2015/10/14

Terme di Sciacca, per la funzionaria Grazia Terranova il patrimonio va valorizzato


14 Ottobre 2015

In pochi giorni, dalla commissione attività produttive del 30 settembre a quella della commissione bilancio e finanze di ieri pomeriggi la funzionaria delle società partecipate della Regione Siciliana ha modificato il suo approccio nei confronti delle Terme di Sciacca.

Una riunione, quella di ieri, di cui il deputato regionale Matteo Mangiacavallo è tornato a fornirci la registrazione della Dottoressa Terranova che ieri ha manifestato preoccupazioni anche per la sorte dei lavoratori stagionali.

Fin qui le impostazioni di principio, tutt’altro che trascurabili. Ma nel dettaglio della possibile riapertura, Grazia Terranova ha ribadito che il bando pluriennale è complicato perché formalmente la Regione non è proprietaria del patrimonio, ma che questo dal 2006 è nelle mani della Spa, ancorché questa sia in liquidazione.

Ma la funzionaria ha spiegato in che modo la Regione intende onorare suoi debiti.

A proposito dell’ipotesi di una gestione dello stabilimento delle Terme da parte dell’Asp, il manager Ficarra ha scritto alla Regione dicendosi apparentemente disponibile ma avanzando una serie di richieste che, di fatto, non saranno mai accolte dalla Regione.

Anche per il deputato regionale Matteo Mangiacavallo di fatto il manager dell’Asp Ficarra di fatto non intende gestire lo stabilimento.

Da questa condizione è tornata sotto i riflettori l’ipotesi di un ingresso di privati anche per lo stabilimento, a condizione però che venga garantito sempre l’accreditamento delle cure con rimborsi parziali da parte del servizio sanitario nazionale, aspetto su cui la Terranova è apparsa piuttosto dubbiosa.

Fonte: rmk.it

TERME DI SCIACCA, IL SINDACO DI PAOLA IN COMMISSIONE BILANCIO DELL’ARS: “SUBITO INIZIATIVE PER LA RIAPERTURA NEL 2016”

 
14 Ottobre 2015
“Si è riaperto uno spiraglio, su una soluzione che da mesi viene proposta: i bandi per la gestione temporanea dello stabilimento di cure termali e del Grand Hotel delle Terme, in attesa dell’emissione del bando per la gestione pluriennale che richiede tempi lunghi”. Così il sindaco Fabrizio Di Paola commenta oggi l’audizione di ieri pomeriggio a Palermo in II Commissione legislativa “Bilancio e Programmazione” dell’Assemblea Regionale Siciliana convocata dal vice presidente Vincenzo Vinciullo per discutere di “Problematiche finanziarie e occupazionali della Società Terme di Sciacca”. Alla riunione hanno partecipato il presidente del Consiglio comunale Calogero Bono e i parlamentari agrigentini Matteo Mangiacavallo, Vincenzo Fontana, Margherita La Rocca Ruvolo. Presente il dirigente dell’Ufficio Partecipate della Regione Siciliana Grazia Terranova. La convocazione fa seguito alla richiesta di incontro che il sindaco e il presidente del Consiglio hanno inviato dopo l’incontro a Sciacca con i parlamentari del territorio.
“Attendo adesso – dice il sindaco Fabrizio Di Paola – di essere convocato dal presidente Crocetta. La questione, insisto, deve essere posta su un binario politico e sulla buona volontà dei protagonisti. Nella riunione di ieri, ho dovuto di nuovo ripercorrere tutte le varie tappe di questa vicenda complessa e amara per far capire ai componenti della Commissione come si è arrivati a questa situazione e come se ne deve uscire per arrivare al 2016 con le strutture di nuovo aperte e funzionanti. È emerso, infatti, che l’emissione del bando per la gestione pluriennale richiede tempi troppo lunghi e non possiamo aspettare oltre: bisogna prima unire in un unico soggetto tutti i beni, risolvendo problemi di natura giuridica e problemi legati alla procedura di liquidazione in atto. Ho fatto ancora una volta presente che non si può perdere ulteriore tempo perché la chiusura sta determinando un deterioramento del patrimonio”.
“Per l’emissione dei bandi per la gestione temporanea – aggiunge il sindaco Fabrizio Di Paola – occorre compiere dei passaggi. Due soprattutto. E in questo il Comune di Sciacca e i parlamentari faranno la loro parte. Innanzitutto occorre definire, in un senso o nell’altro, l’interlocuzione con l’Asp di Agrigento da cui si attende ancora una risposta definitiva per la gestione dello stabilimento termale. Risposta che dipende dall’Assessorato regionale alla Sanità che deve autorizzare l’Azienda. Assieme ai parlamentari del territorio, si verificherà in assessorato la volontà. Il secondo passaggio è legato all’allaccio fognario nella rete pubblica. Proprio domani abbiamo convocato al Comune di Sciacca una conferenza di Servizi alla presenza del gestore del servizio idrico integrato, Girgenti Acque. Il gestore dovrà realizzare la parte di condotta mancante nell’area termale, la Terme SpA o la Regione dovranno invece occuparsi dell’allaccio e dei costi per la realizzazione di una pompa di sollevamento. Domani avremo una risposta. Consumati questi due passaggi, si potranno emettere i bandi e sarà il liquidatore a decidere quali rami d’azienda affittare a imprenditori privati interessati: innanzitutto Grand Hotel delle Terme e Stabilimento di Cure Termali, ma anche le Piscine Molinelli e il Caffè”.

