2015/10/02

Terme, Di Paola: «Chiudendo le Terme la Regione ha solo messo la polvere sotto il tappeto”


2 Ottobre 2015

La dottoressa Grazia Terranova dice che le Terme di Sciacca andavano chiuse prima? Per me è sbagliato che siano state chiuse. Lo ha detto il Sindaco Fabrizio Di Paola, spiegando che a suo giudizio con il modo di agire della Regione non si è fatto altro che mettere la polvere sotto il tappeto.

Di Paola auspica che nel 2016 si possa ripartire, e che al più presto si individui una soluzione politica. Lunedì prossimo al Comune il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale Calogero Bono hanno convocato i parlamentari per fare il punto della situazione.

Fonte: rmk.it 

2015/10/01

Il Presidente della Commissione Attività produttive dell’ARS: «Regione esca pure di scena, ma non faccia deperire le Terme»



1 Ottobre 2015

A sentir parlare l’assessore Baccei e la funzionaria Terranova è venuto fuori che le Terme di Sciacca sono solo un fastidio. Lo sostiene oggi l’Associazione l’Altra Sciacca, a giudizio della quale è emerso che le Terme sono state solo un assumificio, un centro di potere per clientele politiche, e la dottoressa Terranova ha parlato delle Terme valutandone solo i freddi numeri, dimenticando il legame che esiste tra la città di Sciacca e la sua risorsa più importante. Con la conclusione che la politica ha chiesto ai cittadini di trovare una soluzione, capovolgendo il principio della democrazia rappresentativa.

Le soluzioni ci sono, dicono quelli dell’Altra Sciacca, e sono almeno tre: la prima (avanzata dal sindaco Di Paola) è il ritorno dell’intero patrimonio alla Regione per valutarne la possibilità di affidamento ad enti pubblici, non escluso il Comune, la seconda (illustrata da Ignazio Cucchiara) è quella del ritorno all’azionariato popolare, la terza è ancora riservata, la presenterà la stessa associazione attraverso il deputato regionale Matteo Mangaicavallo.

Sulla riunione abbiamo raggiunto telefonicamente il presidente della commissione Attività produttive Bruno Marziano. Questa la sintesi dei fatti, tenuto conto anche del retaggio di errori commessi. Per Marziano non è un dramma se si cedono ex Motel Agip e piscine, a condizione però che il resto del patrimonio sia funzionale. Marziano si è detto affascinato dall’ipotesi di un azionariato popolare, ma a condizione che la Regione metta prima in funzione gli alberghi sul monte San Calogero, mai entrati in funzione per la banale assenza di un collegamento fognario mai realizzato. Per Marziano la Regione potrebbe uscire di scena. Il rischio che va scongiurato per Marziano è quello del deperimento della struttura.

Fonte: rmk.it 

Pignorate perfino le statue dello stabilimento. La dirigente regionale: “Le Terme? Sbagliato non averle chiuse prima”


1 Ottobre 2015

I creditori delle Terme hanno già pignorato perfino le statue che si trovano all’esterno dello stabilimento. Lo ha detto ieri un’agguerrita responsabile regionale delle società partecipate della Regione siciliana Grazia Terranova durante l’audizione di ieri in commissione attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana. “Se il liquidatore non avesse ceduto i quadri antichi all’Assessorato ai beni culturali i creditori avrebbero aggredito anche quelli”, ha poi spiegato Grazia Terranova.

Un intervento, quello della dottoressa Terranova, durante il quale la funzionaria ha detto la sua sulle polemiche riguardante la decisione della Regione di chiudere le Terme: “Bisognava farlo prima”, ha detto piuttosto arrabbiata. Spiegano che in questi anni le Terme hanno solo “macinato” debiti. Non c’era soluzione alla chiusura, perché la stessa eventuale ricapitalizzazione è vietata dalla legge. “Su questo la Corte dei conti è stata fin troppo chiaro, se agissimo diversamente finiremmo tutti alla procura della Repubblica”, ha aggiunto la Terranova, pur confermando che malgrado il patrimonio sia chiuso e inutilizzato in effetti si continuano a produrre debiti, ma non dell’entità che produrrebbero se fossero aperte.

Ha rincarato la dose l’assessore regionale alle finanze Alessandro Baccei: “Le Terme andavano chiuse perché producevano debiti, una Spa non può restare aperta se produce debiti”. Baccei ha attaccato e piuttosto pesantemente la politica: “In questi anni le Terme private hanno guadagnato, quelle di proprietà pubblica (riferimento anche ad Acireale) ci hanno perduto perché i politici facevano assunzioni a go-go, perché i dipendenti (anche quelli comandati dalla Regione) lavoravano tre mesi ma venivano pagati tutto l’anno. Questo sistema è scoppiato”.

