2012/07/03

LA CORTE DEI CONTI: DELLE 34 SOCIETA' PARTECIPATE BEN 21 HANNO CHIUSO IN PERDITA.

Questo uno dei passaggi della Relazione della Corte dei Conti sul rendiconto 2011 della Regione Siciliana.

Ne hanno riferito: Livesicilia, Corriere del Mezzogiorno e Repubblica.


Delle 34 società partecipate- continua Coppola nella sua requisitoria – ben 21 hanno chiuso in perdita l’ultimo bilancio di esercizio comunicato. E questo dato contabile è sufficiente per farci capire la capacità imprenditoriale del ‘settore pubblico’. In pratica, fino ad oggi, la drastica riduzione delle società partecipate è rimasta tra le buone intenzioni del governo regionale”. Fra le partecipate, quantunque poste in liquidazione, figurano le società Terme di Acireale SpA e Terme di Sciacca SpA, che chiudono in perdita i propri bilanci.

Fonte: termediacireale.wordpress.com

2012/06/30

DIATRIBA TRA REGIONE CALABRIA E FEDERTERME. ANALOGO ATTIVISMO NON SI REGISTRA PERO' IN SICILIA.


Dal sito di Federterme apprendiamo:

“La Regione Calabria ha ricevuto decine di lamentele, ufficiose e ufficiali, da singole aziende termali del territorio. E varie lettere di protesta e richieste urgenti d’incontro da parte di Federterme. Ma la Regione non si e’ degnata nemmeno di rispondere. Come se i vari appelli per affrontare una situazione che rischia ogni giorno di diventare più drammatica, le fossero entrati in un orecchio per uscirne subito dopo dall’altro”. E’ quanto si legge in una nota di Federterme Calabria. “Dopo un primo incontro con il Sub Commissario, generale Pezzi, più di un anno fa – ha dichiarato il Presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci – ogni altra richiesta e’ caduta nel vuoto, mentre dall’altro Sub Commissario, D’Elia, che le nostre imprese hanno incontrato quasi due mesi fa, per ora abbiamo avuto solo risposte interlocutorie. Un comportamento incomprensibile se si considera che la struttura commissariale interloquisce regolarmente con le associazioni imprenditoriali degli altri comparti della sanità privata. Le imprese attendono di vedere saldate le loro spettanze ferme, in alcuni casi, addirittura al 2004 – ha concluso Jannotti Pecci – sono in gravissima crisi di liquidità, le banche non forniscono, più alcun sostegno e, a questo punto non c’e’ da meravigliarsi se, non potendo far fronte agli impegni con i lavoratori, questi ultimi decidano di scendere in piazza”. “Le aziende termali calabre – prosegue la nota – si sentono prese in giro. E’ vero che tutta l’economia nazionale e’ in crisi e che “non ci sono soldi” come tutti i responsabili degli Enti locali ripetono, alle prese con i tagli alla spesa pubblica decisi dal Governo nazionale. Ma allora perché promettere, nei contatti e nelle dichiarazioni che poi si sono susseguiti a livello politico, sull’argomento, sia con Federterme che con gli imprenditori del settore, una legge che avrebbe sbloccato tra i 4 e i 6 milioni di euro a favore delle aziende termali, non solo per sanare i più gravi problemi contingenti (incluse le ristrutturazioni degli impianti non più procastinabili), ma addirittura per spese di “promozione”, come la partecipazione alle Fiere del settore, in Italia e all’estero. In tempi brevi, il ddl su la pdl n. 164/9 “Valorizzazione e promozione del termalismo in Calabria” e’ stato portato all’esame del Consiglio regionale, gli si e’ addirittura data una “corsia preferenziale” e poi, una volta arrivato in Commissione, il provvedimento si e’ subito arenato. E oggi giace, dimenticato, in qualche cassetto. In questo quadro, risulta dichiaratamente beffarda, la decisione della Regione di aumentare i canoni di concessione mineraria per le acque termali, che complica una situazione che sta portando le imprese al collasso. Insomma – conclude la nota di Federterme – motivi per mettere mano alla disastrosa situazione delle Terme in Calabria, ce ne sono. Ammesso che qualcuno a Palazzo Alemanni, sede della giunta regionale, abbia la minima intenzione di farlo. Il che e’ ancora oggi tutto da dimostrare”.

