2012/07/11
9 LUGLIO, IL GIORNO DOPO. LE REAZIONI SULLA STAMPA AI RITARDI SULLA PRIVATIZZAZIONE
Gli articoli apparsi il 10 luglio 2012 su La Sicilia (a firma di Antonio Carreca) e Giornale di Sicilia (a firma di Raffaele Musumeci)
GIORNALE DI SICILIA - Gestione Terme, insorge Garozzo: a che punto è la privatizzazione?
LA SICILIA - Privatizzazione Terme, l'iter resta in alto mare
Fonte: termediacireale.wordpress.com
TERME: PERCHE' IL COMUNE DEVE VIGILARE
L'EDITORIALE DI FILIPPO CARDINALE DEL 10/07/2012 SUL CORRIERE DI SCIACCA.IT
Vi è un
clima che denota tutta l’incertezza in cui il Paese Italia vive. Sciacca
non può esimersi, certamente, da tale contesto. Stiamo vivendo un
momento delicato che avrà indubbie conseguenze sul futuro assetto della
nostra Città. Terme e Tribunale sono due strutture, certamente diverse
per il loro scopo, ma fortemente radicate sul territorio. La prima
rappresenta lo snodo cruciale per lo sviluppo sociale-economico e
turistico della nostra Città. La seconda, è il presidio della legalità,
necessario a dare spinta allo sviluppo sociale ed economico della nostra
Città. Non vi è sviluppo economico se non vi è, sul territorio,
ancorato il rispetto del diritto, della legalità, appunto. La classe
politica deve rappresentare la cerniera che lega il territorio con le
istituzioni centrali del nostro Paese, cioè il Parlamento e il Governo.
Sede nelle quali i rappresentanti del popolo devono difendere gli
interessi irrinunciabili della comunità.
Ma non basta. La classe politica ha
necessità di essere spinta, a sua volta, dalla comunità stessa. Insomma,
è un dovere dei cittadini far valere le necessità di un territorio,
anche con enfasi. E’ qui che si apre una falla, proprio in quella
paratia dovrebbe fare da scudo alle necessità del territorio. La falla
appare in tutta la sua evidenza quando a difendere gli interessi del
territorio deve essere la collettività a scendere in piazza. Alcuni
esempi sono significativi. Difesa delle Terme e del Tribunale. In
ambedue i casi, quando c’è stato bisogno di far sentire la solidarietà
concreta in una battaglia intrapresa, non è stata, certamente, massiccia
l’adesione della gente.
Al di là dell’impegno dei giovani, delle
associazioni, la partecipazione popolare è stata deludente. Diciamocelo
chiaro. Così non è stato, ad esempio, per protestare contro il mancato
svolgimento del carnevale. In questa occasione, si è svolto un
partecipato “funerale”, con tanto di seguito popolare e, addirittura,
con la creazione di un inno. Qui sta la contraddizione. Se la classe
politica merita severe critiche, non vi pare il caso che sia necessario
un esame di coscienza da parte nostra, della cosiddetta gente, sul fatto
che dimentichiamo che è nostro primo dovere difendere i nostri
interessi? E’ la base che dovrebbe spingere la classe politica, l’impeto
del dovere civico, del bisogno di difendere la collettività. Spesso,
invece, è più comodo praticare uno sport comune: criticare al bar, ma
mai impegnarsi con un atto di presenza quando vi è bisogno. Quanti
cittadini hanno sentito bisogno di scendere in piazza, al seguito delle
manifestazioni che sono state organizzate? Si è sentito il Tribunale
come una “cosa di altri” e non del territorio, quindi da difendere,
sacrificando un po’ del proprio impegno. Così è anche per la questione
delle Terme. Quante invettive sono rivolte ai politici? Tante, e spesso
giuste. Ma quando c’è stato il referendum per aggiungere al nome della
nostra Città la sua risorsa principale, cioè Terme? Pochissimi elettori
sono andati alle urne. Infatti, non si è raggiunto il quorum. E’ colpa,
in questo caso, della politica? Non mi pare.
