2012/10/13

IMPRENDITORI GIAPPONESI IN ITALIA INTERESSATI ALLE TERME.

Il Forum delle Terme di Acireale riporta l'articolo tratto dal sito di Fedeterme

A FINE OTTOBRE IMPRENDITORI GIAPPONESI IN ITALIA PER CONOSCERE LE TERME ITALIANE.

Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Ottobre 2012 11:13Martedì 25 Settembre 2012 10:45



La data non è stata ancora confermata. 
Ma l’arrivo nelle prossime settimane di imprenditori giapponesi in Italia, è un fatto certo.
Dovrebbero venire per la fine di ottobre. Con due obiettivi:
1. prendere contatto con operatori del termalismo in Italia e con le loro associazioni, italiane e internazionali, per un’analisi della situazione gestionale e finanziaria di alcune aziende, soprattutto quelle in mano pubblica (Comuni, Province, Regioni), che soffrono da tempo e che avrebbero bisogno di nuovi investimenti per essere rilanciate;
2. Avere uno scambio di informazioni con i termalisti italiani, soprattutto per quel che concerne il Benessere, settore nel quale le Terme italiane hanno introdotto ultimamente trattamenti e percorsi sensoriali particolarmente innovativi.
Le Terme italiane, per i giapponesi, sono un modello cui far riferimento nella definizione di politiche di sviluppo degli “Onsen” nazionali: nome che riporta al concetto di “acqua calda”. E che significa, in tutto il Sol Levante, stazione termale. Riportato anche in molti cartelli stradali.
Come in Italia, gli Onsen possono avere bagni termali all’aperto oppure al coperto, ed essere pubblici (generalmente gestiti dalla rispettiva Municipalità) o privati, per lo più diretti da un albergo locale. Sono generalmente collocati in campagna, e sono un’attrazione turistica molto frequentata da coppie, famiglie o gruppi di amici che cercano una fuga dalla caotica vita di città per rilassarsi.
Gli Onsen sono numerosissimi; ancora nel 2003 si calcolava che nelle 2.292 municipalità giapponesi c’erano 3.102 centri termali, con 15.400 strutture di alloggio e 6.740 Onsen pubblici. L’afflusso medio è stato di circa 130 milioni di persone ogni anno.

2012/10/11

LE TERME SONO SOLO UN BENE IMMOBILIARE PER LA REGIONE SICILIANA. I RETROSCENA DELLA MISSIONE A MILANO.