2015/10/13

TERME DI SCIACCA, OGGI RIUNIONE IN COMMISSIONE BILANCIO ARS. PASSI IN AVANTI, SI PUNTA SUI MINI BANDI

Si va verso "mini bandi" per gestione di ogni singolo bene. Sulla stessa linea sindaco Di Paola e dirigente Terranova.



13 Ottobre 2015

“Il processo di ricongiunzione del patrimonio termale è lungo e complesso, si incrocia con le procedure di liquidazione e non ci aiuta a raggiungere l'obiettivo dell'apertura di stabilimento e albergo per la prossima stagione”.

Il sindaco di Sciacca Fabrizio Di Paola così si esprime al nostro giornale dopo la riunione di oggi presso la commissione bilancio e programmazione dell'Assemblea regionale siciliana, alla presenza del dirigente dell'assessorato all'economia Grazia Terranova, responsabile delle società partecipate della Regione.

Il primo cittadino parla però di passi in avanti importanti e di meno incertezze rispetto a prima. Sembra percorribile la strada dei mini bandi, ovvero singoli bandi per ognuno dei beni termali, primi fra tutti il Grand Hotel, lo stabilimento e le piscine Molinelli, in modo da consentire un affidamento temporaneo del patrimonio ed evitare che si degradi in maniera definitiva.

“Gli 800 mila euro che l'Ars ha assegnato – dice Di Paola – devono essere immediatamente disponibili per effettuare i lavori di manutenzione necessari per evitare ulteriori danni alle strutture”. Di Paola ritiene che si possa prevedere un bando anche per la gestione del Grande Albergo di San Calogero e per le stufe. Il tutto in attesa del bando complessivo che si potrà però emettere quando ci sarà la ricongiunzione del patrimonio, oggi alla Spa, alla Regione. In ordine alla possibilità che si riapra il dialogo con l'Asp di Agrigento per la gestione dello stabilimento cure, il sindaco di Sciacca lascia aperto uno spiraglio.

“Oggi si é fatto un piccolo passo in avanti – ha detto Di Paola – il dialogo con la dirigente Terranova è stato propositivo, si deve lavorare senza sosta e in questo processo entra a pieno titolo il commissario liquidatore, al quale spetterà il compito di fare i bandi di ogni singolo bene e di creare le condizioni per fermare l'azione dei creditori e consentire la ripresa dell'attività”.

Aggiungiamo noi che oggi, come non mai, occorre una incisiva azione politica che non abbia colori partitici ma che sia in grado di imporre un'accelerazione verso l'unica strada percorribile per evitare che le strutture termali di Sciacca finiscano come quelle di Acireale, aggredite dai vandali.

Ognuno faccia la sua parte, dal sindaco ai deputati regionali e nazionali, sia quelli in carica che quelli del passato che frequentano ancora i Palazzi e hanno molte conoscenze. In questo senso occorrerebbe una “regia” cittadina, una commissione di personalità con adeguata competenza in grado di assumere, in modo bipartisan, il coordinamento di tutti i passaggi dell'iter burocratico, sollecititando l'azione della macchina regionale ed evitando che ogni singola forza politica si intesti successi, parziali e totali.

La politica con Le Terme fino ad oggi ha fallito e se si mette per un pò da parte non sarebbe una cattiva idea.


Fonte: corrieredisciacca.it

2015/10/12

VICENDA TERME DI SCIACCA. NUCCIO CUSUMANO NE PARLA CON L'ASSESSORE BACCEI E LA DIRIGENTE TERRANOVA


12 Ottobre 2015

"La vertenza Terme, con la meritoria azione di sensibilizzazione e protesta di sindacati, forze politiche e associazioni, ripropone responsabilmente la più ampia “vertenza Sciacca” da portare avanti con determinazione e senza inutili steccati all’attenzione delle massime rappresentanze politiche istituzionali regionali.

