2013/04/09

MARINELLO E CROCETTA AL TELEFONO PER PARLARE DELLE TERME DI SCIACCA

La notizia dell'interessamento del senatore Marinello alla vicenda dei lavoratori stagionali delle Terme di Sciacca. A quanto sembra il presidente Crocetta non conosce le dinamiche delle Terme di Sciacca, ma verrà nella città per informarsi e questo potrebbe essere il fatto veramente interessante. Confidiamo nel fatto che il senatore Marinello, conoscendo molto bene la realtà degli stagionali, avrà la possibilità di aggiornare il Governatore e magari invitare anche le altre figure istituzionali regionali coinvolte nelle vicende relative alle nostre terme.

*****
LA VERGOGNA DEGLI STAGIONALI, SCIVOLONE DI CROCETTA: "PRIMA IL BILANCIO REGIONALE"

Rosario Crocetta è sembrato poco informato sulla vicenda degli stagionali delle Terme di Sciacca.
Questa la sensazione del senatore del Pdl, Giuseppe Marinello che ha avuto un colloquio telefonico, pochi minuti fa, con il presidente della Regione. Crocetta, al senatore Marinello che chiedeva lumi sugli stagionali e sulla loro assunzione, assolutamente necessaria per aprire l'albergo e la piscine delle terme di Sciacca, ha così risposto: “attendiamo l'approvazione del bilancio regionale”.
Crocetta, era del tutto all'oscuro del fatto che le Terme di Sciacca avessero un proprio bilancio. Entro giovedì prossimo, il presidente Crocetta ha promesso al senatore Marinello un incontro con l'amministrazione saccense, prendendo magari maggiore consapevolezza della realtà termale.
Ma anche sul bando Crocetta, incalzato da Marinello, è sembrato poco informato. Il bando è stato prorogato di novanta giorni, nonostante ci fosse un'offerta, ma l'intendimento sarebbe quello di revocarlo.
Sarebbe opportuno che qualcuno si degnasse di informare il presidente Crocetta.

Notizia del 6/4/2013 10:49 di FRANCO IACCH

Fonte:  teleradiosciacca.it

SINDACO DI PAOLA: IL GOVERNATORE CROCETTA INTERVENGA A FAVORE DELLE TERME E DEL GRAND HOTEL

COMUNE DI SCIACCA
COMUNICATO STAMPA  6 aprile  2013  
  
 
“Il Governo della Regione assuma un urgente provvedimento per l’immediata operatività del Grand Hotel e una precisa determinazione sul bando di valorizzazione delle Terme”. È quanto sollecita il sindaco Fabrizio Di Paola al Governo regionale in una lunga lettera indirizzata al presidente Rosario Crocetta, all’assessore regionale all’Economia Luca Bianchi, a Sviluppo Italia Turismo e, per conoscenza, anche al liquidatore della società Terme Carlo Turriciano. Il sindaco Di Paola chiede anche di essere convocato a Palermo in un apposito incontro.
 
Il sindaco Fabrizio Di Paola manifesta la propria preoccupazione per la mancata apertura dell’albergo e sollecita il governo a “predisporre con urgenza quanto necessario per avviare l’operatività di tutte le strutture termali in vista dell’imminente stagione turistica”, così come peraltro già chiesto nella lettera inviata due settimane fa.
“Nella nota del 22 marzo 2013, - scrive il sindaco Fabrizio Di Paola – si chiedeva di consentire la prosecuzione dell’attività, anche nella vigenza dell'attuale regime, al fine di programmare e assicurare l’apertura delle strutture termali. Tutto ciò nelle more che si concluda il processo di valorizzazione. Al liquidatore dovrebbe essere consentito,  così come accordato negli anni scorsi, di reclutare il personale necessario al regolare funzionamento degli stabilimenti, come condizione indispensabile per il mantenimento dell’integrità e funzionalità del patrimonio delle Terme di Sciacca. Così non ci risulta. Da un incontro intercorso con il liquidatore si é appreso che ancora questi non è stato messo nelle condizioni di proseguire l’attività. La mancata apertura dell’albergo, legato all’attiguo stabilimento termale, rappresenta un gravissimo danno di immagine per la città di Sciacca,  all’integrità del patrimonio e di natura economico-occupazionale, in un momento, come quello attuale, di crisi e di disagio sociale”.
 