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Registriamo, a margine di questa comunicazione, che analoghe attenzioni così forti di Federterme non si sono mai finora registrate in Sicilia ove la situazione termale è altrettanto grave come in Calabria, almeno sul versante pubblico, poichè ben due aziende, le Terme di Acireale e quelle di Sciacca, partecipate dalla Regione Siciliana, sono ingabbiate dentro una doppia procedura di liquidazione (società di gestione ed azienda autonoma) e un imminente procedimento di privatizzazione, di cui non è possibile prefigurare minimamente gli esiti. Nel corso di una visita di cortesia, a Roma a fine febbraio, avvenuta nella sede di Federterme, abbiamo sollecitato al Presidente Costanzo Jannotti Pecci e al Direttore Aurelio Crudeli un più forte e decisivo impegno della stessa Federterme, autorevole organismo rappresentativo delle industrie termali e delle acque minerali curative, per il termalismo siciliano, suggerendo di avviare un’interlocuzione diretta col Presidente della Regione on.Raffaele Lombardo. In particolare, abbiamo illustrato la controversa questione delle Terme di Acireale. Non risulta, a tutt’oggi, che un tale intervento sia stato mai sollecitato, pur avendo però Federterme aderito al tavolo tecnico per la costituzione del distretto produttivo del benessere termale promosso dall’Assessore Marco Venturi. Recentemente, il neo sindaco di Sciacca Fabrizio Di Paola ha incontrato i vertici di Federterme a Roma, auspicando – immaginiamo – analogo intervento anche in favore delle Terme di Sciacca. Da Federterme, però, nessuna comunicazione ufficiale.

Fonte: Termediacireale.wordpress.com

2012/06/29

GLI ITALIANI E IL BENESSERE IN UNA RECENTE RICERCA EURISKO PER LE TERME IN EMILIA



A Rimini, nell’ambito dell’appuntamento fieristico “Rimini Wellness” del 10-13 maggio scorso, sono stati presentati i risultati dell’indagine “ Le potenzialità del mercato termale”, commissionata a Gfk Eurisko dall’Unione di Prodotto Regionale dell’Emilia Romagna “Terme, Salute e Benessere”.

Clicca per leggere:
GLI ITALIANI E IL BENESSERE di Maria Pia Bersellini

Oltre mille, le persone intervistate, di cui una parte selezionata tra frequentatori di centri termali.
L’obiettivo del rapporto è stato quello di analizzare come viene percepito e vissuto dagli italiani il mondo termale e del benessere per capire meglio quali sono oggi le opportunità da sviluppare a fronte dei cambiamenti culturali e sociali degli ultimi dieci anni che hanno modificato le esigenze del pubblico. I risultati ribadiscono che l’italiano medio ha assunto una nuova concezione di benessere che non corrisponde più semplicemente all’essere in buona salute, ma che contempla anche l’assenza di stress. Il 60% dice infatti di essere stressato e quasi il 50% non si sente in forma. “ Sentirsi in armonia con gli altri” pare sia una componente importante per sentirsi bene, come pure i luoghi in cui recuperare la propria forma fisica e mentale : centri sportivi, piscine e centri termali, raggiungibili anche in giornata per chi desidera fare una pausa durante la settimana. Importanti sono anche le mostre d’arte, i cinema, i teatri, i centri culturali, i caffè e i ristoranti, i centri di yoga e di meditazione. Quando invece si parla di vacanza, allora gli italiani chiedono strutture in mezzo alla natura, centri termali e luoghi d’arte.
E al primo posto, tra le cose che vengono fatte per raggiungere il proprio benessere psico-fisico, sembra sia proprio la ricerca del contatto con la natura, il verde e un’attività fisica dolce. Seguono i controlli medici, la buona alimentazione, le attività culturali ed infine l’utilizzo di prodotti cosmetici.
Naturalmente, la visione del benessere assume sfumature diverse a seconda dell’età e della formazione culturale. Come pure l’attenzione alla propria forma fisica e ad uno stile di vita sano e controllato. Insomma, il concetto di benessere risulta costituito da un ampio spettro di valori, in cui occupano un posto ancora importante i luoghi termali. Molti centri termali sono conosciuti e di essi vengono valorizzate, in particolare, le acque termali, il clima, il relax.


Fonte: Termediacireale.wordpress.com

2012/06/28

IL COMUNE E IL SERVIZIO TURISTICO REGIONALE PROMUOVONO LE TERME. FINALMENTE UN DEPLIANT


Toh! Il Comune e la regione si "svegliano" e si accorgono che a Sciacca esistono le terme. Finalmente viene diffuso un depliant (ben fatto) "spinto" dal Comune e dalla Regione. Iniziativa lodevole grazie all'impegno del dirigente del Servizio Turistico regionale, Nuccio Catagnano, e dell'assessore Salvatore Monte. Il depliant spiega la bontà delle terme anche in lingua inglese (finalmente ci siamo "europeizzati"). Sul depliant c'è anche il sito del Comune di Sciacca.