La Regione Siciliana ha – come a tutti noto – un sacco di problemi. Sotto il profilo immobiliare però – come forse non a tutti noto – ha tre progetti.
Vuole/deve, infatti :
- gestire la valorizzazione delle Terme di Sciacca e di Acireale
- dismettere il patrimonio immobiliare di proprietà
- gestire il Fondo per l’Abitare Sociale in Sicilia
Roba non di poco conto, di grandissima complessità e di enorme difficoltà.
L’assessorato all’Economia della Regione però, nonostante il pessimo momento di mercato etc etc, si è assunto la responsabilità di portare aventi tali progetti e , dopo un lungo lavorio di cervelli, ha messo a punto tre Bandi. Per presentare i quali l’assessore Prof. Avv. Gaetano Armao è volato il 3 ottobre, a Milano.
No, non ha convocato giornalisti.
Ha incontrato un gruppo molto ristretto – e immagino selezionato – di operatori del real estate e si è fatto ospitare (assai sobriamente, neppure un welcome coffe. Cosa che ho apprezzato moltissimo, insieme alla puntualità del meeting) in una delle Sale Riunioni di Palazzo Lombardia. Ovvero la nuova sede della nostra Regione.
Io c’ero, e quindi vi racconto: con l’autorizzazione espressa dell’assessore.
Terme. Viene fornito un documento sintetico ma preciso, il quale rivela che la Sicilia, nel sistema termale italiano, si colloca nella “seconda fascia”, quella che registra meno di un milione di presenze/anno. Ovviamente, l’obiettivo è l’allungamento della stagione, per ora concentrata nei “soliti” mesi estivi. La sfida è che l’Isola si possa inserire tra le Regioni leader (Veneto, Campania, Emilia Romagna e Toscana) le quali insieme raggiungono il 76% del fatturato nazionale del settore. Ma c’è un ostacolo: le cure termali presentano un trend di decrescita (e qui si potrebbe ragionare a lungo … il ”vero competitor” è l’evoluzione della scienza medica) . In compenso, si sviluppa -e solidamente- il comparto benessere. Occorre dunque abbandonare il concetto delle peraltro celebri “stufe vaporose“ di Sciacca, e puntare su qualcosa d’altro (la Sicilia, nel comparto wellness, ha sinora investito molto poco).
C’è un “costituendo distretto per il benessere termale”, per il quale si attende il riconoscimento/accreditamento ufficiale.
Occorrono restyling, aggressività, interrelazione e promozione, per la massimizzazione del valore aggiunto del comparto, nell’ambito di una strategia di penetrazione del mercato potenziale.
Insomma, si cercano partner privati esperti.
Il Bando relativo andrà in pubblicazione tra circa una settimana.
Dismissioni del patrimonio immobiliare. Andranno in vendita 68 cespiti, per un valore complessivo di 224 milioni di euro, distribuiti su tutto il territorio regionale. Il primo step comprende 30 cespiti ( 116 milioni). L’elaborazione presentata (a cura della Sicilia Patrimonio Immobiliare SpA) offre – come sempre in questi casi – diverse “ ciliege “ e svariati “ limoni”.
(Devo ammettere che alcuni di questi limoni – a giudicare anche solo dalle foto – non sono molto appealing , e appaiono pure carucci . Ma non si sa mai, a qualcuno potrebbe interessare, che so, un 40 metri quadrati a Cefalù, valore 111 mila euro…).
Per gli immobili oggi destinati a Palacongressi ( Agrigento), Ospedale ( Sciacca ), Mercato Ortofrutticolo ( Caltanissetta e Catania ), etc, l’ assessore annuncia un “ percorso accelerato“ e tutta la possibile “assistenza” al potenziale acquirente, in accordo con i Comuni interessati ( che sono tanti…).
La data room è consultabile sul sito della Regione. La scadenza per le manifestazioni di interesse è il 22 ottobre.
Housing Sociale. La Regione deve pensare , e molto seriamente , all’ abitare sociale ( inteso anche come “ detonatore” di altre iniziative imprenditoriali e collaterali, a cascata ) e si allinea concettualmente con quanto già in tal senso in atto in Trentino e Sardegna. Pur disponendo di una SGR regionale “ interna”, però, si è scelto di fare una scelta “ diversa”, affidandosi agli esiti di una gara a evidenza pubblica per individuare un soggetto terzo, che sarà il gestore del Fondo regionale.
Allora, delle linee guida del Fondo ( articolo 5 della l.r. 1/2012) tutto o quasi si sa. Il valore minimo è fissato in 50 milioni di euro ( ma Armao si augura possa arrivare a 70/100 milioni) , da raggiungere entro sei mesi dall’ approvazione del Regolamento del Fondo. L’ ammontare minimo di ciascuna sottoscrizione è pari a 250 mila euro. La durata è prevista in 25 anni. La Regione ci mette 30 milioni ( che derivano da una ri-programmazione di fondi Gescal) e “ che ci sono davvero ”, gestiti da CDP: la quale , dal canto suo, ci mette 20 milioni. Se una qualche Fondazione bancaria, che so, ci aggiungesse ancora un pugno di dollari, il tetto dei 50 milioni sarebbe superato e l’ assessore Armao potrebbe rilassarsi , magari andando alle Terme…
Veniamo alla selezione della SGR ( ciò è previsto dai Decreti N°27 del 12 luglio 2012 e N° 1771, 17 agosto 2012 dell’assessore regionale per l’economia, di concerto con l’assessore regionale per le infrastrutture), chiamata a “istituire e gestire un Fondo comune di investimento immobiliare riservato a investitori qualificati etc etc, per la realizzazione di interventi di Housing Sociale nella Regione Sicilia“. Il Bando andrà in pubblicazione nei prossimi giorni sulla Gazzetta europea, sulla Gazzetta italiana e – per estratto – sulle pagine di alcuni quotidiani nazionali.
Qualche cosina, però, ve la posso anticipare. Saranno ammesse alla gara tutte le SGR, nonché le SGR armonizzate, in possesso di alcuni requisiti tra cui, fondamentale , “ l’ aver raggiunto, nei tre anni antecedenti la pubblicazione del Bando, per almeno un semestre, un valore complessivo di attività immobiliari in gestione per un importo almeno pari a un miliardo di euro”.
Il criterio di aggiudicazione sarà in base all’ offerta economicamente più vantaggiosa.
( Un veloce giro di telefonate tra operatori amici – rigorosamente protetti dall’ anonimato – mi ha fatto capire che, nonostante l’ incarico sia molto complesso e difficile, il valore stimato della gara fa gola a tanti, anche se non sono in tanti a vantare i requisiti richiesti. Si prevedono dunque Raggruppamenti, e affilamento delle unghie).
La tempistica? Entro metà dicembre2012, per la presentazione delle offerte e l’ immediata successiva apertura delle buste.
Poi, l’ insediamento dei componenti della Commissione aggiudicatrice. Nulla in merito si sa.
Reiterando una mia celebre frase di svariati anni orsono, “Dio illumini le loro menti e le loro anime".