Non sfugge infatti a nessuno la lacerante esperienza della chiusura delle Terme e del drammatico e disperato sit in dei dipendenti di fronte ad una città incredula e sfiduciata e con un balletto interminabile di prese di posizione, rassicurazioni, visite autorevoli e soluzioni avvistate e mai rese operative.

Purtroppo, il balletto continua e continuano le elaborazioni, tutte generose e apprezzabili, finalizzate a risolvere la vertenza per come la Città auspica e desidera.

Ma occorre fare il punto per evitare inutili attardamenti procedurali e dannosi rinvii rispetto ad una soluzione che va ricercata con competenza e con celerità, oltre che con piglio politico decisivo.

Mi pare di scorgere, dalle conversazioni avute con l’assessore regionale all'Economia Alessandro Baccei e con la Dirigente del Servizio Innovazione e Ricerca per le Imprese del Dip. delle Attività Produttive Grazia Terranova, una idea di possibile soluzione rispetto agli atti adottati nel corso di questi anni dalla Regione, che hanno segnato il percorso delle Terme di Sciacca fino alla chiusura.

Mi pare altresì di capire con assoluta certezza che il nodo da sciogliere per fare tornare le Terme con i suoi beni nella piena disponibilità della Regione Sicilia è quello dell’usufrutto trentennale del quale la società Terme di Sciacca Spa risulta beneficiaria.

In questo senso occorre attivare una procedura che definisca la ricongiunzione dell’usufrutto alla nuda proprietà in capo alla Regione Sicilia, prevedendo per la cessazione dello stesso in anticipo rispetto ai venti anni dalla scadenza, una valutazione il cui importo possa coprirne ragionevolmente la cessazione anticipata, comunque pari all’importo del credito che vanta la Regione Sicilia presso la Terme di Sciacca Spa.

Il restante residuo, che oscilla tra i due e i tre milioni di euro come credito vantato da Enel, Comune, Girgenti acque, Agenzia Entrate ecc. potrebbe essere definito con un accordo di ristrutturazione del debito prevedendo una anticipazione del 30-40 per cento del credito ai creditori, determinando nell’accordo il blocco di ogni procedura esecutiva e la definizione della ricongiunzione dell’usufrutto alla nuda proprietà.

A quel punto l’operazione della totale disponibilità della Regione e dei beni termali sarebbe conclusa e si potrebbe procedere all’avvio di quel bando di manifestazione di interesse, non escludendo una sorta di “bando staffetta” per il Motel e le Piscine Molinelli, che comporta uno sforzo relazionale delle autorità di governo regionale per un sicuro approdo a società di sicura affidabilità, competenza ed esperienza nel campo del termalismo, del fitness e del benessere, anche con un affitto ultratrentennale che preveda chiari impegni di ammodernamento e ristrutturazione dei siti e degli immobili.

Non escluderei a tal uopo di inserire tra i beni da affittare il Teatro Samonà, ritenendo che più ampia è l’area delle attività, più appetibile può essere per una società qualificata il complesso delle opportunità offerte nel rapporto costi e ricavi.

Potremmo farcela con l’azione di sollecitazione e vigilanza di tutte le procedure allertando la rappresentanza parlamentare e partitica.

Sulla base degli esiti degli incontri con Baccei e Terranova, c'è stato poi l'incontro con il Presidente Crocetta, un colloquio servito a ricevere ampie assicurazioni sull'iniziativa che assumerà il Presidente della Regione subito dopo il varo del nuovo governo per la migliore definizione delle procedure già egregiamente indiduate dai tecnici dell’Assessorato e dall’Assessore Baccei.

Saremo vigili rispetto anche a recenti paralizzanti atteggiamenti della Regione che non ha finora manifestato una capacità d'iniziaiva pari alle aspetattive.

Crocetta sa che su questa questione si gioca la credibilità della sua Presidenza e del suo governo, almeno per Sciacca.”

Comunicato stampa di Nuccio Cusumano

2015/10/09

TERME DI SCIACCA, IL SINDACO DI PAOLA CONVOCATO DA COMMISSIONE BILANCIO ARS



9 Ottobre 2015

Il sindaco Fabrizio Di Paola rende noto che nel primo pomeriggio di oggi ha ricevuto un invito a partecipare in audizione alla seduta della II Commissione legislativa “Bilancio e Programmazione” dell’Assemblea Regionale Siciliana che sarà dedicata alla situazione delle Terme di Sciacca. L’invito è giunto dal vicepresidente vicario della Commissione Vincenzo Vinciullo.