Il sindaco Fabrizio Di Paola ritorna anche sulla questione del bando, dicendosi colpito su quanto accaduto nei giorni scorsi e per il quale chiede un chiarimento: “Il 28 marzo 2013 è scaduto il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse a seguito del bando emesso dalla Regione Siciliana nel dicembre 2012 per“l’affidamento a soggetti privati della gestione e valorizzazione dei complessi cremotermali e idrominerali di Sciacca nonché le attività accessorie e complementari”. Non si hanno ancora notizie sulle proposte presentate e non si è ancora avuto formale riscontro alla richiesta di proroga dei termini formulata dal sottoscritto con nota trasmessa in data 22 marzo 2013 (prot. 1232/gab) al fine di dare una risonanza internazionale al bando, di raggiungere e suscitare il giusto interesse di tanti importanti operatori del settore, di provata esperienza nel settore termale e del benessere. Le Terme, come patrimonio storico-identitario, sono saldamente legate alla Città di Sciacca. Il loro affidamento in mani serie, professionali e sicure, rappresenta una garanzia non solo per il futuro delle stesse Terme ma anche per il rilancio di un intero territorio, da un punto di vista sia economico che sociale. Non avendo avuto riscontro alla nota del 22 marzo, si è appreso, consultando il sito istituzionale della Regione Siciliana, nella pagina dell’Assessorato regionale all’Economia, che la proroga è stata in un primo momento concessa, - così come dal sottoscritto richiesto - ma dopo neanche qualche giorno la stessa proroga è stata revocata. Con D.R.G. n. 661 datato 27 marzo 2013, a firma del Ragioniere Generale, si concede una proroga di 90 giorni “a decorrere dalla data di scadenza originariamente fissata” e si nomina il Responsabile del Procedimento. Con Successivo D.R.G. n 712 datato 2 aprile 2013, il Ragioniere Generale revoca in autotutela la proroga di 90 giorni confermando solo la nomina del Rup”.

GRAND HOTEL DELLE TERME DI SCIACCA: MANCATA APERTURA PER MANCANZA DI PERSONALE

Sciacca, l'8 aprile non apre Grand Hotel delle Terme: Regione non dà via libera al liquidatore per assunzione lavoratori (notizia del 05.04.2013)

Antonio Casciaro e Luigi Dimino affermano: "Apprendiamo che la prevista e annunciata apertura del Grand Hotel delle Terme, l’8 aprile non potrà avere luogo perché la Regione non avrebbe dato il via libera al liquidatore, Dott. Carlo Turriciano per l’assunzione dei lavoratori stagionali necessari alla funzionalità della struttura. Ad oggi, su tale argomento la Regione Siciliana è silente.
Per tale motivo, probabilmente l’apertura della struttura alberghiera sarà rinviata a data da destinarsi con notevole pregiudizio non solo per l’intera stagione estiva (peraltro in presenza di prenotazioni) ma anche per i lavoratori. Tutto questo ci allarma, in quanto  la struttura del Grand Hotel è l’unica presente nella città di Sciacca e, in ogni caso, i ritardi potrebbero pregiudicare notevolmente l’avviato processo di privatizzazione.
Nel sollecitare una pronta risposta da parte dell’Assessorato regionale al ramo e del presidente della Regione, riteniamo utile che tutte le forze politiche si mobilitino per scongiurare quanto paventato. Esprimiamo la nostra solidarietà ai dipendenti della struttura alberghiera e dello stabilimento termale che in questa situazione di incertezza, se non di stallo, si trovano ancora una volta. A vedere mortificate le loro legittime aspettative. La nostra solidarietà anche al liquidatore Dott. Carlo Turriciano che in queste situazioni ha notevole difficoltà a lavorare".

Fonte: ilfattopopolare

TERME DI MONTEVAGO: TRA ESONDAZIONI E TAGLIO LINEA ADSL

Turismo/ Come affossare un’azienda: Terme di Montevago tra esondazioni e tagli di Adsl
di Sabrina Macaluso (3/4/2013)


Si parla tanto di turismo e della necessità di rilanciare il settore in Sicilia. Si parla tanto della necessità di adeguare i servizi alle più moderne esigenze del mercato. Di dotare le aziende di tutte le infrastrutture e i servizi necessari. Si parla.  Perché in pratica, purtroppo, spesso, avviene esattamente il contrario. E’ quello che sta succedendo, ad esempio, a Montevago, comune della Valle del Belice, in provincia di Agrigento, che ospita le belle Terme Acqua Pia. Luogo che attira tante gente, da ogni parte della Sicilia e da fuori. Una bella chance per un territorio che ha bisogno di svilupparsi. Eppure, la Regione sembra insensibile al tema. Come sappiamo, qualche settimana fa, l’apertura della diga Garcia, necessaria per alleggerire l’invaso,  ha determinato l’esondazione del fiume Belice. Cosa che ha provocato danni non solo all’agricoltura, ma anche al centro termale. Danni che l’azienda che lo gestisce, dovrebbe, non si capisce secondo quale logica pagare da sè. Non solo. Sempre in questo periodo, la Telecom, ha deciso di tagliare i servizi Adsl nella zona. Immaginate cosa significhi questo per un sito turistico che, praticamente, vive di prenotazioni online.

