola formalizzerà la richiesta alla Regione con una nota ufficiale.
“Sarà mia cura – dice ancora oggi il sindaco Fabrizio Di Paola – seguire il processo di privatizzazione fino alla sua conclusione affinché le Terme di Sciacca abbiano un ruolo strategico proporzionato al loro valore”. 


2012/07/09

9 LUGLIO: NOTIZIE SUL BANDO DI PRIVATIZZAZIONE DELLE TERME?


Il 9 luglio dovrebbe essere la data ultima per la consegna dello studio preliminare al bando di privatizzazione delle Terme di Acireale e di Sciacca. Committente dello studio la Regione Siciliana, attraverso l’Assessorato all’Economia; commissionaria invece Sviluppo Italia Sicilia, la società interamente controllata dalla stessa Regione, che avrebbe ricevuto l’incarico ad inizio d’anno. Il condizionale è d’obbligo, perché in effetti non c’è mai stata alcuna comunicazione ufficiale sull’incarico conferito a Sviluppo Italia Sicilia, ma soltanto una serie di indiscrezioni, a partire dall’articolo pubblicato a fine marzo dal quotidiano La Sicilia che indicava proprio nella data del 9 luglio il termine ultimo per l’espletamento di questo delicato passaggio sulla via della privatizzazione dei due stabilimenti termali.
Non si conosce, al momento, se questa scadenza sarà prorogata o verrà rispettata da Sviluppo Italia Sicilia, i cui vertici recentemente sono stati ridisegnati dopo le dimissioni da Presidente dell’ambasciatore Umberto Vattani e il ritorno sullo scranno più alto di Cleo Li Calzi che rimarrà in carica fino al 2014.
Comunque vada a finire, le due comunità locali, di Acireale e di Sciacca, sono rimaste fuori gioco nell’intera vicenda, senza possibilità alcuna né di ricevere informazioni ufficiali sullo stato dell’arte del procedimento in corso né di partecipare ad un’eventuale fase consultiva concomitante allo svolgimento dell’incarico di studio.

Il neo sindaco di Sciacca Fabrizio Di Paola, con straordinario e lodevole tempismo da quando è diventato primo cittadino qualche mese fa, ha provato in tutti i modi ad interloquire con l’Assessorato all’Economia, con la Presidenza della Regione Siciliana, con Sviluppo Italia Sicilia e persino con Federterme a Roma. Non ha ricevuto mai alcuna risposta ufficiale, a parte qualche generica e cortese rassicurazione da parte di Federterme che, comunque, sembra anch’essa tagliata fuori da ogni interlocuzione con la Regione.
Ad Acireale, di fronte a comportamenti più timidi, rinunciatari e prudenziali dell’amministrazione comunale guidata da Antonino Garozzo, a tale funzione di pungolo delle istituzioni regionali ha finora supplito il Forum sulle Terme e, in parte, anche il Consiglio comunale, soprattutto quando a presiederlo era l’avvocato Pietro Filetti.
Il recente incontro, promosso dalla VI Commissione consiliare permanente presieduta da Antonio Riolo, ha prodotto un interessante documento programmatico che impegnerebbe tanto il civico consesso quanto l’amministrazione comunale sulla strada di una più forte interlocuzione con la Regione, ma finora non c’è stato alcun seguito a quell’iniziativa, perdendo così tempo prezioso.
Pertanto la data del 9 luglio è arrivata, senza che si sia saputo nulla sullo stato della privatizzazione annunciato in pompa magna nei mesi scorsi dall’amministrazione regionale. Per onestà intellettuale, si potrebbero evidenziare diverse attenuanti a questo stato di cose: lo stallo della situazione politica regionale con le annunciate dimissioni di Lombardo, l’interesse di Armao a lavorare sui nodi del bilancio regionale, la complessità giuridica dei problemi che riguardano tanto le vecchie aziende autonome quanto le società per azioni, delle quali si è decretata la liquidazione rispettivamente nel 2007 e nel 2010.
Ma le attenuanti sono abbastanza generiche e non servono a rassicurare chi, a giusta ragione ad Acireale come a Sciacca, chiede invano da mesi notizie ed informazioni più puntuali sulla vicenda. La verità è che sulla questione termalismo in Sicilia regnano purtroppo sovrane insipienza e approssimazione, mal celate da una comunicazione istituzionale che appare anch’essa carente e frettolosa. Si rimane, pertanto, come sempre in attesa.
Saro Faraci