2012/10/10

UNA MINI LAS VEGAS ALLE TERME DI ACIREALE



Terme di Acireale: aprire un casinò per rilanciare il turismo
Aprire un casinò alle terme di Acireale per rilanciare il turismo siciliano, è questa la proposta del candidato alle regionali, nella lista di Grande Sud, Salvatore Emmanuele.
Con la mia proposta intendo rilanciare le Terme di Acireale - afferma Emmanuele - La gestione dovrà essere affidata a un privato, attraverso un bando dalle regole estremamente rigide, che abbia tutte le competenze per un’amministrazione professionalmente inappuntabile”.
Secondo Emmanuele la mini Las Vegas porterebbe in Sicilia un turista di livello medio alto, incline a spendere. Inoltre, il turismo, derivante dal casinò, sarebbe rinforzato dalle grandi attrattive naturali della nostra terrà quali il mare ed Etna, ma anche dalle bellezze artistiche, architettoniche e storiche, come le chiese d’arte, le terme, i siti archeologici e i grandi palazzi barocchi.
Condizioni ottimali - aggiunge Emmanuele - anche per attirare non solo un turismo generalizzato ma quello legato al benessere, quello congressuale, quello culturale e di studio. Un intervento di questa portata non darebbe solo respiro all’economia acese ma avrebbe un’indiscussa ricaduta sulle strutture alberghiere della provincia. L’afflusso dei turisti sarebbe tale che non solo non basterebbero i posti letto esistenti ad Acireale ma persino quelli dell’intera provincia, Catania compresa. Finalmente - conclude il leader indipendentista - un passo avanti per avvicinare la Sicilia ai grandi flussi che invece si dirigono verso altre isole del Mediterraneo, peraltro più piccole, come Malta o le Baleari in Spagna”.

2012/10/05

TERME: LETTERA APERTA DI MICHELE MARCIANTE A LOMBARDO E DI MAURO


Pubblichiamo la lettera aperta al Presidente della Regione siciliana onorevole Raffaele Lombardo e all’ononorevole Roberto Di Mauro sulla questione termale.
  