Infine la Terranova ha sostanzialmente detto che possiamo dimenticarci anche il bando per le manifestazioni d’interesse: “Il patrimonio non è nella disponibilità della Regione, tecnicamente non possiamo affidarlo a nessuno”.

Fonte: rmk.it 

La soluzione per le Terme di Sciacca? Datecela voi!


1 Ottobre 2015

Il titolo di questo articolo potrebbe essere la perfetta sintesi dell’audizione tenutasi ieri all’ ARS in III Commissione Affari Produttivi.

Presenti, oltre a noi de L’AltraSciacca e altri rappresentanti del Comitato Salviamo le Terme, il nostro Sindaco Fabrizio Di Paola, il Deputato Matteo Mangiacavallo che ha promosso l’incontro, l’On.le Margherita La Rocca Ruvolo, il Presidente della Commissione e altri componenti, l’Assessore al Bilancio Baccei e la Dirigente responsabile delle Partecipate, Dott.ssa Terranova. Mancava, incomprensibilmente, il Liquidatore Dott. Carlo Turriciano.

La nostra prima impressione, a sentir parlare Baccei prima e Terranova dopo, è stata che le Terme di Sciacca siano trattate alla stessa stregua di una qualsiasi “pratichetta” di fastidiosa e complicata elaborazione contabile. Alla Regione funziona così: se le Terme sono in perdita dobbiamo chiuderle!

Bella considerazione di un territorio e di una popolazione che con le Terme ha un legame che risale a secoli fa.

Non bisogna dimenticare, infatti, che le Terme di Sciacca sono nate con l’Azionariato Popolare e i nostri antenati, proprio per tentare di tutelarle, valorizzarle e farle crescere, decisero di cederle alla Regione.

Le vicende che ci portano a valutare oggi questa scelta sono le più varie, ma di una cosa siamo certi: la politica , quella più inconcludente e deleteria, volta soltanto a utilizzare le Terme come “assumificio” e mai come risorsa, ha portato alla chiusura che oggi è sotto gli occhi.

Anche la Dott.ssa Terranova ha trattato, pure con una certa veemenza e agitazione, la questione delle nostre Terme con l’asetticità del peggiore degli scribacchini a cui è delegata soltanto la valutazione dei numeri e null’altro, dimenticando il legame che esiste tra la città di Sciacca e la sua risorsa più importante.

Sia ben chiaro, non vogliamo sottrarci alla critica di chi ha sperperato nel tempo questa risorsa o l’inoppugnabile verità dei numeri sottoposti per giustificare la chiusura, ma il distacco con cui si ritiene di chiudere una risorsa come le Terme senza tener conto delle ricadute estremamente negative per l’intera città e per l’intero territorio in cui ricade il bacino idrotermale.

La politica, dunque, allarga le braccia e chiede a noi di trovare una soluzione, capovolgendo uno dei capisaldi della democrazia rappresentativa, ovvero: io ti eleggo per rappresentarmi e fare gli interessi dei cittadini e non viceversa.

Noi non ci siamo sottratti e, con lo spirito di chi non vuole fare polemiche all’infinito ma tentare di costruire un percorso che ci porti fuori dalla palude in cui ci hanno relegato anni di menefreghismo generale, abbiamo sottoposto a Baccei e Terranova due proposte riservandoci di presentarne una terza.

La prima è stata illustrata dal Sindaco Fabrizio Di Paola e riguarda la possibilità di un provvedimento che riporti alla Regione l’intera proprietà e disponibilità dei beni termali, in modo che si riesca a valutare la possibilità di affidamento a enti pubblici, non escluso il Comune.

La seconda, illustrata dall’Avv. Ignazio Cucchiara in condivisione con il Comitato Salviamo le Terme, prevede invece il ripristino della “normale” attività della S.p.A. al fine di poter prendere in considerazione l’opzione dell’Azionariato Popolare, strumento poco conosciuto ma che sta riuscendo a risolvere questioni legate a Beni pubblici di ampio interesse comune.

La terza noi de L’AltraSciacca, assieme al deputato Matteo Mangiacavallo, ci riserviamo di illustrarla a breve in quanto abbiamo bisogno di alcune conferme nei passaggi dell’eventuale proposta da presentare.

Per noi la riunione è stata positiva, non per i risultati, che sapevamo in partenza non sarebbero venuti da questo incontro, ma per aver avuto la possibilità di confrontarci con il vero interlocutore responsabile del destino delle Terme, ovvero l’Assessore Alessandro Baccei.

La nostra Associazione ha fatto presente che era compito suo trovare le soluzioni e che aver elaborato delle proposte indica la nostra volontà a non piangerci addosso ma a collaborare ad una soluzione, sottolineando che la Politica deve ascoltare le istanze della Città intera perché, alla fine, questa si ricorderà bene le responsabilità politiche di ciascuna forza.