La Commissione “Bilancio” è stata convocata per martedì 13 ottobre 2015 alle ore 14,30 per discutere il seguente ordine del giorno: “Problematiche finanziarie e occupazionali della società Terme di Sciacca”. Alla riunione è stato invitato anche l’assessore regionale all’Economia.

La convocazione fa seguito alla richiesta di incontro urgente che il sindaco Fabrizio Di Paola ha inviato a inizio settimana, dopo l’incontro a Sciacca con i parlamentari del territorio, non solo alla Commissione Bilancio dell’Ars ma anche al presidente della Regione Siciliana.

Fonte: comune.sciacca.ag.it

Nasce una rete siciliana per il turismo termale

Comitato di sindaci isolani impegnato nell’avvio di una convenzione con l’ass.to al Turismo. Già sottoscritto il protocollo d’intesa. Da Trapani a Messina, passando per Catania e Agrigento, i Comuni costituiscono un percorso virtuale.

9 Ottobre 2015 - Michele Giuliano

La Sicilia ha tentato di sviluppare una nuova idea di rilancio per il turismo. Uno spazio di nicchia e non di massa ma che può essere in grado comunque di creare nuove importanti opportunità.

Stiamo parlando delle terme, bellezza naturale che sino ad oggi è rimasta isolata in molte realtà siciliane. Siti tradizionali, in alcuni casi anche conosciuti, ma che sono rimasti tali senza alcun progetto di sviluppo organico.

Dalla provincia di Palermo a quella di Catania, dal messinese all’agrigentino per finire all’altro estremo della Sicilia, il trapanese: attraversa e collega tutta la Sicilia la rete tra Comuni per lo sviluppo del turismo termale creata con il sostegno del fondo di cofinanziamento dell’offerta turistica regionale.

A promuovere l’iniziativa il Comune di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, in un comitato di sindaci impegnato ad avviare una convenzione con l’assessorato al Turismo della Regione per un programma di attività che riguardano il settore del turismo termale in Sicilia.

“A giugno – spiega il sindaco castellammarese, Nicola Coppola - abbiamo già sottoscritto un protocollo d’intesa per la costituzione di una rete delle città termali in Sicilia, con la partecipazione dell’Ancot e di Federterme. Nel corso di un incontro l’assessore regionale ha manifestato la disponibilità a utilizzare il fondo per il cofinanziamento dell’offerta turistica per sostenere attività di promozione del turismo termale siciliano, anche in relazione alle opportunità offerte dai fondi strutturali e d’investimento europei 2014-2020”.

Il primo cittadino ha annunciato che entro la fine dell’anno sarà costruito un piano di azioni del turismo termale siciliano, con una strategia condivisa di immagine e di offerta sui mercati europei e internazionali, così da integrare le terme nei progetti di sviluppo turistico promossi dai Comuni e dal partenariato pubblico-privato dei territori. In pratica le terme siciliane entrerebbero in un giro che gli consentirebbe di avere delle vetrine di livello internazionale, quello che sino ad oggi questi siti, seppur meravigliosi, non hanno avuto. In pratica nessuna promozione vera.

“Gli studi in proposito – evidenzia ancora Coppola - riportano che nel 2010 le terme siciliane hanno raggiunto un fatturato di 15,367 milioni di euro. Gli stabilimenti siciliani sono ancorati ad una visione delle attività termali connesse alle cure tradizionali del termalismo assistito, con il rimborso delle spese da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Occorre invece dare vita a centri di benessere termale, dove si possono svolgere anche attività estetiche, dietetiche, di fitness”.

Oltre a Castellammare del Golfo, della rete fanno parte i Comuni di Acireale (Catania), Alì Terme (Messina), Calatafimi Segesta (Trapani), Caltagirone (Catania), Geraci Siculo (Palermo), Lipari (Messina), Montevago (Agrigento), Sclafani Bagni (Palermo), Sciacca (Agrigento), Terme Vigliatore (Messina) e Termini Imerese (Palermo): tutti hanno già sottoscritto un protocollo d’intesa di cui il sindaco di Montevago è stato nominato coordinatore della rete.