Le Terme stanno vivendo una fase molto
delicata che è prossima alla stesura del bando di evidenza pubblica , da
parte della Regione, per affidare a terzi la gestione delle strutture
termali. Le Terme sono di proprietà della Regione e non del Comune.
Questo è un dato di fatto. L’unica proprietaria ha il diritto di
scegliere cosa e come fare. DI fronte questo muro, questo dato, rimane
un percorso “diplomatico” da compiere. Bisogna trovare una corsia che
porti il Comune di Sciacca ad avere un ruolo che gli consenta di avere
percezione di ciò che succede. Parliamoci chiaro, il Comune non ha quote
di partecipazione, seppure minoritarie, che gli consentono di fare la
voce grossa. E’ amara verità, ma è la verità. Su questa scia, trovano
credito e spazio le istituzioni della nostra Città, il Sindaco e il
Consiglio comunale. Sono queste ad essere accreditate in modo incisivo.
L’esito del bando per l’affidamento delle strutture termali sarà
positivo tanto più i privati saranno sciolti da vincoli “politici”.
Ossia presenza poco qualificate e imposte nel Consiglio di
Amministrazione, assunzioni senza criteri basati sul merito e sulle
esperienze. E’ chiaro che quando il privato si trova di fornte ai lacci
della politica, preferisce dirottare gli investimenti altrove.
Il sindaco Fabrizio Di Paola sta
seguendo l’unica strategia oggi possibile: il buon senso e il rispetto
delle istituzioni cittadine. Il sindaco della città di Sciacca deve far
valere il ruolo, ma soprattutto l’interesse della collettività. Cosa può
ottenere? Di certo non la partecipazione diretta, anche se in piccole
quote, nella gestione. Può, invece, ottenere, insieme alla Regione, un
ruolo, di supervisione delle strategie che portino alla selezione del
privato, un ruolo che consenta al Comune di vigilare se le linee
aziendali di chi gestirà le strutture termali sono in linea con
l’interesse del territorio. In parole povere, il Comune deve avere
chiaro il percorso sul quale verrà incanalato lo sviluppo della Città,
del territorio. La classe politica deve fare passi indietro rispetto
alle ingerenze clientelari, questo è ovvio. E allora, su questa scorta,
le istituzioni cittadine, sindaco e consiglio comunale, debbono
lavorare all’unisono, a testa bassa nella consapevolezza di
rappresentare davvero l’interesse legittimo di un territorio.
Ma bisogna fare chiarezza: non si può
avere la moglie ubriaca e la botte piena. Se si ritiene giusto che le
istituzioni cittadine difendino le nostre strutture termali bisogna che
la comunità offra il sostegno. Diversamente, è davvero paradossale che
si pratichi lo sport del gettare fango, comunque. Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre, qualunque cosa fai.... Vi ricordate la canzone di Antoine?
2012/07/10
TERME, SINDACO DI PAOLA INCONTRA ASSESSORE ARMAO E DIRETTORE DI SVILUPPO ITALIA SICILIA
“Un ruolo al Comune di
Sciacca nel futuro delle Terme”. Il sindaco Fabrizio Di Paola ha formulato la
sua richiesta al governo regionale nel corso di un incontro che lo scorso
venerdì (06/07/2012) ha avuto a Palermo con l’assessore all’Economia Gaetano Armao e il
direttore generale di Sviluppo Italia Sicilia Vincenzo Paradiso, in cui si è
discusso del processo di privatizzazione delle Terme di Sciacca.
L’incontro fa seguito
alle recenti prese di posizione pubbliche che il sindaco Fabrizio Di Paola ha
assunto sulla questione terme e alla richiesta di incontro inoltrata alcune
settimane fa al governo della Regione.
“Non è possibile – ha ribadito
a Palermo il sindaco Fabrizio Di Paola – rinviare ogni decisioni sul rilancio e
sul futuro delle Terme di Sciacca”.
L’incontro con Armao e
Paradiso si è svolto nella sede dell’Assessorato Regionale all’Economia.