Egregio Presidente, caro Onorevole,
dopo aver letto sui quotidiani siciliani alcuni servizi che riguardavano finanziamenti per il restauro di chiese, di scuole, ed elargizioni di contributi di diversa natura ad Enti , Associazioni culturali, ecc., sento il dovere di scriverle per invitarla a valutare due argomenti importanti per il futuro delle Terme di Sciacca e del patrimonio della Regione siciliana.
Argomenti che peraltro Lei già conosce, che salverebbero la struttura termale dalle angustie economico/finanziarie di gestione e proietterebbero verso la valorizzazione il patrimonio alberghiero e termale.
Il primo argomento sarebbe, se realizzato, a costo zero per la Regione siciliana, valorizzerebbe un grande e prestigioso reparto delle Terme di Sciacca, quello di Fisioterapia e Riabilitazione, consentirebbe l’erogazione di un servizio pubblico a un maggior numero di utenti, potrebbe portare il bilancio della Società, attualmente passivo, al suo pareggio. Questo argomento riguarda l’accreditamento dell’erogazione dei servizi di Fisioterapia e Riabilitazione che l’Assessorato alla Salute da alcuni anni avrebbe dovuto autorizzare per le Terme di Sciacca. Le ultime due istanze sono state avanzate, dal 2009 al 2011, ufficialmente all’Assessorato alla Salute e ben due Dirigenti Generali hanno approfondito e trattato la soluzione amministrativa della richiesta, ma poi non si è dato seguito alle istanze, credo non per mancanza di peso e volontà politica ma per fattori a me ignoti. Perché a costo zero? Perché in Sicilia, nel finanziamento dell’erogazione dei servizi di Fisioterapia e Riabilitazione, alla provincia di Agrigento era assegnata fino a due anni fa una percentuale del 5,5% su circa € 155.000.000,00, di cui oltre il 40% assegnato alla provincia di Catania.
La presente istanza tuttavia è volta non ad aumentare le spese della Regione ma a proporne una piccolissima rimodulazione della ripartizione del badget totale per attribuirne una minima percentuale ad una struttura pubblica, le Terme di Sciacca. Cosa verrebbe sottratto agli operatori privati della Riabilitazione se il Governo regionale disponesse la rimodulazione per la distribuzione delle somme attribuendo una percentuale di circa l’1% ( l’uno per cento), per assegnarla ad una struttura pubblica, la salvasse dalla crisi finanziaria, facesse lavorare altri professionisti ed ampliasse l’erogazione di un servizio pubblico tanto necessario e tanto reclamato dai cittadini ? Sicuramente alle strutture private verrebbe tolto pochissimo, mentre si salverebbe una struttura pubblica a cui queste risorse vennero sottratte nel 1999 dallo stesso Governo regionale che era proprietario delle Terme di Sciacca.
Il secondo argomento riguarda l’eliminazione dell’inquinamento ambientale del Monte San Calogero e la valorizzazione dei due alberghi posti sul monte, di proprietà delle Terme di Sciacca spa in liquidazione, le cui azioni sono della Regione siciliana al 100%. Il Grande Albergo, 77 camere, costruito nel 1954 non è stato mai aperto. La Regione nel giugno 2010 ha dovuto pagare una penale di € 800.000,00 più parte delle spese per avere perduto una causa con la coop. La Montagnola riguardante l’impossibilità di aprire quell’albergo. Il piccolo albergo, 27 camere, chiuso per restauri da più di venti anni, è completamente restaurato; manca degli arredamenti. Entrambi gli alberghi mancano di sistema di smaltimento dei reflui e senza una adeguata rete fognaria non possono ottenere l’autorizzazione allo scarico per potere essere aperti e valorizzati. Dopo un lungo e difficile iter, superando notevoli difficoltà, l’Assessorato regionale TT. AA. dal 13 maggio 2011 ha dato con proprio Decreto del D. G. la definitiva approvazione del progetto di rete fognaria che dal Monte San Calogero consentirà di allacciarsi al collettore principale della Città di Sciacca, il cui costo è di € 672.000,00. Con questo progetto si raccoglieranno i reflui della Basilica di San Calogero, dei due conventi di suore e frati, dell’Antiquarium gestito dalla Soprintendenza ai BB. CC. AA., del Reparto Stufe delle Grotte di San Calogero, e si eliminerà un danno ambientale che è sempre stato sotto gli occhi di tutti ma da tutte, diconsi tutte, le Autorità non è stato mai affrontato e risolto. Infatti i reflui delle succitate strutture ed attività in atto scaricano nelle prestigiose ed archeologiche viscere del Monte San Calogero! Solo quando il progetto sarà realizzato gli alberghi potranno ottenere l’autorizzazione allo scarico ed iniziare la loro valorizzazione.
Pertanto, caro Presidente e caro Onorevole, Lei che ha iniziato il salvataggio delle Terme di Sciacca nella metà del 2009, insediando un Amministratore Unico che ha rimesso i conti e le attività verso una gestione corretta e sotto controllo, che ne ha evitato il fallimento nel 2010, accolga questa istanza e concluda un percorso che tutti i Governi e le Amministrazioni non hanno mai risolto e, ad alcuni soggetti politici compreso lo scrivente, è costato tanti sacrifici.
In fondo Le chiedo di tutelare un bene pubblico della Città di Sciacca e della Sicilia che altri amministratori e politici avevano offeso e saccheggiato. Nella speranza che Lei, dopo sua nonna, possa tornare a godere delle cure delle Stufe di San Calogero alle Terme di Sciacca, gradisca cordialissimi saluti.
Sciacca, lì 28 settembre 2012 Dr. Michele Marciante