Il Centro Termale Acqua Pia – scrive l’azienda – nonostante le opere di salvaguardia poste in essere negli anni a proprie spese, è infatti andato in parte sommerso dalle sovrabbondanti acque del fiume in piena e necessita, al pari delle attività agricole limitrofe al fiume, di un supporto per i danni subiti alle strutture e dagli impianti tecnologici”.
L’acqua, infatti, a causa dell’apertura delle paratie della diga Garcia, ha invaso tutte le terme fino ad un livello di almeno due metri, colpendo anche l’area attrezzata, senza risparmiare la sorgente delle acque, rimaste tutte allagate.L’azienda i chiede che tutti gli organi istituzionali si mobilitino, dando un contributo economico per i danni subiti, nonché “adeguate opere di bonifica del fiume Belice e un intervento sulla gestione della diga Garcia, affinché l’invaso venga alleggerito in via preventiva e non in concomitanza delle copiose piogge”.
Ma non solo, come detto prima, adesso rischia di rimanere pure senza Adsl.
La Telecom, che fornisce il servizio di connessione internet, in questi giorni, con una breve nota, ha preannunciato che “per sopravvenuti problemi tecnici non risolvibili, non è possibile mantenere in esercizio, con i previsti livelli di qualità, il servizio adsl e che pertanto provvederà alla cessazione del servizio stesso”.
Un duro colpo per le Terme Acqua Pia, che, basando tutta la propria attività sulle prenotazioni online provenienti da tutto il mondo, rischia di vedere scivolare nel baratro i suoi affari.
L’azienda Terme Acqua Pia sottolinea come “la cessazione del servizio Adsl, oltre che apparire grottesca ed in controtendenza con l’innovazione tecnologica, crea un evidente danno all’operatività aziendale, considerato che l’attività commerciale si sviluppa e si intensifica attraverso l’utilizzo di internet”.
Telecom, di contro, spiega le ragioni della drastica scelta: “Sulla base delle diverse segnalazioni di malfunzionamento ricevute – si legge in una nota – abbiamo effettuato un sopralluogo tramite personale tecnico incaricato, dal quale è emersa l’impossibilità di fornire alla Terme Acqua Pia, un collegamento Adsl che garantisca adeguati standard qualitativi, a causa della distanza eccessiva (circa 7 km) della sede del cliente alla centrale di zona. La fornitura del servizio – precisa ancora – non è realizzabile con soluzioni tecniche alternative a quella in essere (numero elevato di pali, attraversamento di aree di proprietà privata e pertanto poco accessibili). Nell’ottica di salvaguardare il cliente stesso da probabili disservizi futuri – conclude – lo abbiamo informato che il servizio sarà cessato”.
Ma non ci sta il direttore delle Terme Acqua Pia, Ignazio Azzara, che ha detto di voler continuare a lavorare ugualmente e in queste stesse condizioni, finora fornite dalla compagnia telefonica.
“Per noi la connessione internet è di vitale importanza – ha detto Azzara a LinkSicilia -. L’attuale standard di qualità che ci garantisce la Telecom a noi sta bene e ci consente comunque di poter andare avanti. Riteniamo inoltre opportuno precisare, che per noi non ci sono i presupposti per cessare il servizio. Ciò creerebbe ingenti disagi alla nostra operatività aziendale. Nel momento in cui ci tolgono internet – conclude l’imprenditore – possiamo chiudere l’attività, sarebbe un danno irreparabile per tutti noi e metterebbe in ginocchio una delle poche realtà imprenditoriali rimaste nella Valle del Belice”.


Fonte: http://www.linksicilia.it

2013/04/02

TERME DI SCIACCA: LE STUFE DI SAN CALOGERO SENZA ENERGIA ELETTRICA. TUTTO BLOCCATO.