Fonte: ecodelleaci.it

2012/07/07

RESTANO POCHE ORE ALLA FINE DEL ... BANDO! (FORSE)


Mancano poche ore al 09/07/2012. Non è la data per la fine del mondo prevista da civiltà antiche, ma piuttosto il termine ultimo di Sviluppo Italia Sicilia per presentare il bando per l'affidamento della gestione delle nostre Terme a privati. 
La data è stata svelata in un articolo di Tony Zermo su La Sicilia del 28.03.12 che, riproponiamo di seguito, in quanto unica fonte informativa più o meno ufficiosa: quando non si hanno notizie ufficiali dalle Istituzioni si rimedia con le indiscrezioni.
Il nostro sindaco Di Paola ha già espresso difficoltà di comunicazione con il Governo Regionale ostinatamente silente; ciò nonostante si spera che Sciacca riesca a conoscere i dettagli del bando, dal quale deriva direttamente il futuro delle Terme, prima della sua pubblicazione ufficiale.

La Sicilia - Terme regionali, il bando entro il 09 luglio


2012/07/03

IL SINDACO DI PAOLA: "INDIFFERENZA DAL GOVERNO REGIONALE E DA SVILUPPO ITALIA. CITTADINI, RIBELLIAMOCI!"


Il 23 giugno scorso, durante la presentazione del libro di Giuseppe Rajola “Mistero Sciacca – Storia di un corallo di altri tempi”, il sindaco di Sciacca Fabrizio Di Paola è intervenuto rispondendo ad alcune questioni emerse nel corso del dibattito.
Particolarmente interessanti sono state le parole del primo cittadino sulla questione delle Terme di Sciacca sollevata da Pietro Mistretta, presidente dell’associazione L’AltraSciacca.
Il sindaco Di Paola ha dichiarato di essersi “stancato di un atteggiamento di indifferenza, di superficialità e anche di assoluta ignoranza e non conoscenza del problema da parte della Regione Siciliana”. E soprattutto di essersi stancato di un “atteggiamento di nessuna considerazione nei confronti della città, di chi la rappresenta e di quello che rappresenta chi oggi svolge un ruolo di primo cittadino”. Parole pesanti che mettono in luce, ma probabilmente non era necessario, l’assenza di collaborazione e interazione del Governo regionale con le Amministrazioni comunali delle città termali come Sciacca e Acireale.
Il Governo regionale e Sviluppo Italia Sicilia non vogliono avere alcuna interlocuzione con la città che sarà pertanto destinata a subire inerme gli effetti del famoso bando di privatizzazione.
Sin dal suo insediamento il sindaco Di Paola ha cercato di dialogare con il presidente Lombardo e con l’a. d. di Sviluppo Italia Vincenzo Paradiso, entrambi destinatari di una lettera cui, dichiara apertamente il primo cittadino saccense, non è mai stata data risposta.
Ed è gravissimo che la Regione Sicilia perseveri nel più assoluto mutismo, continuando a lavorare occultamente, non rendendo partecipi le amministrazioni delle città termali, soprattutto in considerazione del fatto che il bando di affidamento a privati della gestione delle Terme di Sciacca e di Acireale probabilmente è già pronto per essere pubblicato il prossimo 9 Luglio 2012.
Il sindaco Di Paola esorta quindi i suoi concittadini, perché “tutti dobbiamo ribellarci a fronte di una situazione che è paradossale, perché tutti noi pensiamo che le Terme ci appartengono”.
Il messaggio appare chiaro: il Governo regionale tira dritto, il sindaco di Sciacca viene ignorato ed è necessario che, come sollecitato dal primo cittadino, la città si impegni “ad essere protagonista di questo momento, a manifestare pubblicamente nei confronti degli enti competenti che, peraltro in questo momento, non sono neanche interlocutori affidabili; perché di qui a qualche mese alla Regione Siciliana si voterà e quindi purtroppo non abbiamo neanche una affidabilità di interlocuzione, ma noi dobbiamo provare a riprenderci il nostro patrimonio”.
Il Forum delle Terme di Sciacca è da qualche tempo impegnato nel sollecitare e alimentare il dibattito e l’attenzione sul destino delle Terme e per questo condivide appieno l’invito del Sindaco a tutti i Cittadini a “sollevarsi rispetto a questo problema, perché le Terme ci appartengono e non possiamo più consentire che lentamente ci sia un momento di impoverimento, di degrado”.