Questo il testo in italiano:  
Sciacca è un centro termale frequentato sin dall'antichità tanto che i romani la chiamarono Thermae Selinuntinae, anche perché la città fu colonia di Selinunte. Sciacca trae l'origine del suo nome dal latino ex aqua e il suo patrimonio idrotermominerale è fra i più ricchi e completi del mondo. Solo tre delle sue innumerevoli acque vengono, infatti, sfruttate: la salsobromojodica ipotermale usata per i bagni, ed irrigazioni ginecologiche, la sulfurea-salso-solfato-alcalino-termosa, ipertermale, radioattiva, incolore, odorante di idrogeno solfato e acqua di Fontana Calda, una mediominerale del tipo S. Pellegrino e Recoaro,usata dai saccensi per bibita. Una delle risorse termali di Sciacca sono le famose grotte o stufe all'interno delle quali l’atmosfera satura di vapore acqueo raggiunge la temperatura di quasi 40°; la terapia essudatoria (antroterapia) che vi si pratica risulta molto efficace per la artrosi, per diverse patologie dell'apparato osteoarticolare, per le patologie infiammatorie delle vie aeree superiori, per la gotta e la uricemia. Tra le diverse acque presenti nella zona, spicca invece quella di natura sulfurea che sgorga dalla Valle dei bagni e che è alla base del fango poi utilizzato per la fangoterapia; si tratta di un'acqua sulfureo-salso-bromo-iodico ipertermale che sgorga alla temperatura di 56 gradi.

Fonte:  Corrieredisciacca.it

2012/06/27

SVILUPPO ITALIA SICILIA: TORNA CLEO LI CALZI PRESIDENTE

Dal sito : LiveSicilia
La manager palermitana ritorna alla guida della società palermitana dopo i sette mesi di gestione Vattani. Nel cda anche il segretario di Lombardo Greco. Cleo Li Calzi torna alla presidenza di Sviluppo Italia Sicilia. La manager palermitana, capo della segreteria tecnica del governatore Raffaele Lombardo, è stata nominata presidente della società partecipata della Regione, che aveva già guidato da gennaio a novembre del 2011. Nel corso della sua presidenza, la Li Calzi aveva conseguito tra gli altri risultati l’abbassamento del 20 per cento dei costi di gestione e la ripresa di alcune commesse, poi aveva passato il testimone all’ambasciatore Umberto Vattani, che si è dimesso all’inizio di giugno. La Li Calzi, che si è già insediata e il cui mandato terminerà nel 2014, dalla fine dell’anno scorso era consigliere di amministrazione della società. Al suo posto la Regione ha nominato Pippo Greco, capo della segreteria politica di Lombardo, già piazzato dal presidente della Regione in altri consigli di amministrazione.

Fonte: Termediacireale.wordpress.com

FUMATA NERA PER IRFIS E SVILUPPO ITALIA



Il sito di LiveSicilia.it pubblica oggi un articolo sull’andamento delle nomine dei vertici di Irfis e Sviluppo Italia Sicilia, le due società partecipate dalla Regione Siciliana in stand by, da alcune settimane, per il rinnovo della governance aziendale. Le sorti delle due società partecipate sono tra loro collegate, poichè non è escluso, come si evince dai documenti sul riordino delle partecipate regionali approvato dalla giunta Lombardo, che in un prossimo futuro possano integrarsi tra loro, dando vita ad un unico polo di servizi finanziari e di partecipazione al capitale di rischio. In questo momento, alle sorti di Sviluppo Italia Sicilia è legato il futuro delle Terme di Acireale e di Sciacca, entrambe in liquidazione, poichè la società è advisor del bando di privatizzazione che dovrebbe essere esitato entro il 9 luglio prossimo. Tale situazione di incertezza istituzionale rende sicuramente assai incerto e nebuloso anche l’iter del procedimento di privatizzazione cui, in maniera riservata, sta lavorando da mesi Sviluppo Italia Sicilia.


dal sito di LiveSicilia.it

Fumata nera per Irfis e Sviluppo Italia. Il nominificio segna il passo (Venerdì 15 Giugno 2012 13:37 di Eliana Marino e Salvo Toscano)