TERME: TAGLIATA LA LUCE NELLE STUFE DI SAN CALOGERO
Senza energia elettrica non funziona nemmeno la pompa idrica che porta acqua all'Antiquarium
 
02/04/2013 09.05
Oggi sulla pagina di Sciacca del quotidiano La Sicilia, la storia della la chiusura di un reparto perchè non ci sono i soldi per pagare la bolletta della luce. C'è anche questo nel calderone del degrado delle terme saccensi, sempre più in stato di degrado come immagine e come attività. Le grotte vaporose di San Calogero, sono da tempo chiuse perché senza energia elettrica.
Ci sono consumi di diversi decine di migliaia di euro che non si possono pagare per carenza di fondi e dopo la sospensione dell’erogazione elettrica i servizi sono stati interrotti. Non è quindi possibile fornire il servizio di antroterapia che viene effettuato nei luoghi che rappresentano le più antiche terme di cui si conservi il ricordo.
La chiusura forzata del reparto priva le Terme di Sciacca di uno dei servizi più esclusivi, di quelli che nessun’altra struttura di terapia termale è in grado di offrire. Ma non è la sola conseguenza della mancanza di energia elettrica per morosità. Senza luce non funziona la pompa che preleva acqua dalla cisterna, che le Terme hanno in comune con l’Antiquarium dell’assessorato regionale ai beni culturali.
Lo spazio museale è aperto alla fruizione pubblica, ma non ha disponibilità idrica ed il personale deve adeguarsi a fare prelievi manuali.

TERME DI ACIREALE: IL NEOCOMMISSARIO BOSCO OSPITE AL ROTARY CLUB.

L’articolo di Gaetano Rizzo su La Sicilia del 31/3/2013


Fonte: http://termediacireale.wordpress.com

I VESPRI: TERME DI ACIREALE, PER COLPA DI CHI E' MANCATO UN DISEGNO STRATEGICO

Gli articoli pubblicati sul n.11 del settimanale I Vespri, da sabato 30 marzo in edicola