Il sindaco Fabrizio Di
Paola ha appreso che Sviluppo Italia Sicilia è prossima a consegnare lo studio commissionatogli
dalla Regione Siciliana per la predisposizione del bando a evidenza pubblica
per la selezione del partner privato.
“Ho richiesto
fortemente alla Regione Siciliana – dice oggi il sindaco Fabrizio Di Paola – la
disponibilità a ritagliare nella prossima struttura delle Terme un ruolo al
Comune di Sciacca. Il Comune di Sciacca dovrà avere una funzione di indirizzo,
vigilanza e controllo”.
Dopo l’incontro di
Palermo, il sindaco Fabrizio Di Paola formalizzerà la richiesta alla Regione con
una nota ufficiale.
“Sarà mia cura – dice ancora
oggi il sindaco Fabrizio Di Paola – seguire il processo di privatizzazione fino
alla sua conclusione affinché le Terme di Sciacca abbiano un ruolo strategico
proporzionato al loro valore”.
Fonte: corrieredisciacca.it
2012/07/09
9 LUGLIO: NOTIZIE SUL BANDO DI PRIVATIZZAZIONE DELLE TERME?
Il 9 luglio dovrebbe essere la data ultima per la consegna dello studio preliminare al bando di privatizzazione delle Terme di Acireale e di Sciacca. Committente dello studio la Regione Siciliana, attraverso l’Assessorato all’Economia; commissionaria invece Sviluppo Italia Sicilia, la società interamente controllata dalla stessa Regione, che avrebbe ricevuto l’incarico ad inizio d’anno. Il condizionale è d’obbligo, perché in effetti non c’è mai stata alcuna comunicazione ufficiale sull’incarico conferito a Sviluppo Italia Sicilia, ma soltanto una serie di indiscrezioni, a partire dall’articolo pubblicato a fine marzo dal quotidiano La Sicilia che indicava proprio nella data del 9 luglio il termine ultimo per l’espletamento di questo delicato passaggio sulla via della privatizzazione dei due stabilimenti termali.
Non si conosce, al momento, se questa
scadenza sarà prorogata o verrà rispettata da Sviluppo Italia Sicilia, i
cui vertici recentemente sono stati ridisegnati dopo le dimissioni da
Presidente dell’ambasciatore Umberto Vattani e il ritorno sullo scranno
più alto di Cleo Li Calzi che rimarrà in carica fino al 2014.
Comunque vada a finire, le due
comunità locali, di Acireale e di Sciacca, sono rimaste fuori gioco
nell’intera vicenda, senza possibilità alcuna né di ricevere
informazioni ufficiali sullo stato dell’arte del procedimento in corso
né di partecipare ad un’eventuale fase consultiva concomitante allo
svolgimento dell’incarico di studio.
Il neo sindaco di Sciacca Fabrizio
Di Paola, con straordinario e lodevole tempismo da quando è diventato
primo cittadino qualche mese fa, ha provato in tutti i modi ad
interloquire con l’Assessorato all’Economia, con
la Presidenza della Regione Siciliana, con Sviluppo Italia Sicilia e
persino con Federterme a Roma. Non ha ricevuto mai alcuna risposta
ufficiale, a parte qualche generica e cortese rassicurazione da parte di
Federterme che, comunque, sembra anch’essa tagliata fuori da ogni
interlocuzione con la Regione.
Il neo sindaco di Sciacca Fabrizio
Di Paola, con straordinario e lodevole tempismo da quando è diventato
primo cittadino qualche mese fa, ha provato in tutti i modi ad
interloquire con l’Assessorato all’Economia, con
la Presidenza della Regione Siciliana, con Sviluppo Italia Sicilia e
persino con Federterme a Roma. Non ha ricevuto mai alcuna risposta
ufficiale, a parte qualche generica e cortese rassicurazione da parte di
Federterme che, comunque, sembra anch’essa tagliata fuori da ogni
interlocuzione con la Regione.