Va deserta l’assemblea dei soci della finanziaria regionale: si allungano ancora i tempi per la nomina del nuovo presidente. Stesso copione per Sviluppo Italia dopo l’abbandono di Vattani. E anche due assessorati restano ancora da coprire.
Il risiko degli incarichi messo in moto dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, pare essersi fermato per qualche giorno. Dopo la corsa a coprire ogni possibile casella lasciata vuota, tra ieri e oggi la macchina delle nomine ha registrato due fumate nere. Restano ancora senza presidente Sviluppo Italia Sicilia e Irfis. In particolare, ieri, il consiglio d’amministrazione dell’agenzia che si occupa dell’attrazione degli investimenti a sostegno delle imprese, si è riunito aggiornandosi alla settimana prossima senza che sia stata ancora decisa la data di convocazione dell’assemblea dei soci. È in quella sede, infatti, che si dovrà procedere alla nomina del nuovo presidente, dopo le dimissioni dell’ambasciatore Umberto Vattani, il diplomatico chiamato dalla Regione al vertice della società alla fine dello scorso ottobre, che ha lasciato l’incarico all’inizio del mese. Al momento, quindi, restano in carica in rappresentanza della Regione solo i consiglieri Cleo Li Calzi, capo della segreteria tecnica del Presidente della Regione e già presidente della società, e Francesco Tuzzolino.E con un “non luogo a procedere” si è conclusa anche l’elezione del nuovo presidente dell’Irfis, la finanziaria regionale nata dalle ceneri dell’istituto di mediocredito regionale. La Regione, socio unico, non si è infatti presentata all’assemblea dei soci fissata per stamattina facendo di fatto saltare per l’ennesima volta la nomina del presidente. Poltrona per la quale, in un primo momento, si era parlato dell’assessore all’Economia Gaetano Armao, per poi virare verso l’ex dirigente generale di Banca Nuova Francesco Maiolini, nome sul quale evidentemente non c’è ancora un’intesa definitiva. Per una nuova assemblea non è stata fissata alcuna data per cui si allungano ulteriormente i tempi per la definizione dei vertici della società finanziaria.
Insomma, dopo un attivismo quasi sfrenato sul fronte delle nomine, che gli è costato critiche da destra e sinistra, il governatore sembra tirare il freno. Forse per guardarsi meglio attorno, azzarda qualche deputato dell’Ars che lo conosce bene, e capire dove intervenire nell’ottica della prossima campagna elettorale. Di certo c’è che oltre ai posti di sottogoverno restano vacanti anche due poltrone lasciate libere dagli assessori dimissionari Giosuè Marino (Energia) e Mario Centorrino (Formazione). Per il primo posto si attende ormai dal 29 maggio. Raccontano di un pressing del governatore sul suo ex capo di gabinetto e attuale dirigente dell’assessorato Gianluca Galati, che però non sarebbe andato a buon fine. Il toto-nomine è aperto ma ancora non si sarebbe trovato il successore del prefetto antimafia. Per la poltrona lasciata libera da Mario Centorrino, si è fatto con insistenza il nome della ex dirigente della Formazione e attuale capo di gabinetto di Lombardo, Patrizia Monterosso. Ma anche in questo caso nulla sembra muoversi al momento. Nei corridoi del Palazzo si dice che fino alla metà della prossima settimana non emergeranno novità significative. “A Lombardo certo non dispiace tenersi gli interim, lui è già in campagna elettorale da un pezzo”, commenta un deputato di opposizione di lungocorso. Per quanto, gli ultimi venti dal Palazzo sembrino soffiare verso un allontanamento della data delle elezioni. Cosa che dicono non dispiacerebbe al Pdl, pronto a riconciliarsi con gli autonomisti e con i finiani per riesumare il vecchio centrodestra, mentre a sinistra ci si divide come al solito.

Fonte: Termediacireale.wordpress.com

2012/06/26

SICILIA: L'OCCASIONE PERDUTA DEL TURISMO TERMALE



Ad Acireale e Sciacca, un tempo mete privilegiate di benessere, ormai da anni si assiste ad una crisi strutturale legata a giochi politici e di potere. Due Forum sorti grazie alla spinta della società civile cercano di stimolare il dibattito e interventi risolutivi di Antonio Longo
 