TERME DI ACIREALE: PER COLPA DI CHI E’ MANCATO UN DISEGNO STRATEGICO
Il Rotary Club di Acireale ha organizzato, ad esclusivo beneficio dei propri soci, un incontro sul futuro delle Terme di Acireale. Nell’occasione ha invitato a parlare il neo liquidatore delle Terme di Acireale SpA ing.Luigi Bosco, il Sindaco di Acireale avv.Nino Garozzo e il coordinatore del Forum delle Terme di Acireale. Non essendosi trattato di un incontro pubblico, bisogna affidarsi ai resoconti giornalistici per conoscere gli sviluppi e gli esiti di un meeting svoltosi all’insegna della cordialità e della serenità e conclusosi con l’invito del liquidatore Bosco a collaborare tutti insieme perché si possa provare a salvare un complesso che, come lui stesso ha dichiarato a proposito delle Terme, sembra ai più un malato terminale. Le sensazioni del meeting organizzato dal presidente del Rotary, l’ing. Alfio Grassi, sembrano tutte positive. Il Forum ha ricostruito lo stato dell’arte della vicenda, passando in rassegna i principali provvedimenti amministrativi e legislativi che nel tempo hanno determinato: la pubblicizzazione (nel 1954) delle Terme di proprietà dei Pennisi di Floristella e la costituzione dell’azienda autonoma; la trasformazione (nel 1999) dell’azienda in società per azioni, mai avvenuta in realtà poiché la spa (attiva solo dal 2006) è stata creata in affiancamento all’azienda autonoma che continuava a controllare la prima; la previsione (con legge del 2004) di far confluire il personale dell’azienda autonoma in un ruolo speciale ad esaurimento della Regione Siciliana, in modo da riassorbire nell’alveo pubblico eventuali futuri esuberi di personale (puntualmente verificatisi con il piano industriale approvato dalla spa); la liquidazione dell’azienda autonoma, sancita con legge del 2007, ma non ancora completata; infine la legge del 2010 la n.11, con la quale si è decretata pure la liquidazione della società di gestione (tuttora in corso) e si è stabilito di avviare la privatizzazione sostanziale degli stabilimenti mediante gara ad evidenza pubblica, ancora non espletata. Per il Forum, da tale situazione, molto incerta sul versante delle prerogative giuridiche dei diversi attori coinvolti (Regione, società di gestione ed azienda autonoma), è venuto fuori un quadro molto complicato, reso ancor più difficile dallo stato aziendale rarefatto e comatoso in cui versano le Terme di Acireale ormai da diversi anni. Nel ricordare l’impegno del Lions club di Acireale sulla vicenda, il Forum ha richiamato le principali iniziative assunte dal coordinamento associativo (che conta ben 25 adesioni al momento), il modello di impegno civile che ha rappresentato in città ma anche fuori dalle mura locali – poiché anche a Sciacca si è costituito analogo Forum – e ha passato in rassegna i principali protagonisti degli ultimi anni, alcuni dei quali come l’ex Presidente della Regione Raffaele Lombardo e l’ex liquidatore Margherita Ferro si sono contraddistinti per iniziative, dettate più dall’emotività del momento, che da un reale disegno strategico volto a contemperare le esigenze di liquidazione di una società partecipata da decenni in perdita con la necessità di rilanciare su basi nuove il termalismo in Sicilia. Su questi obiettivi sarà chiamato a misurarsi il neo Governatore Rosario Crocetta che, al momento, è assorbito da altre priorità, lasciando al liquidatore Luigi Bosco, già presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Catania, la soluzione delle prime incombenze. Una delle prime, come ha ricordato lo stesso liquidatore in occasione dell’incontro del Rotary, è legata alla vicenda dei due immobili – il centro polifunzionale e l’albergo Excelsior Palace – che Unicredit ha pignorato poiché la Regione non ha pagato alcune rate del mutuo contratto a suo tempo per l’onerosa ristrutturazione dell’ex pastificio Leonardi. L’ing.Bosco ha ottenuto al momento una proroga fino al mese entrante per veder di poter dipanare il nodo della matassa, ma non è escluso che, se la banca farà valere fino in fondo le proprie prerogative e la Regione non troverà i soldi per pagare il pregresso, i due immobili saranno requisiti e messi all’asta, con duplice grave perdita per la città di Acireale: da un lato, non si sa in quali mani potrà finire l’albergo delle Terme; dall’altro, la privatizzazione degli stabilimenti termali risulterà meno appetibile ai potenziali investitori privati, perché nel pacchetto non rientrerebbero l’albergo e il centro polifunzionale che, come è noto, sono cespiti che creano positive complementarietà con l’offerta di prestazioni termalistiche. Sul punto, è intervenuto pure il Sindaco di Acireale Nino Garozzo il quale ha ricostruito puntualmente i momenti salienti della vicenda che, nel dicembre 2011, portò allo sfratto dei vecchi gestori morosi dell’Excelsior Palace. Il primo cittadino acese, tuttavia, ha precisato che la destinazione d’uso dell’immobile è vincolata e, dunque, chiunque dovesse aggiudicarsi l’albergo non potrà che mantenerne la originaria funzione recettiva. I rischi di una speculazione finanziaria, tuttavia, rimangono alti, qualora l’albergo, espropriato da Unicredit, dovesse essere venduto all’asta per un prezzo inferiore al suo reale valore di mercato. Ma la città, ha promesso Garozzo, vigilerà attentamente.
Saro Faraci
TRE ANNI TRASCORSI INUTILMENTE
Riepiloghiamo lo stato dell’arte della vicenda. E’ con la legge n.11 del 12 maggio del 2010 che la società di gestione Terme di Acireale SpA, insieme a quella di Sciacca, è stata posta in liquidazione. In quella stessa legge, si prevedeva – entro 180 giorni dalla riunificazione delle azioni delle vecchie aziende autonome e delle società di gestione in capo al Dipartimento Tesoro della Regione – di procedere all’affidamento ai privati della gestione degli stabilimenti termali. In realtà tale riunificazione, non priva di cavilli giuridici e non esente da rischio di contenzioso, si è ultimata solo alla fine del 2012 e da allora sono iniziative le procedure per privatizzare la gestione delle Terme di Sciacca e quelle di Acireale. Il bando di Sciacca è già stato pubblicato ma, data l’assenza di manifestazioni di interesse dei privati, il Sindaco della città Fabrizio Di Paola ha chiesto alla Regione di prorogare i termini di scadenza per la presentazione delle offerte. Il bando per privatizzare le Terme di Acireale deve essere ancora pubblicato perché non tutte le complesse questioni giuridiche sono state ancora risolte. Se ne dovrà occupare il nuovo liquidatore, l’ing.Luigi Bosco, da poco nominato dal Presidente Rosario Crocetta, che sarà chiamato a dialogare più intensamente con la Regione per operare contemporaneamente su due fronti: portare a compimento la liquidazione delle Terme di Acireale SpA e facilitare il percorso che condurrà alla redazione e alla successiva pubblicizzazione del bando.
S.F.