Ad Acireale, di fronte a
comportamenti più timidi, rinunciatari e prudenziali
dell’amministrazione comunale guidata da Antonino Garozzo, a tale
funzione di pungolo delle istituzioni regionali ha finora supplito il
Forum sulle Terme e, in parte, anche il Consiglio comunale, soprattutto
quando a presiederlo era l’avvocato Pietro Filetti.
Il recente incontro, promosso dalla
VI Commissione consiliare permanente presieduta da Antonio Riolo, ha
prodotto un interessante documento programmatico che impegnerebbe tanto
il civico consesso quanto l’amministrazione comunale sulla strada di una
più forte interlocuzione con la Regione, ma finora non c’è stato alcun
seguito a quell’iniziativa, perdendo così tempo prezioso.
Pertanto la data del 9 luglio è
arrivata, senza che si sia saputo nulla sullo stato della
privatizzazione annunciato in pompa magna nei mesi scorsi
dall’amministrazione regionale. Per onestà intellettuale, si potrebbero
evidenziare diverse attenuanti a questo stato di cose: lo stallo della
situazione politica regionale con le annunciate dimissioni di Lombardo,
l’interesse di Armao a lavorare sui nodi del bilancio regionale, la
complessità giuridica dei problemi che riguardano tanto le vecchie
aziende autonome quanto le società per azioni, delle quali si è
decretata la liquidazione rispettivamente nel 2007 e nel 2010.
Ma le attenuanti sono abbastanza
generiche e non servono a rassicurare chi, a giusta ragione ad Acireale
come a Sciacca, chiede invano da mesi notizie ed informazioni più
puntuali sulla vicenda. La verità è che sulla questione termalismo in
Sicilia regnano purtroppo sovrane insipienza e approssimazione, mal
celate da una comunicazione istituzionale che appare anch’essa carente e
frettolosa. Si rimane, pertanto, come sempre in attesa.
Saro FaraciFonte: ecodelleaci.it
2012/07/07
RESTANO POCHE ORE ALLA FINE DEL ... BANDO! (FORSE)
Mancano poche ore al 09/07/2012. Non è la data per la fine del mondo prevista da civiltà antiche, ma piuttosto il termine ultimo di Sviluppo Italia Sicilia per presentare il bando per l'affidamento della gestione delle nostre Terme a privati.
La data è stata svelata in un articolo di Tony Zermo su La Sicilia del 28.03.12 che, riproponiamo di seguito, in quanto unica fonte informativa più o meno ufficiosa: quando non si hanno notizie ufficiali dalle Istituzioni si rimedia con le indiscrezioni.
Il nostro sindaco Di Paola ha già espresso difficoltà di comunicazione con il Governo Regionale ostinatamente silente; ciò nonostante si spera che Sciacca riesca a conoscere i dettagli del bando, dal quale deriva direttamente il futuro delle Terme, prima della sua pubblicazione ufficiale.
La Sicilia - Terme regionali, il bando entro il 09 luglio
2012/07/03
IL SINDACO DI PAOLA: "INDIFFERENZA DAL GOVERNO REGIONALE E DA SVILUPPO ITALIA. CITTADINI, RIBELLIAMOCI!"
Il 23 giugno scorso, durante la presentazione del libro di Giuseppe
Rajola “Mistero Sciacca – Storia di un corallo di altri tempi”, il
sindaco di Sciacca Fabrizio Di Paola è intervenuto rispondendo ad alcune
questioni emerse nel corso del dibattito.
Particolarmente interessanti sono state le parole del primo cittadino
sulla questione delle Terme di Sciacca sollevata da Pietro Mistretta,
presidente dell’associazione L’AltraSciacca.
Il sindaco Di Paola ha dichiarato di essersi “stancato di un
atteggiamento di indifferenza, di superficialità e anche di assoluta
ignoranza e non conoscenza del problema da parte della Regione Siciliana”. E soprattutto di essersi stancato di un “atteggiamento
di nessuna considerazione nei confronti della città, di chi la
rappresenta e di quello che rappresenta chi oggi svolge un ruolo di
primo cittadino”. Parole pesanti che mettono in luce, ma
probabilmente non era necessario, l’assenza di collaborazione e
interazione del Governo regionale con le Amministrazioni comunali delle
città termali come Sciacca e Acireale.