La riunione si è chiusa con l’impegno di presentare a brevissimo due relazioni illustrative delle proposte avanzate e l’Assessore Baccei si è impegnato a valutarle e dare una risposta, speriamo, in tempi altrettanto brevi.

Fonte: laltrasciacca.it 

2015/09/30

Terme e vendita spezzatino: la Regione ora cerca acquirenti per le piscine Molinelli


30 settembre 2015

Alle Terme di Sciacca continua la vendita col metodo dello spezzatino. Dopo l’ex Motel Agip siamo alle piscine dei Molinelli. Regione siciliana che deve recuperare tre milioni di euro di debiti e che, dunque, appare sempre più impegnata a uscire di scena dalla proprietà. Quindi, altro che rilancio o speranze di riapertura, Palermo vuole che qualcuno si compri le Terme. Ieri l’ex motel Agip, oggi le piscine dei Molinelli, domani probabilmente le stesse stufe termali.

Alla riunione di stamattina in Commissione Attività Produttive dell’ARS ha partecipato anche il Comitato Salviamo le Terme di Sciacca, oltre al sindaco Di Paola e ad altri soggetti tra cui il suo predecessore Ignazio Cucchiara che, com’è noto, intende promuovere un comitato per il ritorno all’azionariato popolare e all’acquisizione delle Terme e della loro storia da parte della città. Ma non è apparso un tema, neanche quest’ultimo, a cui il responsabile delle società partecipate Grazia Terranova o l’assessore regionale alle finanze Alessandro Baccei abbiano mostrato grande interesse. A loro preme solo fare cassa, per cercare di risolvere i problemi finanziari delle Terme. Tutto congelato, dunque, dai minibandi per la gestione provvisoria (ormai è chiaro che non sembrano esserci le condizioni, anche perché l’Asp non sembra intenzionata a gestire lo stabilimento termale, quando Crocetta in persona aveva dato disposizioni ben specifiche in materia), né per il bando pubblico che l’assessore Li Calzi quando venne a Sciacca nella sua passerella si era impegnata a pubblicare entro il mese di marzo, mentre stiamo ancora aspettando.

“Ma noi faremo di tutto per scongiurare la vendita delle piscine Molinelli”, dice oggi al nostro Telegiornale il Parlamentare pentastellato Matteo Mangiacavallo, che però non può non far notare al tempo stesso che un problema economico finanziario esiste.

Prossimo appuntamento il 5 ottobre, quando il sindaco Di Paola e il presidente del consiglio comunale Calogero Bono riceveranno al comune parlamentari e altri addetti ai lavori per rifare il punto sulle Terme di Sciacca.


Fonte: rmk.it

Le Terme di Sciacca devono urgentemente cambiare proprietario passando dalle mani della Regione direttamente ai cittadini saccensi

Vertenza Terme di Sciacca, questa mattina l’audizione all’Ars convocata dal deputato M5S Mangiacavallo alla presenza dell’assessore Baccei.

30 Settembre 2015

Si è svolta questa mattina, in III commissione Attività produttive all’Ars, l’audizione convocata dal deputato regionale del M5S Matteo Mangiacavallo avente come oggetto la vertenza Terme di Sciacca. Così il parlamentare Cinquestelle a margine dell’audizione di oggi:
“Il nostro intento nel convocare la seduta odierna era quello di ottenere un momento di confronto tra i cittadini saccensi e i funzionari della Regione Siciliana che si stanno occupando della questione Terme di Sciacca. Abbiamo trovato al tavolo anche un altro interlocutore principale, ovvero l’assessore Baccei”.
“Soluzioni? – continua Mangiacavallo – Come al solito nessuna. Ci troviamo di fronte una Regione che ha chiuso le Terme per non appesantirne il bilancio e che adesso vuole vendere parte del patrimonio per far cassa e ripianarne i debiti. L’Asp di Agrigento, che doveva gestire lo stabilimento, è ferma al palo perché chiede all’assessore alla Sanità di essere autorizzata a sforare il proprio bilancio. Il mini bando per l’affidamento del Grand Hotel congelato fin quando le sorti dello stabilimento non siano definite, e il bando principale bloccato da una serie di procedure che vorrebbero che la Regione tornasse dapprima nella disponibilità totale dei beni, oggi gestiti dalle Terme di Sciacca S.p.A in liquidazione. Insomma, per chi non se ne fosse accorto, le terme di Sciacca sono finite nel pantano della burocrazia regionale”.
L’assessore Baccei ha preso quindi atto di due proposte pervenute al tavolo: il sindaco di Sciacca che ha offerto la sua disponibilità per la stesura del bando e il comitato cittadino che ha rilanciato l’azionariato popolare per l’acquisizione delle Terme.
“Adesso aspettiamo un cenno, lo stesso atteso ormai da mesi. Nel frattempo – conclude il deputato M5S – abbiamo chiesto, nell’immediato, di provvedere alla tutela dei beni per non farne perdere il valore”.
E così in chiusura Mangiacavallo afferma: “Rimango convinto che le Terme debbano urgentemente cambiare proprietario; passare dalle mani di una Regione siciliana che le considera un peso, un problema, ai cittadini saccensi, che invece, come me, lo ritengono un patrimonio da valorizzare e salvaguardare. Come gruppo parlamentare faremo di tutto affinché questo avvenga”.