Fonte: corrieredisciacca.it

L'ASSOCIAZIONE NUOVI ORIZZONTI ADERISCE AL FORUM DELLE TERME DI SCIACCA


Un nuovo membro arrichisce la sempre più numerosa famiglia di partecipanti al nostro Forum.
L'associazione Nuovi Orizzonti è entrata a far parte delle associazioni e dei cittadini del territorio decisi a  percorrere ogni strada per la difesa e la valorizzazione delle Terme. Raggiungono, quindi, quota 14 le associazioni e i gruppi di lavoro impegnati e attivi sulla "questione termale".

Chiunque volesse aderire può mandare una mail a termedisciacca@gmail.com o visitare la pagina ADESIONI.

2012/10/04

TERME DI ACIREALE: NUOVO INCONTRO A PALERMO


L’editoriale de L’Eco delle Aci proposto dal Forum delle Terme di Acireale

TERME DI ACIREALE: NUOVO INCONTRO A PALERMO
 
Si è tenuta a Palermo una nuova riunione sulle Terme di Acireale convocata dall’assessore regionale Gaetano Armao e alla quale hanno preso parte il sindaco Nino Garozzo, il presidente del Consiglio Toruccio Di Maria, il presidente della Commissione consiliare Antonio Riolo, il nuovo commissario liquidatore delle Terme Giuseppe Triolo, i vertici della Ragioneria della Regione e di Sviluppo Italia.
Il tavolo si è confrontato sul bando di evidenza pubblica (che dovrebbe essere emanato dalla Regione entro fine mese) per la ricerca di imprenditori disponibili a gestire e investire sulle Terme.
Sviluppo Italia ha subito fatto presente che esiste un pignoramento sull’albergo Excelsior per un valore di 19 milioni di euro per rate di mutuo non pagate pari a 9 milioni di euro (una prima udienza sarebbe stata fissata per metà febbraio 2013).
Vi è anche un vincolo di usufrutto su parte dell’area ex Pozzillo. Tra le righe, Sviluppo Italia ha sconsigliato l’inserimento dei due beni nel bando al fine di non allontanare le attenzioni dei privati sul complesso dei beni.

“Abbiamo fatto notare che una legge del 2007 ha previsto la ricapitalizzazione con copertura finanziaria dei mutui e dei debiti complessivi delle Terme” ha detto il sindaco Nino Garozzo. “A questo punto abbiamo chiesto due chiarimenti: ricapitalizzazione e il mantenimento nel piano di gestione di tutti i beni, senza smembramento alcuno, compreso l’Excelsior in quanto ritenuto strategico al fine di garantire rilancio e sviluppo dell’offerta termale”.
Per quanto riguarda la ricapitalizzazione ci sarebbero “solo due milioni di euro, di cui uno erogato alle Terme, somma insufficiente – prosegue il sindaco – Per quel che riguarda il bando, l’assessore Armao ha manifestato disponibilità verso la richiesta formulata dalla Città di Acireale affinché non venga smembrato il patrimonio, ma senza oneri da caricare sul Bilancio della Regione”.
L’assessore Armao ha proposto un bando che inglobi l’intero patrimonio termale (Excelsior compreso) attraverso la condivisione del creditore vigilante e della Regione, al fine di garantire l’imprenditore che a conoscenza del debito tenga conto dello stesso così che i canoni da versare alla Regione diventino scomputo del debito. In alternativa, altra ipotesi, sarebbe quella del ricorso alla Cassa depositi e prestiti al fine di assicurare al pubblico, e con convenzioni, l’Excelsior.
Per il presidente del Consiglio Toruccio Di Maria si è trattato di un tavolo di confronto certamente “significativo, anche perché sono state chiarite situazioni a noi sconosciute. Si può stabilire adesso un bando e ben vengano imprenditori che investano sulle Terme, istituzione in cui tutta la Città crede”.
Il presidente Antonio Riolo ha infine aggiunto, anche a nome della Commissione: “L’obiettivo che tutti auspichiamo è il superamento di questa fase, l’individuazione del bando e dell’imprenditore che porti alla ripresa termale, oggi inesistente”.