CATANIA – Un tempo il turismo termale aveva soprattutto scopi terapeutico – sanitari e sociali. I benefici effetti delle acque sulfuree attiravano coloro che, afflitti da malanni di diverso genere e natura, trascorrevano alcuni giorni di relax negli stabilimenti sparsi lungo tutta la penisola. Ma c’era anche chi non potendosi permettere viaggi più costosi si “accontentava” di recarsi nello stabilimento vicino casa per godersi qualche giorno di meritato riposo. Tale quadro è mutato in maniera significativa negli ultimi decenni, il turismo termale è entrato sempre più, a pieno diritto, nell’alveo del turismo del benessere, legato maggiormente a fattori estetici, di status symbol, di cura particolare del corpo e della psiche. Le statistiche sfornate con cadenza periodica hanno manifestato, in maniera evidente, una vitalità del comparto, seppur a fronte di una crisi economica senza precedenti che ha colpito, tra gli altri segmenti di mercato, anche quello dell’industria delle vacanze. E mentre tale trend positivo si registrava in buona parte del Belpaese, la Sicilia, isola in cui sussistono diversi stabilimenti termali, anche in questo campo mostrava (e mostra) preoccupanti segnali di recessione. Due esempi su tutti: le Terme di Acireale, in provincia di Catania, e quelle di Sciacca, in provincia di Agrigento. Due fiori all’occhiello, in passato; oggi più simili a carrozzoni legati a giochi di potere che accumulano debiti su debiti senza riuscire a produrre ricadute positive sul territorio.

IN ATTESA DI RISPOSTE… – Più dubbi che certezze. Ecco lo scenario che si prospetta per l’immediato futuro delle terme di Acireale e Sciacca. Mentre l’attività procede a rilento, se non si blocca completamente come accaduto nei mesi scorsi, ormai da (troppo) tempo si intersecano aspetti sostanziali con profili formali. Le aziende autonome che guidavano i due complessi termali sono state per legge poste in liquidazione, pur rimanendo azioniste delle società formalmente a regime privatistico (ad Acireale di maggioranza a Sciacca di minoranza, n.d.r.). che sono subentrate e che hanno avuto la stessa sorte. L’obiettivo della Regione Sicilia, a fronte di sperperi e di discutibili gestioni succedutisi negli anni, è quello di portare a termine le attività di liquidazione e, soprattutto, definire l’intrapreso processo di privatizzazione anche sostanziale con l’affidamento dell’incarico di advisor a Sviluppo Italia Sicilia che dovrà fare da prologo al bando pubblico necessario per l’affidamento della gestione a privati. Una bella gatta da pelare che, sino ad oggi, non ha fornito responsi ufficiali, generando soltanto flebili voci di corridoio su tempi e modalità per la conclusione dell’iter: in più occasioni è stato indicato l’arco temporale tra giugno e luglio per la consegna del report delle analisi effettuate dall’advisor. Ma con il governo Lombardo dimissionario per la fine di luglio e le recenti dimissioni presentate dal presidente di Sviluppo Italia Sicilia Umberto Vattani, che certezze sui tempi si possono avere? Nel frattempo latita la governance, i dipendenti sono preoccupati per il loro futuro, le attività registrano più bassi che alti.

L’IMPEGNO PROFUSO DAI FORUM – Al cospetto dei tempi non certo rapidi della politica e della burocrazia, davanti al possibile rischio di vedere morire il termalismo in Sicilia, sia ad Acireale che a Sciacca la società civile non è rimasta a guardare, si è fatta sentire, assume quotidianamente ferme posizioni per sollecitare una celere ripresa delle attività, improntata a criteri di efficacia ed efficienza e in grado di generare percorsi virtuosi per i rispettivi contesti territoriali. Sono così sorti due forum permanenti. «Nel 2006 alle vecchie aziende autonome furono affiancate due società per azioni pubbliche, Terme di Acireale SpA e Terme di Sciacca SpA, nella speranza, o forse nell’illusione, di iniziare il processo di privatizzazione, inizialmente solo limitato al cambiamento della forma giuridica – sottolinea il Prof. Rosario Faraci, cofondatore e coordinatore del Forum sulle Terme di Acireale, nato poco più di un anno fa e che ha già stimolato e sollecitato in maniera vigorosa enti, istituzioni e politica locale – l’obiettivo non è stato raggiunto, le due società continuavano ad accumulare perdite, con l’aggravante questa volta che alle perdite dovevano rimediare da sole tenuto conto della nuova configurazione giuridica, se ne è decretata quindi la liquidazione. Contemporaneamente si è previsto l’avvio del processo di affidamento della gestione ai privati. E’ inimmaginabile che però si possa privatizzare anche la proprietà». Un importante strumento, quello del forum, per fungere da raccordo tra tessuto sociale e istituzioni. Nella speranza che il termalismo siciliano possa ritrovare i fasti di un tempo. Prima che si giunga ad un punto di non ritorno, prima che sia troppo tardi.

Fonte: il Vostro Quotidiano