Il Governo regionale e Sviluppo Italia Sicilia non vogliono avere
alcuna interlocuzione con la città che sarà pertanto destinata a subire
inerme gli effetti del famoso bando di privatizzazione.
Sin dal suo insediamento il sindaco Di Paola ha cercato di dialogare
con il presidente Lombardo e con l’a. d. di Sviluppo Italia Vincenzo
Paradiso, entrambi destinatari di una lettera cui, dichiara apertamente
il primo cittadino saccense, non è mai stata data risposta.
Ed è gravissimo che la Regione Sicilia perseveri nel più assoluto
mutismo, continuando a lavorare occultamente, non rendendo partecipi le
amministrazioni delle città termali, soprattutto in considerazione del
fatto che il bando di affidamento a privati della gestione delle Terme
di Sciacca e di Acireale probabilmente è già pronto per essere
pubblicato il prossimo 9 Luglio 2012.
Il sindaco Di Paola esorta quindi i suoi concittadini, perché “tutti dobbiamo ribellarci a fronte di una situazione che è paradossale, perché tutti noi pensiamo che le Terme ci appartengono”.
Il messaggio appare chiaro: il Governo regionale tira dritto, il
sindaco di Sciacca viene ignorato ed è necessario che, come sollecitato
dal primo cittadino, la città si impegni “ad essere protagonista di
questo momento, a manifestare pubblicamente nei confronti degli enti
competenti che, peraltro in questo momento, non sono neanche
interlocutori affidabili; perché di qui a qualche mese alla Regione
Siciliana si voterà e quindi purtroppo non abbiamo neanche una
affidabilità di interlocuzione, ma noi dobbiamo provare a riprenderci il
nostro patrimonio”.
Il Forum delle Terme di Sciacca è da qualche tempo impegnato nel
sollecitare e alimentare il dibattito e l’attenzione sul destino delle
Terme e per questo condivide appieno l’invito del Sindaco a tutti i
Cittadini a “sollevarsi rispetto a questo problema, perché le Terme
ci appartengono e non possiamo più consentire che lentamente ci sia un
momento di impoverimento, di degrado”.
LA CORTE DEI CONTI: DELLE 34 SOCIETA' PARTECIPATE BEN 21 HANNO CHIUSO IN PERDITA.
Questo uno dei passaggi della Relazione della Corte dei Conti sul rendiconto 2011 della Regione Siciliana.
Ne hanno riferito: Livesicilia, Corriere del Mezzogiorno e Repubblica.
“Delle 34 società partecipate- continua Coppola nella sua requisitoria – ben 21 hanno chiuso in perdita l’ultimo bilancio di esercizio comunicato. E questo dato contabile è sufficiente per farci capire la capacità imprenditoriale del ‘settore pubblico’. In pratica, fino ad oggi, la drastica riduzione delle società partecipate è rimasta tra le buone intenzioni del governo regionale”. Fra le partecipate, quantunque poste in liquidazione, figurano le società Terme di Acireale SpA e Terme di Sciacca SpA, che chiudono in perdita i propri bilanci.
Fonte: termediacireale.wordpress.com
Ne hanno riferito: Livesicilia, Corriere del Mezzogiorno e Repubblica.
“Delle 34 società partecipate- continua Coppola nella sua requisitoria – ben 21 hanno chiuso in perdita l’ultimo bilancio di esercizio comunicato. E questo dato contabile è sufficiente per farci capire la capacità imprenditoriale del ‘settore pubblico’. In pratica, fino ad oggi, la drastica riduzione delle società partecipate è rimasta tra le buone intenzioni del governo regionale”. Fra le partecipate, quantunque poste in liquidazione, figurano le società Terme di Acireale SpA e Terme di Sciacca SpA, che chiudono in perdita i propri bilanci.
Fonte: termediacireale.wordpress.com
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