2015/09/27

TERME: LO SCANDALO DEL BANDO DI EVIDENZA PUBBLICA CHE “DORME” SERENAMENTE SENZA IMPUNITA’

Da cinque anni la Regione deve pubblicarlo. Perché non lo fa? Negligenza, imperizia, omissioni di atti d’ufficio, interessi privati in atti d’ufficio, danno erariale? 


28/09/2015

Editoriale di Filippo Cardinale

Sono tanti gli interrogativi che da cinque anni rimangono senza risposta La questione delle terme, ritornata alla ribalta dopo le vacanze estive, è diventata una sorta di campo di battaglia dove, purtroppo, si spara sul mucchio senza più distinzione. E’ il segnale di uno sbandamento che fa sviare il tema centrale conducendolo su un terreno che diventa sempre più un pantano dove ognuno prende il fango e lo getta a caso.

Nei prossimi giorni si svolgeranno degli incontri a Palermo che, ne siamo certi, produrranno solo fumo. Sono incontri nei quali ognuno reciterà la sua parte. La parte più sconcertante, ma anche ridicola, sarà quella che reciterà la Regione nell’espressione della sua dirigenza, pagata a peso d’oro, e del Governo regionale, vera delusione di un elettorato che pensava, votando l’ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta, di “rivoltare” una Sicilia offesa e umiliata da una classe politica inadeguata, scarsa, impreparata ad amministrare una Regione dal potenziale enorme. Ma non è solo colpa del Governo Crocetta.

Per amor del vero bisogna compiere passi indietro, passando da Lombardo, da Cuffaro, fino ad arrivare al 1999, anno in cui l’Ars approvò la legge sulla privatizzazione. Da allora, si è perso tempo prezioso e l’inoperosità di una classe dirigente e politica ha provocato un danno economico-erariale-sociale di grosse dimensioni.

Siamo d’accordo con il sindaco Di Paola quando dice che è “sbagliato sparare nel mucchio”, come lo siamo con la Cgil quando afferma che “la battaglia non ammette solisti e che bisogna unificare tutti gli sforzi, a partire dai cittadini, per raggiungere risultati positivi”. Ma a tutti sfugge un particolare, poiché l’attenzione si è concentrata sulla chiusura delle attività termali. E’ giusto, per carità, ma non va deviato il dito che deve essere, invece, puntato su un fatto di straordinaria importanza e che ha tracciato il solco per arrivare alla chiusura delle terme deliberata dall’unico socio: la Regione.

E’ dal 2010, cioè cinque anni fa, che la Regione, o qualche dirigente della Regione, deve stilare e pubblicare il bando di evidenza pubblica per l’affidamento a terzi delle strutture termali. Il 2010 segna la partenza di un percorso che, di fatto, esalta l’incapacità della superpagata classe dirigente della Regione e l’inadeguatezza di una classe politica e dei Governi che si sono succeduti. In questi cinque anni i presidenti sono stati Lombardo e attualmente Crocetta.

Il 2010 è stato pubblicato un bando che era la concretezza di una farsa. Capito il grave errore, la Regione si mette al lavoro per pubblicarne un altro. Ebbene, sono passati cinque anni e la superpagata dirigenza regionale non riesce a portare a termine il compito. E’ qui, allora, che bisogna fare luce. E i fari devono essere accesi dalla magistratura ordinaria e contabile. Quella ordinaria deve accenderli per dare risposte agli interrogativi che abbiamo posto: il tempo di cinque anni ci sembra uno scandalo enorme.

Uno scandalo che ha prodotto la conclusione amara della chiusura delle terme, del degrado del suo patrimonio, dell’immagine alla città, del danno all’economia del territorio. Allora nasce spontanea la domanda: negligenza, imperizia, omissioni di atti d’ufficio, interessi privati in atti d’ufficio, danno erariale? Noi siamo contrari a sparare nel mucchio; lo siamo perché non crediamo alla storia del “tutti responsabili”. L’esperienza insegna che quando “tutti sono responsabili”, alla fine nessuno lo è.

La Cgil ha depositato negli Uffici della procura di Sciacca un esposto. E’ già una buona partenza per approfondire e dare risposte agli interrogativi che abbiamo scritto.

Fonte: corrieredisciacca.it