I SUGGERIMENTI PER IL SINDACO DI PAOLA

I suggerimenti consegnati al Sindaco Di Paola, nell'auspicio che possano essere utili per la predisposizione del bando di privatizzazione delle Terme. 

 
1) Mantenimento della fruizione pubblica e gratuita del giardino delle terme;
2) Fruizione pubblica (a pagamento) delle piscine e delle altre strutture Termali (Stufe, fanghi, inalazioni, terapie etc). Possibilmente mantenendo la possibilità di stipulare convenzioni col SSN;
3) Possibilità' di praticare tariffe agevolate per i residenti in Sciacca sia per quanto riguarda le cure termali che per l'utilizzo della piscina garantendo l'apertura della stessa nel periodo invernale;
4) Valorizzazione dell'artigianato locale in fase di costruzione con inserzione di elementi di ceramica nelle strutture che verranno rinnovate;
5) Valorizzazione dell'artigianato locale in fase di esercizio con mostra, in apposite vetrine, delle eccellenze locali (Quadri, Gioielli, ceramiche, etc.) e con l'organizzazione di eventi che pubblicizzino le nostre maestranze e la nostra cultura (come esempio si possono prendere le ultime iniziative prese da Rocco Forte);
6) Valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche, con inserimento delle stesse nei menù dei ristoranti e con la creazione di percorsi turistici alla scoperta del gusto (Visite alle cantine, alle industrie del salato etc.);
7) Possibilità di continuare ad usufruire di alcune strutture Termali (chiaramente concordando modi e tempi con l'Amministrazione Comunale e il gestore privato) per la realizzazione di progetti sociali e culturali (Mostre, convegni, etc.);
8) Valutare la possibilità di inserire una piccola quota di azionariato popolare;
9) Eliminare dal bando ogni possibile riferimento:
  a) a deroghe urbanistiche
  b) allo sfruttamento delle risorse geotermiche ai fini energetici
  c) alla possibilità di vincolare all'uso della stessa gestione privata altri beni, come porto, spiagge, ecc.
10) Inserire nel bando un numero di anni massimo alla concessione (20/30 anni);
11) Individuare regole chiare per l'eventuale rescissione del contratto (la ratio è quella di evitare che si venga a creare una situazione simile a quella di Girgenti Acque, che fornisce un servizio pessimo e pur tuttavia non è possibile risolvere il relativo contratto in maniera semplice e senza danni per la P.A.);
12) Stornare parte del canone che verrà versato alla Regione  nelle casse del comune di Sciacca (tutto sommato le Terme sono territorialmente nostre), magari inserendo il vincolo che tali risorse vengano spese per l'accoglienza turistica e la riqualificazione urbana o in alternativa obbligare la Regione a spendere quel canone nel territorio di Sciacca per valorizzarlo turisticamente (una clausola del genere potrebbe aumentare l'appetibilità del offerta);
13) “criteri di valutazione della gestione (es. innovazione tecnologica e investimenti nella struttura, numero di presenze, questionari di gradimento e quant'altro) e legare anche a questi la possibilità di risolvere il contratto”;
14) “trasparenza di gestione al fine di evitare che se domani, pur passando a un gestore privato o pseudo-tale, le Terme continuino a restare una struttura che assume per raccomandazione gente senza alcuna competenza specifica per far solo il favore a questo o quel politico di turno”;
15) “la società civile saccense tutta debba esercitare un utile strumento di controllo sulle attività politiche legate alla scelta sul futuro delle Terme. Secondo quest'ottica sarebbe importante che una rappresentanza del tavolo tecnico affiancasse il sindaco durante gli incontri alla Regione con l'Assessore Armao e Sviluppo Italia”;
16) “Salvaguardia degli attuali livelli occupazionali dei lavoratori stagionali presso l'albergo e di provvedere e verificare la situazione e  futura destinazione dei 26 (circa) lavoratori a carico della regione, attualmente in servizio presso lo stabilimento termale”.
 
Si potrebbero agevolare tali iniziative di integrazione culturale, sociale ed economica prevedendo nel bando delle premialità a chi attivi percorsi di valorizzazione dell'artigianato e dell'enogastronomia, spingendo i partecipanti alla gara a presentare l'offerta con dei protocolli d'intesa già stipulati con le maestranze locali  (sul modello dei bandi europei).