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La Sicilia registra l’1,7% di arrivi e il 3,3% di presenze

 La Sicilia ha una tradizione termale molto antica, qui troviamo traccia di insediamenti termali Greci e Romani, terra vulcanica che permette un turismo termale per lo più concentrato sulle sue coste che in alcuni casi arriva proprio in riva al mare. La Sicilia con oltre 60 sorgenti termali rappresenta a ragione una delle regioni termali più importanti d’Europa. “Sfortunatamente a fronte di una ricchezza idrologica così ampia – precisa uno dei più importanti portali a livello nazionale specializzato proprio in turismo termale, Termeitaliane.com - la Sicilia ha appena 9 impianti termali funzionanti ed efficienti e pochi tipi di acque minerali riconosciuti”. Tra gli impianti termali troviamo Acireale, Acqua Pia, Ali, Bagni Sclafani, Gorga, Segestane, Selinuntine, Termini Imerese, Vigliatore e Vulcano. Secondo i dati forniti dall’ ultimo studio effettuato nel 2012 dalla Regione Sicilia dal titolo “Il turismo del benessere termale in Sicilia: tendenze e prospettive di sviluppo”, le cose da tempo sono cambiate. Secondo le statistiche ufficiali del 2010 (le più recenti), validate dall’Istat, l’isola è stata visitata da 67.769 turisti che si sono fermati per un totale di 441.360 giorni con una permanenza media di 6,5 pernottamenti. Il turismo termale ha rappresentato nello stesso anno l’1,7 per cento degli arrivi totali e il 3,3 per cento delle presenze totali.

Fonte: qds.it 

2015/10/08

Terme di Acireale, lascia il commissario liquidatore


8 Ottobre 2015

Fa notizia stamattina che il Commissario liquidatore delle Terme di Acireale, che si chiama Luigi Bosco e come Carlo Turriciano è un funzionario della Regione Siciliana, abbia deciso di dimettersi. Una rinuncia piuttosto clamorosa, perché rivela l’impotenza sostanziale perfino da parte dell’organo sostitutivo, anche se ad Acireale la situazione è ben diversa rispetto a quella Sciacca, e lì c’è un creditore (Unicredit) che ha battuto cassa e pretende di “rientrare” al più presto di 7 milioni di euro.

Il fatto che un commissario, nella fattispecie quello di Acireale, decida di andare via conferma solo che la Regione ha abbandonato al suo destino il termalismo siciliano. Sciacca ed Acireale nel passato erano i fiori all’occhiello di questo settore, oggi sono due palle al piede, e lo sono (lo sappiamo) perché in passato le vacche erano grasse, da Palermo arrivavano i contributi a pareggio per ripianare le perdite e le generazioni odierne ne stanno pagando le conseguenze.

Non si può dimenticare, tuttavia, che se solo Palermo emanasse l’atteso bando ad evidenza pubblica per la selezione del partner privato che gestisca questi straordinari patrimoni compirebbe un gran bel passo avanti. Ma da questo orecchio a Palermo non ci sentono. Fanno di peggio, come ha denunciato al nostro Telegiornale lo stesso onorevole Giovanni Panepinto: un assessore (quello al Turismo) lavora per il bando, e un altro (quello al Bilancio) lavora in direzione diametralmente opposta. Insomma: non si capisce se, come e quando la Regione intenda risolvere questo problema.

Forse la Regione non ha voglia di risolvere questo problema, forse c’è chi non si rassegna a che le Terme non siano più il centro di potere politico e di clientela che sono state in tutti questi anni, forse le si vogliono ridurre ad un valore infinitesimale per poterle regalare a qualcuno.

E dire che perfino ad Acireale sono ancora convinti (malgrado il fallimento in atto presso il Tribunale) che se lo si volesse quelle Terme le si potrebbero salvare. A Sciacca, invece, malgrado qui le Terme non siano ancora state dichiarate fallite, non ci crede più nessuno. O quasi. Anche perché come si diceva un tempo senza soldi nemmeno i preti celebrano messa e, dunque, senza disponibilità economiche, perfino un commissario straordinario (il caso di Luigi Bosco) alla fine non ha più niente da fare e non gli resta che rassegnare le dimissioni. Cosa accaduta a Catania.

Mentre, in attesa dei gesti eclatanti, si attende che i parlamentari si pronuncino sulla richiesta di un nuovo incontro col Presidente della Regione Rosario Crocetta. Richiesta avanzata dal sindaco Di Paola lunedì mattina, in un quadro generale piuttosto deprimente, quello che una settimana fa ha fatto pubblicamente apprendere che sono state pignorate perfino le statue dello stabilimento termale e che è stato un errore da parte della Regione non aver chiuso prima le Terme visto che producevano solo debiti.

Fonte: rmk.it